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I giovani, Ponza e il Covid 19. Un articolo da ‘la Repubblica’

segnalato dalla Redazione

 

I giovani, e il Covid 19. Dalle pagine di Repubblica le interessanti dichiarazioni di una ragazza che, dopo la vacanza a Ponza, si ritrova ora con il virus

Cronaca di Roma – da La Repubblica del 20 agosto 2020

“Feste, amici e locali ho sottovalutato il virus ora a 17 anni ho il Covid”
l’intervista di Arianna Di Cori

Conosco tanta gente qui in zona, ai Parioli
Frequentiamo tutti lo stesso giro: Ponza Panarea, Argentario, Sardegna. Temo che in tanti siano infetti

«Nell’ultima settimana almeno 20 amici del mio giro hanno scoperto di essere positivi. E gli altri stanno aspettando gli esiti del test. Adesso abbiamo tutti paura».

Caterina W. (ha chiesto di omettere il cognome per ragioni di privacy) ha 17 anni, vive ai Parioli ma sta passando la sua quarantena nella villa al mare ad Ansedonia, in Toscana. È risultata positiva al Covid-19, asintomatica, il 6 agosto, dopo una settimana a Ponza e dopo un aperitivo con la sorella rientrata da Ibiza, anche lei rivelatasi positiva. Non è chiaro se Caterina abbia contratto il virus durante le vacanze o l’aperitivo in famiglia. Ciò che è certo è che lei, le due sorelle e il padre sono tutti positivi. Solo la madre è negativa.
«La mamma è paziente oncologica — spiega la ragazza — è solo per proteggere lei che mia sorella, tornata da Ibiza, è corsa a farsi il test, e noi di conseguenza, appena abbiamo conosciuto l’esito.
Altrimenti chissà quante altre persone avremmo contagiato».
Gran parte della sua comitiva sta scoprendo di aver contratto il virus.
«Ogni giorno sento di qualcun altro, tutti sotto i 30 anni. Non voglio essere allarmista ma temo che praticamente chiunque sia stato in questo periodo in vacanza tra Porto Cervo e Porto Rotondo, Circeo, Ibiza sia positivo. Magari asintomatico come me, dunque ancora più pericoloso».
Come fa ad avere questa certezza?
«Conosco tanta gente in zona mia. E facciamo le stesse cose, frequentiamo gli stessi posti. Ponza a fine luglio è come Panarea i primi di agosto: c’è letteralmente tutta Roma nord a fare il “panico”. E gli stessi che vanno a Ponza hanno la barca in Costa Smeralda, la villa all’Argentario o al Circeo, e quando stanno a Roma vanno a farsi l’aperitivo in piazzetta a Fregene.
Basta una persona positiva a generare decine di casi».

Come ha passato la sua estate?
«Come tutti sono stata prima tra Roma e Fregene, lo scorso mese sono partita per Portofino, poi il 27 luglio sono andata a Ponza, abbiamo affittato una casa con amici, i maggiorenni garantivano per noi più piccoli. Lì mi ha spaventato vedere la quantità di gente ammassata in piazza al Frontone, senza mascherina, come se il virus non esistesse. Ogni tanto passava la polizia, ma solo la sera tardi, dopo ore di assembramenti. In quei giorni hanno chiuso le discoteche tranne una, il Mamafé, e siamo andati a ballare. E chi è stato in Costa Smeralda mi ha detto che lì era tutto aperto».
Pentita di aver avuto atteggiamenti poco prudenti?
«Sì, mi rendo conto di aver sottovalutato il virus. Sono sempre stata attenta nel vedere mia madre — mascherina, guanti, distanza — ma fino a poche settimane fa eravamo tutti convinti, me compresa, che il Covid fosse solo un brutto ricordo».
Come hanno reagito i suoi amici nel sapere del contagio?
«Inizialmente ho ricevuto tantissime reazioni di incredulità.
“Davvero tu hai il coronavirus?”, mi hanno chiesto. Solo adesso, con i numeri in crescita, si stanno rendendo conto di quanto giri. Uno dei miei più cari amici è stato in Costa Smeralda con la famiglia, non è mai andato per locali. Eppure è positivo. E vale lo stesso per mia sorella: le discoteche a Ibiza erano chiuse, ha fatto vita tranquilla girando per mercatini e spiagge, ma non è bastato. E adesso mi sembra inutile e ipocrita l’obbligo di mascherina dalle 18. Il virus non ha certo orari».

Cosa ha imparato da questa esperienza?
«Non finirà il mondo se per qualche mese non andiamo più in discoteca.
Quando mi dicevano di non farlo anche io dicevo: “Ma che sarà mai, cosa cambia se vado tre ore in disco”, E invece non è così.
Stiamocene a casa, lo dobbiamo fare per le persone a cui vogliamo bene».

 

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Feste, amici e locali ho sottovalutato il virus ora a 17 anni ho il Covid

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