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Uto Ughi a Ponza

di Francesco De Luca

 

Rita Morrone è una signora in età con lo spirito di una adolescente. Mi confida: “Da giovane ero bellina, piccola e aggraziata”. Intervengo subito: ”Da piccola quando… in quali anni? “Inizi anni ’60” – risponde sollecita.

“A  Ponza in estate funzionava da Anzio la corsa turistica della nave ‘Isola di Ponza’. Pochi turisti ma tutti di qualità: artisti, nobili, diplomatici, imprenditori… Noi avevamo delle grotte sulla Dragonara, dalle parti del Piccolo Hotel Luisa. Mio fratello Silverio, muratore, cercò di sistemarle alla buona, per tentare di affittarle. Mio padre Vincenzo, conosciuto come Raffaele, mise parola in giro e anche io mi diedi da fare fra le amiche.

Un giorno mentre stavo presso la bottega di Rosa ‘i Santella, sul Corso, alla diramazione con la Via Nuova, venne un giovane con un bagaglio ingombrante. Chiedeva di una stanza per pernottare tre giorni. Mi feci avanti e gli proposi l’abitazione sistemata per l’appunto da mio fratello. Il giovane mi seguì per vederla. 15 lire a notte, anticipate. 45 lire che mi diede subito. Era un giovane di poche parole e dai modi spicci. Comunque io  nei giorni successivi passai di lì per controllare. E si sentiva sempre suonare. Mattino e pomeriggio dalla mia grotta uscivano suoni che si spandevano lì intorno. Capii così che quell’involucro nei bagagli era un violino.

Al termine dei giorni mi salutò e se ne andò. Io rimasi un poco male. Non espresse nessun apprezzamento e nessuna critica… mi salutò freddamente. Prufessò – sottolinea – adesso mi vedete così ma io a quell’età ero una bella ragazza, piccola sì… ma di presenza. Comunque l’altro giorno per televisione fanno un’intervista a Uto Ughi, uno dei più prestigiosi violinisti  della scuola italiana, come disse la signorina. Un bell’uomo, coi capelli bianchi, distinto, signorile. Io lo conosco – dissi fra me – questo è quel giovanotto che conobbi …”

“Beh – intervengo – bellino anche allora, da giovane…” “No, no,- mi interrompe – quello era scorbutico e pure bruttino…”.

“Come è possibile – dico –: la giovinezza non imbruttisce… è la vecchiaia che…”.

Che v’aggia dice prufesso’ – ribatte – questo che ho visto in televisione è un uomo di tutto rispetto, mentre quello che conobbi allora… nun pareva niente ‘i bbuono”.

 

La foto di Uto Ughi giovane è tratta da Wikipedia.

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