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Ponza delle contraddizioni: dalle stelle alle stalle

di Luisa Guarino

 

La nostra isola fa la gioia di tutti i fotografi, anzi molti si trasformano in fotografi proprio grazie a lei: le sfumature del mare, rocce a picco o degradanti, spiagge e baie piccole e grandi, grotte, albe, tramonti, fiori e vegetazione, tutto invita a uno scatto, da guardare magari con nostalgia al ritorno dalle vacanze per coglierne qualche piccolo particolare sfuggito al momento. Accanto a tutte queste meraviglie però purtroppo Ponza fa sfoggio di tanti obbrobri, anch’essi degni di essere immortalati in uno scatto anche se per motivi opposti, da additare, come si diceva una volta “a pubblico ludibrio”, prima di tutto dei suoi amministratori, ma anche dei suoi abitanti. Le strade e le piazze principali sono piene di rifiuti, e il cosiddetto ‘arredo urbano’ lascia molto a desiderare.



Ho guardato piacevolmente ammirata (e un po’ sorpresa) una bella panchina azzurra fotografata da Silveria Aroma e inserita qualche settimana fa nelle immagini che aprono la Rassegna Stampa del sito: forse si trova a Santa Maria, non l’ho presente. Dopo qualche giorno ho avuto anche modo di vedere un’altra bella panchina che si trova sul sentiero di Punta Incenso, che non ho ancora avuto modo di vedere da vicino.

 

Purtroppo ho l’abitudine di girare quasi sempre nella zona del porto, a Ponza centro, e ho sotto gli occhi come riferimento le panchine di Giancos, in travertino e metallo, che con gli anni hanno quasi tutte perso le barre della seduta o dello schienale: sembrano tante vecchie sdentate.



Qualche anno fa anche nella zona tra il Lanternino e la Caletta, alla Punta del Molo, erano state installate delle panchine di legno: alcune di esse resistono, altre non ci sono più. Ad esempio. delle due collocate “dietro la scogliera”, laddove attracca la nave cisterna che porta l’acqua nell’isola, una è ancora quasi integra, mentre l’altra è del tutto priva dello schienale. Ma, per chiudere in bellezza l’argomento, il sedile più originale si trova davanti all’ingresso del cimitero, dove tra l’altro oltre ai ponzesi si recano in visita anche molti turisti. Il supporto del lato destro non esiste più, ed è stato sostituito da blocchi e sassi di varia grandezza: una soluzione davvero originale.


Ma in apertura parlavo di immondizia in pieno centro. Basta osservare queste foto fatte in Piazza Pisacane, lungo il muretto della discesa al Molo, lato ex Banca Intesa-San Paolo. Chissà chi è stato il primo a buttare in quella specie di canaletta una bottiglia? Fatto sta che creato il precedente il resto viene da sé. Non so da quanto durasse quest’obbrobrio, che a quanto pare nessuno ha notato: comunque domenica scorsa alcuni privati cittadini che abitano lì vicino hanno provveduto a ripulire l’area: accontentatevi delle foto… fino al prossimo pieno. Personalmente quando giro per Ponza ho sempre i guanti di lattice in borsa. Non per il covid ma per raccattare qua e là bottigliette e cartacce da gettare nel cestino o nel cassonetto più vicino. A proposito, in zona porto sono tutti spariti (certamente perché indecorosi), a parte la megapostazione sulla banchina, prima di Sant’Antonio, un altro discreto numero dietro la scogliera e uno o due su Via Madonna.


Inoltre le strade che portano in alto sono quasi sempre sporche. Mi chiedo spesso cosa provino i turisti che per la prima volta arrivano sull’isola davanti a questo spettacolo vergognoso: i romani forse non ci fanno neppure caso, abituati allo sporco di casa loro, ma il discorso è diverso per quanti provengono dal nord. La maggior parte dei ponzesi è abituata a spazzare e gettare l’immondizia in acqua, se ha il mare a portata di mano, e fino a qualche anno fa (speriamo) a gettare elettrodomestici e auto dai terreni a picco sul mare. Anche in questo campo abbiamo tutto da imparare… e niente da insegnare.

2 commenti per Ponza delle contraddizioni: dalle stelle alle stalle

  • silveria aroma

    Ogni santo pomeriggio mi armo di guanti, scopa, paletta e faccio il mio giro. Raccolgo bottiglie, bottigliette, lattine e cartacce di ogni genere sparse ovunque intorno a noi. Quando trovo tempo (e genio) passo anche sulla spiaggia velocemente. I mozziconi di sigaretta sporgono come alghe fra i sassi di Santa Maria mentre il resto fa “colore”. Ho come la sensazione che ormai l’inciviltà animi buona parte degli abitanti del pianeta, e predicare – in termini di cura e rispetto – temo sia del tutto inutile.
    La raccolta indifferenziata di varia umanità quest’anno prevede l’aggiunta di assorbenti interni (tampax), accompagnati talvolta dalla presenza di sparute unghie finte… Lascio a voi l’opera di immaginazione.
    Quello che tollero meno, e lo ripeterò all’infinito, è l’abbandono dei sacchetti colorati con sorpresa canina. Quelli segnano per me il peggio del peggio del pensiero idiotincivile.

  • Martina Carannante

    Luisa non poteva lanciarmi assist migliore con questo articolo legato alla pulizia e decoro urbano, che mai come quest’anno ha toccato il minimo storico!

    Per lo smaltimento dell’immondizia, ormai lo sappiamo, è da anni che si combatte una guerra quasi persa; senza un’ area per lo stoccaggio, pulizia di camion e bidoni e senza una vera e propria centrale operativa in loco, fa sì che Ponza sia uno dei Comuni meno virtuosi della Regione Lazio per quanto riguarda il settore della differenziazione dei rifiuti.

    Quando, poi, si parla degli assenti, non si può non far riferimento al decoro urbano, quest’anno completamente defunto. Fortunatamente, come sottilinea Luisa, ma anche Silveria Aroma, ci sono ponzesi virtuosi che cercano di tirare a lucido almeno nei dintorni di casa o della loro attività; così anche la nuova piazzetta a Sant’Antonio (di fronte al giornalaio) viene imbiancanta, abbellita con fiori e pulita sistematicamente da privati; la stessa aiuola dove c’è l’unico albero di ulivo secolare sopravvissuto, se non fosse pulita a turno dai ragazzi e annaffiata, avoglia ad avere il deserto dei Tartari! Anche nella zona del Molo Santa Lucia, che dovrebbe essere il biglietto da visita dell’isola, visto che è la prima cosa che si nota sbarcando, la sporcizia regna sovrana, fortunatamente, anche lì c’è qualche angioletto custode che cerca di tenere pulito e sistemato.

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