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La sposa del mare, a 84 anni esce a pesca tutti i giorni

di Sandro Vitiello

 

Dalla pagina Abruzzo Travel & Food andiamo a proporre una bella storia, di quelle che ci piace leggere e raccontare.

E’ la storia d’amore per il mare di una donna, Anna Maria Verzino, che ogni giorno esce in mare con la sua barca per andare a pescare.
E’ una storia che dalle nostre parti abbiamo già sentito; anche di donne.
Mio padre amava ricordare di Salvatore – mio fratello – che già all’età di cinque anni appena sentiva che ci si preparava per andare in mare lui, un bambino piccolo, si alzava e chiedeva “vengo pure io?”
E così è stato anche per noi.
Forse perché il lavoro del mare per alcuni è fatica, per altri è gioia di vivere.
Buona lettura.

 

La pescatrice più longeva d’Italia esce con la barca ogni giorno

A Casalbordino, paese a 200 metri sul livello del mare, vicinissimo a Vasto (Chieti), vive una donna senza tempo che tutti chiamano la “sposa del mare”. Sembra l’incipit di una fiaba e invece quella che vi stiamo per raccontare è la storia di una donna in carne e ossa – minuta, bionda, occhi azzurri e pelle bruciata dal sole – che tanti e tanti anni fa giurò eterno amore ad un principe azzurro fatto d’acqua.Prima di quattro fratelli, Anna Maria Verzino ha ereditato la passione per il mare e per la pesca dal padre, Donato.

“È la mia vita”, racconta. Quando era piccola vedeva il padre uscire quando era ancora buio. E aspettava il giorno in cui avrebbe potuto seguirlo. La prima volta nella barca del padre fu a 5 anni e in quel momento con il mare fu amore a prima vista. Ma il regalo più grande il padre glielo fece a 14 anni: fu il permesso di andare in barca da sola.

La sposa del mare,Anna Maria Verzino da giovane

Ma solo quando in Italia fu approvata la legge sulla parità dei sessi, finalmente Anna Maria Verzino ottenne la licenza nautica. Aveva circa 30  anni e fu la prima donna in Italia. Gliela firmò il responsabile della Capitaneria di Porto di Ortona, che piuttosto stupito le disse: “Ma perché non te ne stai a casa a fare la calza come tutte le donne?”. Anna Maria, senza scomporsi, rispose: “La calza la faccio quando non sono in mare”.

Da allora, notte dopo notte, esce in mare senza timori insieme a Gloria, la barca che pur cambiando corpo non ha mai cambiato nome.

Seguendo i consigli del padre, la pescatrice più longeva d’Italia ha imparato a scrutare con attenzione l’orizzonte e le nuvole e ha acquisito tutti quei segreti che conoscono i pescatori per prevedere i mutamenti del tempo. Il suo è un amore senza limiti per il mare e per il tempo trascorso al largo a pescare. Della sua lunga vita Anna Maria Verzino ha mille aneddoti da raccontare, e tutti riportano al mare.

Una foto della ”sposa del mare”, ovvero Anna Maria Verzino

La “sposa del mare” ti racconta di quando andava a pescare con un vestito addosso e non in stivali e pantaloni come ora, della fatica che ci voleva quando, ragazza, andava a ritirare le nasse al largo, sola, con la barca a remi.

O di quando la mamma voleva a tutti i costi che diventasse sarta, ma per fortuna papà Donato le permise di diventare quello che voleva: una pescatrice. E ancora, del delfino rimasto imbrigliato nelle reti che buono buono, pancia all’aria, si fece liberare. E della trafila fatta per vedere riconosciuta la sua pensione da “pescatore autonomo”, passando da una capitaneria all’altra di mezza Italia. E lo racconta con malcelato orgoglio e divertimento, sottolineando l’eccezionalità di quella qualifica. A chi le fa notare che la vita da pescatore è molto sacrificata, ha dichiarato che nella sua vita rifarebbe tutto da capo.

Ancora oggi in mare, come ieri
Oggi, all’età di 84 anni, Anna Maria Verzino va ancora in mare due volte al giorno. Si reca il pomeriggio per posizionare le reti e la notte per ritirare il pescato e venderlo in spiaggia all’alba. L’accompagna Bruno, il fratello. Ma, come ci tiene a sottolineare, è lei il comandante.

Durante la cattiva stagione non si perde d’animo. Si dedica alla lettura, ama Camilleri, altra sua passione, e sistema i suoi strumenti di lavoro. E anche se oggi la maggior parte dei pescatori preferisce sostituire le reti di nylon strappate, lei trascorre le giornate a ripararle con pazienza, come se si trattasse di medicare una ferita, con gesti precisi, amorevoli, seguendo gli insegnamenti del padre, di quando le reti erano di cotone. Mentre il fratello prepara a mano le nasse di giunchi per la pesca alle seppie.

La madonna del mare e il cibo di una volta
Come tutti i pescatori Anna Maria Verzino è devota alla Madonna del mare e insieme al fratello si prende cura di una piccola statua che la raffigura, posizionata su una rotonda. La domenica va a messa, si dedica alla sua numerosa famiglia e ogni tanto si diletta a preparare “pizz e foje” (pizza e foglie, verdura), un piatto tipico delle sue parti, composto da una pizza di granturco (cotta al caminetto) e dalle verdure selvatiche lessate. Ma sempre con un occhio al mare perché quando cucina mette il gas basso così può uscire sul balcone e guardare il mare. Se non è amore questo!

La sua paura, racconta, è solo una: quella di svegliarsi un giorno senza più la forza di andare per mare, senza poter mettere in acqua la sua barca Gloria.

Antonietta Centofanti – Abruzzo Travel and Food

 

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