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Una canzone per la domenica (120). Cirano

di Silveria Aroma

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Con furbi e prepotenti prima o poi ci è toccato fare i conti anche nella semplice quotidianità.
A scuola, sul posto di lavoro, in un ufficio, in un locale, al mare.
Sono ovunque. Subito pronti ad alzare la voce, a saltare le file, a deridere chi pecca di gentilezza e pazienza. Sono forti. Sanno fare i bulli, sfruttare le situazioni (e anche le persone). Credono di essere più intelligenti degli altri… credono, appunto.

Non ho ben chiaro per quale ecosistema siano un beneficio.
A loro preferisco di gran lunga i poeti, anche i più sfigati, e la musica che lenisce ogni malumore.

Per effetto di una miscellanea musica bacio, sono arrivata a Guccini.

Ci siamo imbattuti tutti (o quasi) in una frase, rimpicciolita e semplificata: Cos’è mai un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole t’amo.
Letta direttamente sulla velina profumata di un cioccolatino. Con il tempo qualcuno di noi ha aggiunto alle parole l’immagine di un naso sporgente e la figura del poetico suggeritore: Cyrano.

Cyrano de Bergerac è una celebre commedia teatrale in cinque atti pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) e ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica (Wikipedia).

Cyrano: Un bacio, ma cos’è poi un bacio? Un giuramento un po’ più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un apostrofo rosa fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima…

Rossana
(l’amata): Tacete!

Francesco Guccini della figura di Cirano ha fatto una canzone nella quale l’eroe colpisce di penna:

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Senza smettere di cercare l’amore:

E ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste…
Un amore che non ride ma condivide la lotta del poeta.

Cirano (testo di Beppe Dati e Francesco Guccini, musica di Giancarlo Bigazzi) è un brano presente nel diciassettesimo album di Guccini: D’amore di morte e di altre sciocchezze, 1996

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Cirano

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati,
io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.

Gli orpelli?! L’arrivismo?!
All’amo non abbocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita,
venite tutti avanti nuovi protagonisti,
politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un’arte,
coraggio liberisti buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo Bel Paese.

Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un’altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito,
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto
e l’uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.

Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo,
per sempre tuo, per sempre tuo… Cirano 

Francesco Guccini è nato Modena il 14 giugno 1940.

 Il Cyrano di Edmond Rostand ha ispirato molti. Di seguito un frammento del film diretto da Jean-Paul Rappeneau (1990) che, presentato in concorso al 43º Festival di Cannes, valse a Gérard Depardieu il premio per la migliore interpretazione maschile.

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Appendice del 24 novembre (Cfr. Commento di Fabio Lambertucci)

Nota della Redazione
Una bella notizia per gli amatori di Proietti: lo spettacolo citato sopra è presente in versione integrale (tre ore circa) su YouTube  (presentazione e link)
“Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand per la prima volta in dvd. Un impareggiabile Gigi Proietti interpreta le gesta del cadetto di Guascogna, irresistibile spadaccino abile con la spada quanto con le parole, tra rime baciate e versi d’ineguagliabile bellezza. Cyrano, che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “lo precede di un quarto d’ora ovunque vada”, rivive qui nelle capacità attoriali di un Proietti davvero indimenticabile.

Il Cyrano di Gigi Proietti

2 commenti per Una canzone per la domenica (120). Cirano

  • Fabio Lambertucci

    Grazie mille a Silveria Aroma. E’ la mia canzone di Francesco Guccini preferita per totale identificazione con il protagonista. Vorrei ricordare anche la versione teatrale di “Cyrano” (1985), da me amatissima, del grandissimo e compianto Gigi Proietti.
    Cari saluti da Santa Marinella (Roma).

    Nota della Redazione
    Una bella notizia per gli amatori di Proietti: lo spettacolo citato sopra è presente in versione integrale (tre ore circa) su YouTube (presentazione e link)
    “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand per la prima volta in dvd. Un impareggiabile Gigi Proietti interpreta le gesta del cadetto di Guascogna, irresistibile spadaccino abile con la spada quanto con le parole, tra rime baciate e versi d’ineguagliabile bellezza. Cyrano, che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “lo precede di un quarto d’ora ovunque vada”, rivive qui nelle capacità attoriali di un Proietti davvero indimenticabile.

    Il Cyrano di Gigi Proietti

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