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p-18-4-di-4 k1-19a vb-24a ss22 0011-0002-03 Idraulica antica: parte dell'acquedotto

Ancora sullo smart working e sulla connessione a Ponza

di Filippo Bucarelli

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Ponza Racconta ha ospitato un paio di mesi fa una mia lettera e una serie di commenti molto interessanti e precisi sul tema dello smart working a Ponza. Molti di questi commenti hanno sottolineato che il tema è importante per la vita e il futuro dell’isola. Io credo proprio che lo sia.
Sotto la pressione sciagurata del Covid 19, il mondo del lavoro e anche quello delle abitudini stanno cambiando.

La possibilità di lavorare da remoto consente e consentirà a molti cittadini di risiedere e lavorare lontano dalle città e a molti comuni di accogliere in permanenza o per periodi più o meno lunghi i tanti che lavorano in questo modo.
Questo rappresenta una grande occasione per contrastare i fenomeni di spopolamento che affliggono molti comuni. Come sappiamo, questo è un grave problema anche per Ponza.
Un recente articolo su Latina Oggi si rallegrava della situazione Covid Free di Ponza e Ventotene e intitolava: “Smart Working? Venite qui”.
Ho ragionato a lungo di queste cose con il mio amico Filippo della Cananea, responsabile dei sistemi informativi di una importante società della Regione Lazio e profondo conoscitore del territorio regionale laziale (oltre che frequentatore dell’isola di Ventotene).
Credo valga la pena rigirare ai lettori di Ponza racconta le idee che abbiamo scambiato.

Il mio amico tiene a sottolineare che la connessione dei territori ha assunto e sta assumendo una importanza straordinaria, che non riguarda solo la possibilità di lavorare, ma tocca e toccherà sempre più molti altri aspetti della vita personale e dell’economia dei territori.
Il primo di questi aspetti è quello della scuola e della formazione.
Non si tratta solo di evitare le difficoltà che insegnanti e alunni hanno avuto durante il lockdown. In un suo commento su Ponza Racconta, Silverio Lamonica lo dice meglio di come posso fare io: “Avere un collegamento via internet efficiente è per la scuola indispensabile. Educare l’alunno a utilizzare con cautela e saggiamente i mezzi multimediali è uno dei compiti che la scuola non può e non deve trascurare”. A maggior ragione in un’isola, aggiungerei io.
Ma la connessione può essere fondamentale (e lo sarà sempre più) anche per l’insegnamento e per tutti coloro che studiano o che possono studiare a distanza. Non solo. Alcuni centri di formazione potrebbero essere interessati a offrire residenzialità in una località di alto valore turistico che sia ottimamente attrezzata!
Vi è poi la salute. La telemedicina sarà sempre più diffusa. Si parla di un piano per attrezzare in tutta Italia 1.000 punti di telemedicina. Per Ponza questo potrebbe avere una grande importanza. Consentirebbe di rinnovare l’ambulatorio e permettere una assistenza capillare a distanza. Per molte analisi e patologie chi vive a Ponza potrà essere seguito da vicino da parte dei medici senza dover andare in terraferma!


Un altro aspetto da considerare riguarda il settore economico che rappresenta l’attività fondamentale di Ponza: il turismo.
La domanda turistica evolve continuamente. Nell’epoca degli smartphone – e con l’arrivo ormai prossimo dell’IoT (Internet of Things) – la capacità di dare connessione al sistema ricettivo e agli spazi aperti (con modalità semplici e molto sperimentate di Wi-Fi pubblico) costituirà sempre più un fattore necessario a mantenere alto (e selezionato!) il richiamo turistico di una località che è unica, ma che è sempre più esposta al confronto con altre località lontane e vicine impegnate offrire sempre più.
Infine, c’è qualcosa da dire anche sulle Pubbliche Amministrazioni. A seguito dei programmi europei (il famoso Recovery Fund) l’Italia sarà impegnata in importanti programmi che porteranno a una offerta sempre più ampia di servizi resi in modalità telematica. Questo riduce notevolmente la necessità di spostamento dei residenti verso la terraferma e, in senso opposto, consente a chi è interessato a passare un periodo sull’isola di godere comunque dei servizi stessi.
Per tutte queste cose è però indispensabile avere un sistema di comunicazione e una connessione di elevata qualità, affidabile, facilmente accessibile, diffusa capillarmente su tutto il territorio.
Come sappiamo, e come lamentato da numerosi commenti, la situazione attuale è, per così dire, deficitaria. Apparentemente questo sembra uno dei tanti svantaggi della condizione isolana, per cui c’è poco da fare e quindi è meglio rassegnarsi…
Colmare questo deficit è in realtà meno difficile e complicato di quello che può sembrare. La condizione è che ci sia una spinta da parte dell’Amministrazione, e anche dei ponzesi.
La prima cosa da fare riguarda la connessione con la terraferma. Si può fare leva sul Piano della Regione e sulla possibilità di finanziamenti!
Come le altre Regioni, anche la Regione Lazio è impegnata in un piano di digitalizzazione del territorio e Ponza è inserita in questo piano! Bisognerebbe capire quindi direttamente con il gestore (Tim) la potenza e la qualità della connessione e (con il loro supporto) inserire nel Piano Regionale il potenziamento necessario.


La seconda cosa da fare è un piano interno che coinvolga i singoli provider per la distribuzione della connessione di qualità su tutto il territorio e l’affidabilità della connessione. Sempre in sintonia con il piano regionale, Ponza dovrebbe attrezzarsi con un sistema di WiFi pubblico distribuito su tutto il suo territorio.
Sarebbe inoltre auspicabile seguire l’esempio di Ventotene e creare un “luogo” di lavoro a disposizione per chi lavora in remoto (è ciò che viene chiamato “co-working”) e dotato di postazioni di lavoro, stampante, attrezzature, fornitura di materiali.
Gli spazi probabilmente non mancano, anche facendo appello a privati. Anche in questo caso si può probabilmente contare su finanziamenti regionali. Inoltre, l’uso di spazi e attrezzature sarebbe a pagamento (magari differenziato per utilizzi di piò o meno lunga durata).
Ponza potrebbe presentarsi così, come amica di chi lavora in remoto. Che cosa c’è di meglio di potere lavorare in un luogo attrezzato e, però, di potere godere della bellezza di un mare e di una terra senza uguali!
Ma questo potrà interessare e dare tante opportunità anche ai ponzesi non residenti e a quelli residenti, alla loro vita e alle possibilità del loro lavoro.

1 commento per Ancora sullo smart working e sulla connessione a Ponza

  • Matteo Berlucchi

    Gentile Filippo,

    ottimo post che tocca aspetti molto importanti per l’isola.
    Posso condividere il mio punto di vista ed anche la mia ultima esperienza in smart working da Ponza quest’estate.

    Lavoro nel settore digitale a Londra e da quando c’e’ il lockdown la maggior parte delle aziende nel mio settore è riuscita a mantenere un livello di output molto elevato grazie all’ottima connettività disponibile su tutto il territorio inglese.

    Quest’estate sono rimasto a Ponza quasi due mesi ed ho lavorato in remoto praticamente tutti i giorni ma che fatica!
    La rete cellulare si e’ intasata alla fine di luglio e non è mai più stata utilizzabile fino a fine agosto. Una vera sofferenza cercare di partecipare a video chiamate senza avere la velocità necessaria.
    Ho ripiegato su Lundax che avendo una rete privata e dedicata riusciva a garantire una discreta banda (anche se decisamente inferiore a quelle di cui necessitavo).

    Come dice nel suo post, oggigiorno l’accesso veloce e stabile alla rete e’ un bisogno FONDAMENTALE quasi come l’acqua potabile.
    Ponza potrebbe attrarre molta gente che ha la possibilità di lavore in remoto così da poter sposare il proverbiale utile con il dilettevole.

    In termini di soluzioni possibili personalmente ritengo che il progresso e gli investimenti sulla rete mobile aprono la possibilità per tutti (o quasi) di avere accesso alla rete ad alta velocità a costi contenuti (in continua diminuzione). Il 5G (al di la’ delle polemiche in cui non voglio entrare ma ricordiamoci i movimenti contro i forni a micro-onde per intenderci!) porterà l’accesso alla rete mobile ad un nuovo livello con enormi potenzialità.

    Detto questo, soprattutto per i residenti e tutte le attività che fanno qualsiasi tipo di servizio/lavoro, è importante anche avere accesso alla rete fissa quindi una soluzione in questo senso sarebbe molto importante per consentire a tutti i Ponzesi di sfruttare le enormi opportunità che la rete offre (e-commerce, telemedicina, istruzione, pagamenti online, etc)

    Il Covid, tra tutte le cose negative che ha creato, lascerà anche dei cambiamenti in positivo a mio avviso. Sicuramente ci sarà uno spostamento irreversibile verso il lavoro in remoto (visti i risparmi massicci per molte aziende = uffici più piccoli, meno spostamenti, possibilità di assumere persone con le necessarie competenze anche in paesi diversi, etc).

    Chi ne beneficerà? Sicuramente i luoghi più ameni, dove la qualità della vita è più alta ma a patto di avere un’ottima connettività!

    Sono convinto che una Ponza iper-connessa sarebbe una meta scelta da molti per lo smart working (me compreso) e questo porterebbe chiaramente un notevole indotto per l’isola nella forma di extra-introiti per tutti gli operatori locali. Per non parlare dei benefici diretti elencati da Filippo per i tutti i residenti.

    Perché non averlo come obiettivo? Ponza, l’isola dello smart working!
    Anzi, essendo Ponza un’isola da sogno, potrebbe essere un esempio per il resto d’Italia, e perché no, anche dell’Europa di Dream Working = Smart Working da posti da sogno!

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