- Ponza Racconta - https://www.ponzaracconta.it -

Epicrisi 303. Dedicata all’America

di Sandro Russo [1]

.

A Paul Fusco e alle elezioni americane

Sarà che si avvicina il responso delle elezioni americane (sono già cominciate da un pezzo, per corrispondenza, con il complicato sistema che le regola);
– sarà l’influenza di Emilio Iodice, che ci porta, per così dire, l’America dentro casa;
– sarà per un libro che ho comprato (e cominciato a leggere) proprio in questi giorni, in allegato a la Repubblica: una raccolta di articoli giornalistici selezionati, sulle 19 elezioni americane, dal 1948 a oggi (3-4 articoli per elezione).

[2]

– sarà infine l’impressione (e la sequenza di pensieri) innescata da un bellissimo articolo (di Michele Smargiassi) in morte (a 90 anni) di Paul Fusco, un fotografo americano tra i più grandi, autore di tanti servizi fotografici “per capire l’America”. Ma di uno in particolare: “…scattò le immagini dal treno su cui viaggiava la salma di Bob Kennedy”. L’ultimo saluto di una nazione al suo leader e a un sogno”.

L’articolo è riportato in file .pdf in fondo a questo pezzo, da la Repubblica di diverse settimane fa (17 luglio 2020) e va assolutamente letto; parla anche di un libro fotografico, tratto da quell’esperienza “Funeral train”, le cui immagini sono qui disseminate.

[3]
Per capire l’America
, dicevamo, questa strana nazione che uccide i suoi eroi. Si chiamino Abraham Lincoln (1875), John F. Kennedy (1963), Martin Luther King (1968) o anche John Lennon (1980).

[4]

Amata odiata America che in mille modi, volenti o nolenti ci ha influenzato, entusiasti prima, quando la nostra età e il mondo erano giovani, poi sempre più critici e riottosi. Ma sempre ci ha condizionati, nel bene e nel male…
Si diceva una volta – quando il mondo era lentissimo – che i comportamenti americani arrivavano da noi cinquant’anni dopo; poi i tempi si sono progressivamente accorciati… dieci anni, due anni, ora quasi tutto succede in contemporanea, e in tutto il mondo – È internet, bellezza! …è la globalizzazione!
Perciò – dicette chille – …che siamo nella piccola isola o altrove: non mandare a chiedere per chi suona la campanaEssa suona per te!

[5]

Per questa connessione e interdipendenza ho scelto l’America per questa Epicrisi; perché le elezioni in corso sono forse ancora più importanti del Covid. E anche perché in alcuni momenti la storia delle nazioni (e del mondo) si torce, prende un’altra strada. Così non sapremo mai come avrebbe potuto essere il mondo se Robert Kennedy non fosse stato ucciso; se Trump non fosse stato eletto presidente, quattro anni fa.

[6]

Se questi sono i tempi e questi i fatti salienti – ripresa al galoppo della pandemia in Italia e nel mondo e elezioni americane – vediamo se gli articoli di Ponzaracconta hanno registrato la realtà del vasto mondo o hanno girato intorno all’ombelico degli isolani.
Preciso che le due istanze non confliggono né sono in antitesi tra loro: bisogna pur vivere la vita di tutti i giorni ma – p’a mato’ (citaz. Giggino) con la consapevolezza di quel che ci succede intorno.

[7]

E cominciamo appunto con le belle cose da leggere che ci manda Emilio Iodice.
In questa settimana è appunto finito il suo racconto “mensile” Il venditore ambulante e le vedove [8], in sei puntate. Qualcuno ricorda i “racconti mensili” del libro Cuore di De Amicis? Quello mi ha richiamato alla mente – guarda Emilio, che è un complimento! È stato per me un libro indimenticabile –, con il valore aggiunto di fornire tra le righe una descrizione molto vivida dell’America degli immigrati italiani in America (Little Italy, Bronx) degli anni ’50-’60 del secolo scorso.
E ancora Emilio ci informa delle edizioni americana [9] e in traduzione italiana del suo libro sulle qualità ideali di un vero Comandante in Capo [10] (leggi Presidente degli Stati Uniti).

[11]

C’è stato un tempo, neanche tanti decenni fa, che la musica dei giovani suonava e cantava in inglese e si celebravano eventi – una volta tanto – positivi, con quelle parole. Una delle ultime occasioni di vera festa generazionale è stata la caduta del Muro di Berlino, quando soffiava – almeno così ci era sembrato – il vento del cambiamento (Wind of change [12]).

[13]

Non un americano, ma un inglese mezzo tedesco (nacque in Austria da padre scozzese e madre in parte tedesca), Norman Douglas [14] di professione scrittore giramondo domiciliato a Capri, ci racconta (in due puntate) come ha visto lui Ponza e i ponzesi ai primi del Novecento (1908), nella traduzione di Matteo Berlucchi (grazie come “nuovo entrato” tra i collaboratori del sito). Ma il Douglas, a parte definire i ponzesi “brutta razza: napoletani con una traccia di sangue saraceno” e i fornesi “cavernicoli”, mostra compassione umana zero e pregiudizi a raffica, oltre a infiorettare la sua prosa di varie inesattezze. Direi che questi dandy tardo-romantici avevano una visione del mondo tutta loro, frutto di fantasie oppiacee e letture decadentiste. Prendiamola come un’opera di fantasia; certo non storica né antropologica.

[15]

Un titolo e un modello di vita e lavoro “all’americana” per la seconda puntata “Ancora sullo smart working e sulla connessione a Ponza” [16] (un saluto di benvenuto anche a Filippo Bucarelli come new entry). Argomento della massima importanza che dovrebbe essere assunto come prioritario da qualunque Amministrazione comunale degna di questo nome e consapevole del suo ruolo nello sviluppo dell’isola. Aspettiamo e vedremo.

[17]

Ci avviciniamo pian piano a Ponza, attraversando il mare Nostrum, incontrando a volo d’uccello – o anche di farfalla [18] (con Silveria Aroma e Gaia De Luca) – prima la Sicilia letteraria di Tea Ranno e poi Ischia politica di Giuseppe Mazzella.
Tea ha appena pubblicato il suo nuovo romanzo di cui ci dà delle coordinate molto precise: “A Terramarina [19] vado abitando quando non sono sveglia e neppure dormo”.
Giuseppe, più pratico, ci dà i numeri: 9 e 32 sulla ruota di Ischia [20]. Aspettiamo fiduciosi che escano!

[21]

Bella e varia la presentazione del Mare Nostrum [22] di Fabio Lambertucci ormai maestro del recupero da vecchi giornali di preziosità che ci erano sfuggite.
E sulle ali della fantasia – che solo quella c’è rimasta – pensiamo di solcare il mare con La signora del Vento [23] in tutto il suo splendore, come l’abbiamo vista solo qualche anno fa in fasciame e sartiame (in carne e ossa, stavo scrivendo… tanto ci era sembrata viva!). Ne ha scritto con ragione e sentimento Enzo Di Fazio.

[24]

Accà se mange bbuone, ma chianu chianu, in lingua sdreuza si traduce slow food e l’articolo che ne tratta [25] richiama molto analoghe esperienze che si stanno portando avanti anche a Ponza.

[26]

Esaurite le digressioni internazionaliste ci avviamo senza indugi addentro all’isola e tra le problematiche ponzesi.
Intanto auguri alla neolaureata Paola Porzio [27]. Sempre invitiamo i giovani a partecipare alla vita del sito con la loro visione del mondo; raramente ci ascoltano… ma non demordiamo.
Ancora… strettamente su Ponza: storia e ricordi non guastano mai. Dal passato [28] di Franco De Luca con le vicende della macellazione sull’isola e d’i ‘ianchiere, alle Case grotta [29]di Alex Balzano, che partendo da un interesse personale ha permesso di richiamare quanto è già stato scritto su di esse, nel sito.
Ma altrettanto cogenti sono le questioni locali, gli storici tormentoni di Acqualatina, fogne e dissalatore si arricchiscono di nuovi contributi da parte di Associazioni [30]e di privati cittadini [31]. Vivaddio… c’è vita a Le Forna! Anche se spesso l’interlocutore manca di replicare, oppure i tempi di risposta sono un po’ lunghi. Magari alla lunga qualche risultato arriva, come per il trasferimento dei beni del Demanio [32] al Comune di Ponza.

[33]

Pare non ci sia settimana che non si parla del Covid, tanto ci è entrato dentro! – Arrasse sia Signore! Molto e ineludibilmente in Rassegna Stampa [34] ma anche per via indiretta, in forma di commenti ad articoli precedenti [35] (…come nei vivaci commenti di Michele Serra, Tano Pirrone e Vincenzo Ambrosino).

[36]

[37]

[38]

Poiché la metafora del treno che attraversa l’America e le sue contraddizioni è stato il filo portante di questa Epicrisi, mi sia consentito proporne una anch’io. Vedo allo stesso modo – come un treno – anche Ponzaracconta viaggiare nella rete e incontrare gente e idee diverse, e in tutti suscitare qualcosa… interesse, emozioni, anche irritazione qualche volta: comunque stimoli.
Continuiamo a viaggiare.

[39]

In chiusura, consiglio vivamente di leggere l’articolo di Michele Smargiassi su Paul Fusco:
Cosi Fusco ha catturato il dolore dell’America. Di Michele Smargiassi. La Repubblica [40]

Buona domenica