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i-07 l-05 sbb 30 ss14 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato

Oggi è la giornata mondiale dell’Alzheimer (2). Una condivisione di letture e film

proposto da Sandro Russo

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Proprio oggi, 21 settembre, è la Giornata Mondiale Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI).
Testimonia la crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia e ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.
I malati di Alzheimer e di altre demenze sono oggi stimati 36 milioni nel mondo, un milione nel nostro Paese, numeri destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni.

Al riguardo facciamo riferimento a due articoli giù pubblicati sul sito:
Il richiamo all’Alzheimer in un capolavoro degli anni ’60 di Tano Pirrone e
Cose belle lette e viste sulla malattia mentale. Una condivisione (1) di Sandro Russo, per allargare ulteriormente il campo.

Non che si propongano soluzioni o novità sostanziali, ma già confrontarsi sul problema, sui tanti modi di affrontarlo, può alleggerire una pena che viene vissuta come un problema privato e riconsiderarla in una dimensione pubblica.
Vorrei qui parlare di due film in particolare, che mi hanno attratto e stimolato.

Il primo è Still Alice del 2014 con Julianne Moore che con questa interpretazione ha vinto il premio Oscar 2015 per la miglior attrice.
Il film è stato scritto e diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland; adattamento cinematografico del romanzo Perdersi (Still Alice), scritto nel 2007 dalla neuroscienziata Lisa Genova. A Richard Glatzer, poco prima dell’inizio dei lavori per Still Alice, nel 2011 fu diagnosticata una sclerosi laterale amiotrofica e le sue condizioni di salute sono degenerate in poco tempo. È scomparso nel 2015.

Film impressionante, per com’è resa la rapida discesa agli inferi dell’oblio della protagonista, già brillante docente di lingustica all’Università:

“Perdo l’orientamento, perdo degli oggetti, perdo il sonno, ma soprattutto perdo i ricordi. In tutta la mia vita ho accumulato una massa di ricordi che sono diventati in un certo senso i più preziosi di tutti i miei averi: la sera in cui ho conosciuto mio marito, la prima volta in cui ho tenuto tra le mani un libro, la nascita dei miei figli, le amicizie che ho fatto, i viaggi per il mondo… Tutto quello che ho accumulato nella vita, tutto quello per cui ho lavorato con tanto impegno, ora inesorabilmente mi viene strappato via […..] Sto lottando per restare parte della realtà, per restare in contatto con quella che ero una volta”
                       [Una frase della dottoressa Alice Howland (Julianne Moore nel film)]

Anche la volontà di farla finita qualora la malattia fosse divenuta troppo gravosa (e le pillole messe da parte per l’evenienza) è frustrata dal non-ricordo di cosa sono quelle pillole, e come si usano.
Mi è restato del film il ricordo del finale, in cui, malgrado la rapida progressione del male, resta alla donna la sensazione dell’amore di cui è circondata. Come accade con la figlia Lydia che “cura” la madre, leggendole cose. “Perché la memoria del bello agisce sui circuiti emozionali, che irriducibili e sbalorditivi sopravvivono a quelli cognitivi. Probabilmente l’amore non impara mai a dimenticare” (Marzia Gandolfi da mymovies.it).

L’altro film che volevo ricordare è Away from Her – Lontano da lei (del 2006), prova di regia già matura dell’attrice Sarah Polley, con Julie Christie e Gordon Pinsent come interpreti.
È la storia di una donna colpita da Alzheimer e ricoverata in una casa di riposo dove instaura un affettuoso rapporto con un altro paziente, dimenticando, dopo 50 anni di matrimonio, il marito che la assiste affettuosamente.
La “prova d’amore” di quest’ultimo sarà propiziare tale legame per permettere alla moglie di essere felice per l’ultima volta.

Tratto dal racconto di Alice Munro (premio Nobel per la letteratura 2013) The Bear Came Over the Mountain nel libro Nemico, amico, amante… (sul sito leggi qui). Questo stesso racconto è citato nella trama de La ragazza del lago, film giallo-thriller italiano del 2007 di Andrea Molaioli, con Toni Servillo.

Per chiudere, ho trovato sul web una raccolta curata da un infermiere cinefilo (aggiornata al 2018) [Claudio Moser – Associazione Italiana Malattia di AlzheimerSezione di Rovereto TN] di film, documentari e scene sul tema della malattia mentale, che mi è sembrata molto ben fatta.

La propongo ai lettori che volessero approfondire in questo senso, in file .pdf:
Filmografia tema demenze Alzheimer

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