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a3-22a i-14 30-07-2005-19-31-11_0003 e-66 fl-02 Una delle volti delle camere delle grotte di Pilato

Quando la suscettibilità è arroganza

di Rosanna Conte

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Mi è venuto da sorridere, qualche giorno fa, al sentire Marina Berlusconi difendere l’operato politico del padre non citando dei fatti a suo favore – link all’articolo del Corriere della Sera – bensì denigrando De Benedetti che aveva espresso i suoi auguri di pronta guarigione a Berlusconi ricoverato per Covid-19, ma prendendo contemporaneamente le distanze dal suo operato politico. Un sorriso amaro perché in un paese normale qualcuno avrebbe potuto farglielo notare e invece tutti a riportare la sua polemica spicciola come se avesse parlato l’oracolo.

Che con Berlusconi sia cambiato il modo di fare politica è indubbio, ma che ciò abbia avuto una ricaduta positiva sul paese, proprio no.

Intendiamoci. Berlusconi è diventato un politico per necessità e la sua bravura è stata quella di intercettare il binario lungo il quale  gestire la comunicazione con l’elettorato: quello della visione della vita dell’italiano medio.

Tangentopoli aveva mostrato che in Italia c’era una classe politica corrotta e collusa con quella imprenditoriale, ed il discredito aveva portato alla cancellazione dei partiti storici. L’italiano medio vedeva scendere dal piedistallo i politici e cercava un uomo nuovo che gli fosse vicino come interessi, valori, visione della vita. E quale italiano medio non amava il calcio, la vita allegra, la barzelletta osé, il comportamento amichevole con strizzata di occhiolino, il linguaggio quotidiano infarcito di parole rassicuranti come casa, famiglia, amore?

Bene Berlusconi era l’essenza di tutto ciò e rassicurava anche perché aveva fondato il suo partito personale a sua immagine e somiglianza, dove nessuno avrebbe osato apportare cambiamenti.

All’italiano medio già non interessava più nulla del Parlamento, della Costituzione, né temeva che ci potesse essere qualcuno da solo al comando, tanto più se fosse stato quel pacioccone di Berlusconi.

Bene! Diciamo che Berlusconi non ha imbrogliato gli italiani. Gli italiani l’hanno letto benissimo e l’hanno voluto. Ora qual è la sua colpa politica?

In realtà c’è stata una situazione di stallo o di peggioramento in campo economico dalle telecomunicazioni bloccate, ai sostegni economici ad amici che hanno fallito, e penso alla vicenda dell’Alitalia.

Non parliamo del campo legale con le leggi per far evitare il carcere a lui e a coloro che come lui correvano il rischio di entrarvi favorendo il rientro di capitali esportati illegalmente, ostacolando l’apertura di una collaborazione sui reati di corruzione ai paesi europei, introducendo la depenalizzazione del falso in bilancio. Quanto faceva comodo all’italiano medio tutto ciò!

Inoltre fece entrare nelle aule del Parlamento i suoi avvocati, le sue collaboratrici amorose e gli amici fedeli al di là di qualsiasi competenza. Chi si lamenta oggi della classe politica che abbiamo tenga presente che la sua insipienza , la sua incompetenza e la sua irresponsabilità è iniziata con Berlusconi. Certo che poteva capitare anche prima di lui che ci fossero persone non all’altezza del compito parlamentare, ma erano molte di meno e isolabili. Oggi, invece, è la condizione più diffusa e non ci si fa più caso: tutto ciò è normale per l’italiano medio.

E quando si lamenta della scuola, l’italiano medio dovrebbe pensare che la condizione della scuola attuale la dobbiamo alla  ministra berlusconiana Maria Stella Gelmini, che tagliò docenti di base e di sostegno e aumentò il numero degli alunni per classe, senza contare il taglio delle residue ore di geografia nelle scuole superiori con il risultato che oggi i ragazzi non sanno nemmeno dove si trova la Val d’Aosta.

Volendo potrei continuare, ma non è il caso dii dilungarmi. Aggiungo solo che il dileggio delle istituzioni Berlusconi  poteva risparmiarselo. La sua colpa fondamentale è stata proprio quella di non aver compreso che un uomo di stato o anche un semplice politico ha la responsabilità di dare un esempio comportamentale al paese. E lui non l’ha fatto.

Se qualcuno conosce qualcosa di buono fatto dal politico Berlusconi può tranquillamente inserirlo  come commento.

1 commento per Quando la suscettibilità è arroganza

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