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p-17 u-21 dc c-2-20 Immagini storiche di Ponza L'interno della grotta

Come è stato possibile che dopo Obama sia potuto venire Trump?

di Francesco De Luca

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Premessa prima: tenterò di rispondere a questa domanda da cittadino comune, esperto nelle cose americane come un normale italiano che si tiene informato attraverso i quotidiani mezzi  mediatici.

Premessa seconda: sono stato sempre attratto dal sistema socio-politico americano, ma l’amministrazione Trump ha cassato l’entusiasmo e mi obbliga ad un severo giudizio.

Dopo queste premesse dovrei analizzare nello specifico il periodo di Obama. Da lì partire per capire come, al suo termine, si sia installato Trump.

Sarò conciso. Obama, con l’innovazione del suo messaggio e della sua politica, ha prospettato agli Americani come affrontare il secolo ventunesimo. Il contenuto si è manifestato troppo avanti (dirompente) rispetto alle credenze consolidate dello spirito americano. Dando vigore alle forze tradizionaliste e conservatrici. Per cui è lecito affermare che Trump è figlio di Obama ma… per contrasto.

Nei quattro anni del mandato Trump ha mostrato appieno la sua non consapevolezza della funzione che incarnava e la sua natura incline alla spregiudicatezza. Quella di un uomo incline al comando, a soddisfare i suoi (e della sua parte) interessi di uomo bianco, ricco e intollerante delle leggi degli Stati occidentali.

Gli Americani lo hanno seguito; quella parte degli Americani che dorme sugli allori dell’America ‘primo paese’ nel mondo per libertà, ricchezza, efficienza, potere, lo segue. Non s’avvede che nel mondo non c’è più posto per una America che detta legge a tutti, che decide le sorti economiche per tutti. Nel mondo sono spuntati nuovi Stati che minano la sua supremazia (e soprattutto c’è una nuova sensibilità intollerante alle supremazie).

Trump e il suo elettorato non ne vogliono prendere coscienza, e così facendo accentuano le criticità insite nella costituzione statale degli States. Le diseguaglianze razziali non sono rimaste nascoste anzi si amplificano, le diseguaglianze economiche prendono vigore e la stessa  ‘democrazia’  mostra pecche di fondo non più tollerabili.

Il  ‘sonno americano’  è evidente e reso lacerante dalla pandemia. Nessun paese civile ha affrontato la sfida Covid con più leggerezza, sussiego, inciviltà.

Come è avvenuto che la saggezza di Obama si sia tramuta in stupidità in Trump? Forse proprio perché da Obama gli Americani aspettavano una politica diversa ma ‘passeggera’, ‘fatua’, e quando si sono accorti che lo scenario da lui prospettato era lontano dall’immagine dell’America ‘prima nel mondo’ le forze conservatrici hanno abbracciato il fronte di chi predicava la supremazia U.S.

La pandemia l’ha livellata al pari del più misero dei paesi e Trump ha risposto con alterigia e miseria.

Non c’è posto nel mondo per un’America libera (più di tutti) perché tale non è se discrimina i suoi stessi cittadini; non per una America ricca (più di tutti) perché la sua economia dipende dall’andamento dei mercati mondiali e non dalla sua esclusiva volontà; non c’è posto per una America che mostra i pugni (embarghi e blocchi) se anche politici di periferia lo fanno, così come despoti dell’ultima ora.

Gli Americani prima sognavano praterie di libertà (a parole e non nelle leggi), oggi dormono su guanciali irti di spine da essi prodotti, attribuendo ad altri le colpe. Non vogliono svegliarsi ad una realtà che è uguale per tutti. Le morti per pandemia sono uguali in tutti i paesi, i conflitti sociali idem, e così i problemi economici.
Sono le modalità di risoluzione adottate che dimostrano le efficienze. Quella  ‘democrazia’ tanto osannata negli States è ‘relativa’ (da perfezionare sempre ed adeguare alla realtà fattuale), come lo è quella italiana, quella inglese e quella germanica.
Non ci sono primi della classe e se qualcuno lo afferma e ha il volto di Trump merita scherno.

 

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