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Il 50 % dei cittadini americani non si vaccinerebbe

di Francesco Carta

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Accanto alle preoccupanti notizie dei contagi ci sono quelle buone dei vaccini e degli anticorpi sintetici, già utilizzati da Trump. Ha perso le elezioni ma continua a picconare. Era partito dalla dichiarazione secondo la quale il virus era un’invenzione dei cinesi. Poi ha affermato che se l’erano fatto scappare da un laboratorio o comunque lo avevano messo in giro volutamente.
In piena pandemia suggerì di bere varecchina per neutralizzare il virus che poi si beccò ma guarì quasi subito grazie ai costosi anticorpi monoclonali. Li ha messi a punto la Eli Lilly e la Fda statunitense ha dato il via libera d’urgenza all’uso del trattamento anti-Covid per curare infezioni di limitata entità in adulti e bambini. L’anticorpo si chiama Bamlanivimab ed è specificamente diretto contro la proteina spike di SARS-CoV-2.
Troppi americani hanno votato per Trump dimostrando di non temere le castronerie dette sul virus anzi, molti ne sono proprio convinti e lo imitano, infatti il 50% dei cittadini americani non farebbe il vaccino. In Europa la percentuale sale ma dovrebbe essere più alta: insomma ‘sto mondo è ancora troppo idiota tra “no vax”, “no mask”, complottisti, terrappiattisti e altre scemenze cosmiche.

Il vaccino contro il Coronavirus messo a punto dall’americana Pfizer e della tedesca BioNTech è efficace al 90%. È un dato superiore alle aspettative, che giunge dalla conclusione delle sperimentazioni sugli uomini. Tra poche settimane cominceranno a produrlo su vasta scala anche in Europa. I dati del contagio in Italia sono ancora in crescita ma le misure di contenimento dovrebbero piegare la curva dei ricoveri nelle prossime settimane.

Restiamo fiduciosi e nel frattempo distanziamo, mettiamo le mascherine e curiamo l’igiene delle mani.

Nella nostra provincia è sempre il Nord ad essere molto colpito dai contagi ma ora si pensa a creare anche a sud un polo più attrezzato. Era stato sollecitato dai Sindaci del Distretto 5 nel febbraio scorso per effettuare i test sierologici ma la risposta fu che non si poteva.

Ora cambia tutto: nell’ospedale “Dono Svizzero” sono stati dedicati alcuni posti letto ai pazienti contagiati con instabilità clinica.

Soluzione problematica per la difficoltà di separare nettamente i percorsi tra pazienti affetti da Covid-19 e quelli con altre patologie.

Il problema è stato giustamente sollevato dal Sindaco di Formia. Non c’è alternativa se non quella di fare ogni sforzo impegnando risorse per la sicurezza. Il laboratorio analisi sarà attrezzato per effettuare i tamponi molecolari con l’obbiettivo di tagliare i tempi di attesa delle risposte. E questa, finalmente, è una saggia decisione.

Riapre il reparto di malattie infettive presso il Di Liegro di Gaeta.

Queste sono le misure con le quali dovremo fronteggiare l’inverno. L’obbiettivo è quello di evitare i ricoveri con la cura a casa. La letalità ha cominciato a colpire la fascia degli 82 anni ma si segnalano anche decessi tra i giovani.

Perciò i ragazzi aprano gli occhi e facciano i virtuosi nei prossimi mesi per arrivare alla prossima primavera con meno acciacchi possibili.

Dal comunicato stampa dell’ASL di Latina “ Rispetto alla giornata di ieri, si comunica che si sono registrati 167 nuovi casi positivi, distribuiti nei Comuni di Aprilia (40), di Castelforte (1), Cisterna di Latina (22), di Cori (7), di Fondi (6), di Formia (3), di Gaeta (3), di Itri (4), di Latina (33), di Lenola (1), di Minturno (7), di Norma (1), di Pontinia (3), di Ponza (1),di Priverno (2), di Prossedi (2), di Roccagorga (4), di Sabaudia (3), di Santi Cosma e Damiano (5), di Sermoneta (3), di Sezze (6), di Sperlonga (1) e di Terracina (9) . Sono stati registrati i decessi di 5 pazienti, di cui 2 residenti nel Comune di Aprilia, 2 residenti nel Comune di Latina ed 1 residente nel Comune di Gaeta.

Casi 5415 – Prevalenza 94,13 – Guariti 1224 – Deceduti 81 – Positivi 4110 di cui a domicilio 3934

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