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Spiaggette a confronto

di Francesco De Luca

 

 

 

Do do do… domani me ne vado
Re re re… respiro l’aria pura

Ricordate? Sentivamo le voci dei bambini della ‘colonia’ mentre in fila, bianca la loro divisa, bianca la veste delle suore, li accompagnavano dal palazzo sulla ‘salita Musella’ a fare il bagno. Dove? Alla spiaggia di Giancos.
Era lì che trascorrevano la mattinata sotto gli occhi vigili delle suore e delle aiutanti ponzesi… ricordo la moglie d’u diavolo ‘i Parmarola… col costume nero, fino ai piedi.
Un bagno anni luce diverso da quello che consumavamo noi nella spiaggetta della Caletta. Vuoi mettere? Alla Caletta c’era la possibilità di fare i tuffi, dallo scoglio d’ u uaglione i più piccoli, dallo scoglio d’ u giovane i più grandi. Alla Caletta c’era la scogliera ( dentro e fuori ) e la ricchezza dell’inaspettato… nu purpetiello… na stella marina… na patella reale…. Qui incontri e scontri… ragazzi e ragazze. Là tutto più contenuto, e sorvegliato. Tanto che qualche coppietta di sopra Giancos si fece vedere dopo che Mirella e Ciccillo ( i cognomi li sapete ) iniziarono a frequentare la spiaggia ogni giorno.

Insomma. CALETTA – GIANCOS: 3 a 1.

Do do do domani me ne vado… questa canzone la devo insegnare a Sofia perché oggi è a Giancos che i piccoli possono fare il bagno in sicurezza e allegria. Ci va con l’amichetta Giulia e … col nonno. E’ una comodità fortunata per gli anziani poter rinfrescarsi a due passi dalla strada in acque che non hanno nulla da invidiare alle altre cale.
Oggi, mentre la Caletta degrada nella sua funzione di attracco desolato, Giancos risuona di risa di bimbi e di benedizioni degli anziani.
Insomma: GIANCOS – CALETTA: 3 a 0.

3 commenti per Spiaggette a confronto

  • Luisa Guarino

    Molto carino questo derby isolano pensato dal nostro Franco, che però dal mio personalissimo punto di vista, peraltro riferito esclusivamente al passato, si conclude con un perfetto pareggio, dunque 3 a 3, per usare lo stesso linguaggio. Mi spiego, anche se credo di averlo detto e ridetto, quindi scritto e riscritto. Quando eravamo bambini, io e mio fratello, con tutti gli amichetti del caso, facevamo il bagno a Giancos, sotto lo sguardo vigile di mamma e altri adulti. E mio padre, che passava la mattinata in piazza Pisacane all’ombra, appena vedeva che chiudevamo l’ombrellone avvertiva nonna (casa e bottega al Rifugio dei naviganti di Via Roma), che era ora di pranzare. Da più grandi invece, ormai quasi senza più madri e zie ma con gli stessi amici, abbiamo cominciato a frequentare la Caletta, dietro il lanternino: tuffi, nuotate, la possibilità di fare il bagno dietro la scogliera e poi raggiungere con potenti bracciate le grotte di Pilato e oltre, fino alla Parata. Aggiungo solo che dietro la scogliera c’era l’appuntamento quotidiano con il filarino dell’estate. Ecco dunque perché Caletta – Giancos 3 a 3.

  • Silverio Guarino

    Dopo l’amata sorella, non poteva mancare l’aggiunta del fratello ponzese.

    “Do, do, do, domani me ne vado,
    re, re, re, respiro l’aria pura,
    sol, sol, sol, soltanto mi dispiace
    la, la, la, lasciar la direttrice (!).

    Io domani me ne andrò,
    e mai più ritornerò.

    Oggi è la vigilia,
    domani la partenza,
    addio mia bella Ponza,
    mai più ti rivedrò.”

    E’ quello che mi sono ricordato del canto dei bambini della colonia estiva.
    Piuttosto, chi erano costoro?
    Chissà dove saranno adesso e chissà se si ricorderanno delle loro estati sull’amato scoglio?
    Saranno mai ritornati?

    Per quanto riguarda il punteggio calcistico, concordo con Luisa per il 3 a 3 finale, anche se ottenuto dal Giancos fuori tempo massimo ed in pieno recupero (e con un rigore inesistente).

  • Pasquale Scarpati

    Nella disputa “calcistica” tra Ciancòss e ‘a Caletta ci vuole un arbitro: è la spiaggia di Sant’Antonio. Sabbia dolce non granulosa, tipo Caletta ma non come quella di Giancos, zunpezzate ‘ncoppa ‘u scogl’i fore, ampio summariell’, gimcana sulla spiaggia (tix tox – e puttanell’ – in un percorso obbligato con palline di pietra pomice, con buca finale). Oltretutto, nuotando, si poteva optare per andare a… “destra o a sinistra”. Che altro di più!?
    Ciao Pasquale

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