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Una canzone per la domenica (105). Rossetto e Cioccolato di Ornella Vanoni

proposta da Enzo Di Fazio

La mia nipotina, ancora così piccola, venderebbe l’anima al diavolo per avere un pezzetto di cioccolato. E penso che lo facciano tutti i bambini. Ovviamente si fa per dire…  per lasciare intendere come il cioccolato fin dai primi anni di vita crei attrazione e sia un perenne oggetto di desiderio visto che è sempre associato ad un consumo responsabilmente parsimonioso.

Dolce, morbido, profumato il cioccolato è “l’interprete” principale di tante narrazioni cinematografiche
Ci spiega il critico cinematografico Giampiero Frasca che “Il cioccolato nel cinema non ha solo un impatto dal punto di vista del significato  ma anche estetico. Il cioccolato è un cibo riconoscibile, nell’immaginario collettivo rappresenta il dolce per eccellenza che può arricchirsi di mille ingredienti diversi. Per questo il cioccolato da una possibilità a ventaglio molto più ampia nel cinema di molti altri alimenti.”
Se, andando indietro nel templo, cerco di ricordare i film visti con dentro il cioccolato me ne vengono a mente almeno tre, con riferimenti e significati diversi.

Forrest Gump di  Robert Zemeckis del 1994 dove il cioccolato, la cui presenza è limitata ad una scatola di cioccolatini, viene utilizzato come metafora della vita al punto che la frase pronunciata da Tom Hanks è diventata di uso comune.

Il protagonista è seduto sulla panchina dove racconta la sua vita e quella degli Stati Uniti e a un certo punto, nell’offrire un cioccolatino ad una donna che si siede accanto, dice “mamma diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”
Il primo significato del cioccolato è che la vita è una sorpresa tutta da scartare, come un cioccolatino.

C’è poi Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato visto con mia figlia Francesca quando era bambina. Il film di Mel Stuart è del 1971 ed è liberamente tratto dal romanzo omonimo di Roald Dahl. Protagonista Charlie Bucket, un bambino povero che vive con i quattro nonni in una misera casa nei pressi della misteriosa fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. Un giorno vince uno dei cinque biglietti d’oro messi in palio da Willy Wonka e contenuto in una barretta di cioccolato comprata con dei soldi trovati per strada.
Accompagnato da uno dei nonni, Charlie vive i momenti fantastici e surreali della visita alla fabbrica e alla fine viene premiato per la sua onestà che prevale rispetto ai vizi e l’ingordigia dei vincitori degli altri quattro biglietti.

Infine Chocolat che è forse il film dove più che altrove è dirompente la metafora ‘erotica’ del consumo di cioccolato.
In un paesino della Francia degli anni ’50, ove gli abitanti vivono all’insegna della tranquillità e ove ogni devianza dalla normalità viene vista con sospetto, un bel giorno arrivano due straniere, madre e figlia, con la baldanzosa idea di aprire una cioccolateria con negozio annesso. E lo fanno nel periodo di Quaresima. I profumi e i sapori del negozio assumono ben presto una tentazione ed un’attrazione sempre più forte per i repressi del paese.
E si verificherà che alla voluttà del cacao anche i più rigidi moralisti capitoleranno, quando, nel finale, la donna darà una grande festa cui parteciperà l’intero paese.

Che al cioccolato sia attribuito un valore afrodisiaco è noto, anche se non se ne ha la certezza.
Sarebbe afrodisiaco per la presenza, in quello fondente, di tracce di feniletilammina, uno dei composti che agiscono nel cervello provocando sensazioni di piacere.

E’ facile associare il cioccolato all’amore e quindi al piacere. Non a caso nei primi approcci amorosi si regala sempre una scatola di cioccolatini. E si continua, per fortuna, anche dopo… se la fiammella non si spegne.
Luisa Spagnoli inventò i famosi Baci Perugina, cioccolatini fatti di gianduia ricoperti di cioccolato fondente con all’interno una nocciola intera. Li ricordiamo accompagnati sempre dai famosi bigliettini con messaggi d’amore che si perdono nella notte dei tempi. All’inizio doveva chiamarsi “cazzotto” perché ricordava la forma delle nocche di una mano chiusa in un pugno, ma fu l’intuizione di Giovanni Buitoni, giovane amministratore della Perugina, a cambiarlo in un più romantico “bacio”. Perfino nella forma venne cambiato per ricordare, secondo alcuni, quella di un piccolo seno.

Dicevo che è facile associare il cioccolato all’amore.
Forse meno facile è associarlo al rossetto come accade nella canzone che propongo per questa domenica.

Si tratta di Rossetto e Cioccolato cantata da Ornella Vanoni

Il pezzo fa parte di un bellissimo album, Sheherazade, pubblicato nel 1995 e prodotto da Mario Lavezzi grande collaboratore della cantante. Un album in cui la Vanoni presenta 14 canzoni avvalendosi, con spregiudicata fantasia, di una varietà di collaboratori piuttosto insolita per lei. Dall’amico Mario Lavezzi ‘ all’immancabile Mogol, da Avogadro alla stessa Vanoni passando, nell’occasione, per il fortunato incontro con Paolo Fresu.

Rossetto e cioccolato, secondo titolo dell’album, diventa un brano iconico nella carriera dell’artista.
Autori: Oscar Avogrado, Roberto Pacco e la  Vanoni.

La canzone è ricca di metafore e lascia spazio alla fantasia. Cibo ed heros vanno spesso a braccetto ma non è facile combinarli.
ci vuole passione, molta pazienza, sciroppo di lampone e un filo di incoscienza recita maliziosamente un verso

Il testo della canzone

Ci vuol passione
Molta pazienza
Sciroppo di lampone
E un filo di incoscienza

Ci vuol farina
Del proprio sacco
Sensualità latina
E un minimo di stacco

Si fa così
Rossetto e cioccolato
Che non mangiarli sarebbe un peccato
Si fa così

Si cuoce a fuoco lento
Mescolando con sentimento
Le calze nere
Il latte bianco

E già si può vedere
Che piano sta montando
È quasi fatta
Zucchero a velo

La gola è soddisfatta
E nella stanza il cielo
Si fa così
Per cominciare il gioco

E ci si mastica poco a poco
Si fa così
È tutto apparecchiato
Per il cuore e per il palato

Sarà bello, bellissimo, travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce, dolcissimo e sconveniente
Coi bei peccati succede sempre

Ci vuol fortuna
Perché funzioni
I brividi alla schiena
E gli ingredienti buoni
È quasi fatta

Zucchero a velo
La gola è soddisfatta
E nella stanza il cielo
Si fa così

Per cominciare il gioco
E ci si mastica poco a poco
Si fa così
È tutto apparecchiato

Per il cuore e per il palato
Sarà bello, bellissimo, travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce, dolcissimo e sconveniente
Coi bei peccati succede sempre
Coi bei peccati succede sempre

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