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Dolore di un democratico repubblicano sessantottino

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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riceviamo in Redazione con richiesta di pubblicazione da parte di Giuseppe Mazzella di Ischia (dalla sua pagina Facebook )

Ho provato un vero sentimento di dolore leggendo la pag. 7 della edizione napoletana de “la Repubblica” di martedì 1° settembre 2020.
Conteneva un titolone a tutta pagina per la presentazione a Napoli della lista di Forza Italia a Napoli con la polemica interna per l’assenza di Mara Carfagna e la “telefonata” di Berlusconi che apre dicendo: “Due filosofie. Noi siamo l’occidente libertario, di là ci sono comunque gli eredi dei comunisti”. Applauso dei presenti.

Mio commento: 26 anni dopo la sua “discesa in campo”, questo maestro della comunicazione a 83 anni non fa che puntare il dito sulla minaccia dei “comunisti”. Ma c’è un solo italiano che vede “comunisti” in giro?
Magari ci fossero.
Uomini come Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer; Giorgio Napolitano che è stato per 9 anni presidente della repubblica diventato un monarca costituzionale. Donne come Nilde Iotti presidente della Camera dei deputati. Hanno onorato la repubblica con assoluta fedeltà alla costituzione.
Berlusconi invoca ancora il pericolo comunista. Non ha nuovi argomenti semmai li ha avuti per una ragione politica di esistenza.

Sempre a tutta pagina un altro titolone: “Domenico Manganiello, il candidato per De Luca, che scrive sui social: partigiani assassini”. É leghista. Ammira Mussolini. Si candida nella lista del partito repubblicano italiano in appoggio a De Luca “centrosinistra”. İl giornale mette una foto del manifesto di Manganiello che lo ritrae con la x sul simbolo dell’edera.
Penso che il Pri è stato il partito di Ugo la Malfa e di Giovanni Spadolini. Il piccolo fondamentale partito della sinistra di cui era “coscienza critica”. La Malfa: il ministro del miracolo economico italiano, della liberalizzazione degli cambi e della “nota aggiuntiva” del 1962 atto fondativo della “programmazione economica”. Giovanni Spadolini che prima di tutti nel 1983 intuì la necessità di allargare l’area “laica” con l’aggiunta: il PRI – partito della democrazia”. Che il simbolo del Pri – sul quale misi la X per votare l’amico giornalista meridionalista Giovannino Russo per le elezioni europee negli anni ’80 del 900 – si sia ridotto in questo stato mi dà dolore e uccide le mie speranze.
Povera Italia.
G. M.


Commenti alla pagina Facebook

Rino R.
Il Berlusca è un disco rotto da decenni con questa cosa dei “comunisti”, ma evidentemente gli dice bene perché è un argomento che tira sempre. E io mi sono sempre domandato perché: abbiamo avuto vent’anni di fascismo e neanche mezzo di comunismo, eppure l’anticomunismo tira molto di più dell’antifascismo…

Vincenzo A.
Bellissima riflessione

Gilda V.
Ormai “Repubblica” ha virato a destra.
Dopo le dieci domande a Berlusconi di D’Avanzo (che ho avuto l’onore di conoscere) alle dichiarazioni di Scalfari che disse che poi Berlusconi non era il male.
Dissento su Napolitano, tra i peggiori presidenti della Repubblica.

Giuseppe Mazzella
Io ho detto che (Napolitano) ha servito la repubblica. Non ho detto che è stato il migliore. Per me il migliore è stato Cossiga

Massimo M.
Decenni di nulla e continua a blaterare…

Loredana S.
Grazie per questa bella e veritiera ricostruzione storica. Lei ha ragione su tutto e mi sento anch’io sconfortata e scoraggiata da questo clima politico opprimente.

Annamaria C.
La mancanza di argomenti genera fantasmi inesistenti contro cui combattere per giustificare la propria inutile e dannosa presenza

 

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