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Pietà l’è morta a Ponza

di Franco Schiano

Quando la speculazione politica non rispetta neanche la disabilità.

Dopo sei mesi in ospedale di cui circa due in coma, nel giugno del 2017, mi sono trovato sulla sedia a rotelle. Secondo i medici senza possibilità di recupero. Ma io ogni giorno mi alzo e provo con tutte le mie forze a contrastare il destino. Oggi per me è impossibile tornare a casa mia, a Ponza.

In quella casa sulla collina di Giancos che miei nonni costruirono con le loro mani oltre 120 anni fa.

La casa non ha un accesso percorribile per la mia carrozzella: solo una lunga scala di 150 gradini.


Nel settembre del quel fatidico 2017 ho cominciato un lungo percorso burocratico per poter abbattere le barriere architettoniche che mi impediscono tuttora di tornare a casa mia, nella mia amata Ponza dove sono residente dalla nascita.

Sì, sono nato a Ponza.
Nonostante la legge favorisca i portatori di handicap, ho affrontato un lungo iter durato quasi tre anni durante il quale ho acquisito un cospicuo numero di pareri e permessi tra cui: Autorizzazione Paesaggistica, Vincolo Idrogeologico, Valutazione Impatto Ambientale e adempiuto a varie prescrizioni, per poter realizzare a mie spese la rampa che mi permetterà di tornare a casa.
A coloro che si preoccupano del presunto impatto visivo (peraltro già valutato dalle Autorità competenti) assicuro che una volta ultimato il tracciato non sarà più visibile da nessuna angolazione perché saranno piantumate in maniera opportuna essenze della vegetazione autoctona.


Detto questo nel modo più sintetico possibile.
Mi chiedo cosa possa spingere una forza politica di opposizione a sollevare un caso dove tutto è, per loro stessa ammissione, perfettamente a posto.

Mi chiedo se sia moralmente accettabile attaccare un avversario politico speculando anche sulla sua disabilità.
O attaccando me si vuole confondere le acque per coprire qualche leggerezza fatta in campagna elettorale?
Staremo a vedere, spero presto da casa mia, senza augurarmi di veder passare altre carrozzelle.

4 commenti per Pietà l’è morta a Ponza

  • Silverio Rivieccio

    Da facebook
    Auguro a quei signori che ti sono contro di trovarsi domani nelle tue stesse condizioni. Coraggio

  • Fausto Balzano

    Da Facebook
    Franco caro come capisco il tuo rammarico. E’ solo wallera e cattiveria. Mai ho visto azioni politiche, a volte poste in essere anche da chi la pensi diversamente da noi. giungere a tali livello di odio e maldicenza giustificati da alcunché. Anche io come te, affetto da invalidità, non paragonabile alla tua, tutti i giorni vengo ostacolato o apostrofato con ingiurie e falsità in ogni mia azione, nonostante cerchi di vivere per i fatti miei, non ostacolando in nessun modo le aspirazioni altrui e augurando a tutti di ricevere in eguale misura, del male a me procurato, benefici e benedizioni. Un forte e caro abbraccio.

  • Maria Civita Coppa

    Da facebook

    Mi viene solo da dire “Vergogna”. Possibile che chi è realmente un abusivo si possa accanire contro chi legalmente con tutte le autorizzazioni vuole poter tornare a casa sua? Ancora più vergognosi i commenti di chi parla ancora una volta di diritti che non dovrebbero essere riconosciuti a chi non è un residente stanziale. Ma che schifo è questo? Sti tuttologi del cavolo perché non pensano ai fatti propri?
    Sarei dell’idea di chiedere a tutti di condividere il post di Franco per mostrare a tutti la miseria umana di alcune persone

  • Annalisa de Martino

    Da facebook
    Ognuno di noi dovrebbe avere il diritto di tornare a casa propria, Franco io mi auguro che tu ci torni presto ma non per venire a morirci anzi ci offrirai un bell’aperitivo con vista sul porto di Ponza.
    Un caro abbraccio.

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