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Epicrisi 290. E siamo ancora qua

di Sandro Vitiello

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A Ponza il caldo è di casa nella bella stagione e, per fortuna, non solo in quella.
Ma a qualcuno il caldo di Ponza fa male.

La nostra isola ha ospitato per tanto tempo Sang’ ‘e retunne… ma chillu disgrazziate chissà addo’ he ghiut’ a sbatte.
In compenso adesso abbiamo tanti laune sdellavàte che non sanno più distinguere la notte dal giorno e se non ti stai accorto te li trovi sotto a una macchina come se niente fosse e, peggio ancora, si buttano a pancia all’aria da soli con qualche damigiana di gin a buon mercato nello stomaco.

Li chiamano “pariolini” ma forse questi non c’entrano granché con il famoso quartiere di Roma.

Davvero da quelle parti ci sono genitori così dementi da mandare i figli a Ponza sapendo che possono tornare a casa comme e ‘na chiavica?
Continuiamo pure a chiamarli “pariolini” fin quando l’associazione degli inquilini di quel quartiere non ci farà una denuncia per diffamazione e, siccome quelli i soldi li hanno e ci hanno pure gli avvocati bravi, dovremo vendere Zannone, Palmarola e la Dragonara per pagare le spese processuali.

Ne parliamo e scriviamo abbondantemente con Rosanna Conte,  con Silveria Aroma e con Annalisa Vitiello, mia figlia.

Pubblichiamo anche il comunicato dell’amministrazione comunale che, sinceramente, è una toppa peggio del buco, come si suol dire.
L’amministrazione comunale e le forze dell’ordine presenti sull’isola non hanno certo svolto un’azione di indirizzo, controllo ed eventuale repressione di quanto è successo.
Ponza nelle ultime settimane è stata alla mercè di troppi ragazzotti che hanno fatto di tutto e di più.
Non si è visto il sindaco o chi per lui, non si è visto nessun dispiegamento di forze dell’ordine.
Le uniche iniziative adottate sono il frutto di decisioni prese dai barcaioli o dai tassisti, esasperati da quanto succedeva.

Al comunicato del Comune di Ponza abbiamo aggiunto un commento di Giovanni Califano – da Facebook – che riassumeva al meglio il pensiero di tanta parte della nostra isola.
Silverio Lamonica ha aggiunto un suo contributo.
Ne abbiamo scritto anche come redazione giovedì.

E potrebbe bastare ma d’estate non ci facciamo mancare niente e quello che in altri mesi dell’anno potrebbe scivolare via senza intoppi in agosto può diventare un problema.

Parliamo ad esempio dei posti auto in prossimità dell’imbarco della nave.
Situazione già critica negli anni passati che nel 2020 si è complicata visto che è stato necessario lasciare tanto posto disponibile a quanti si imbarcano sulle navi in partenza , causa Covid. Senonché i posti auto che sono stati eliminati sono quelli riservati ai pescatori.
Vaglielo a spiegare a chi non è del mestiere cosa significa arrivare in porto, dopo tante ore in mare a lavorare, e andarsi a prendere la macchina sopra Chiaia di Luna.
Perché chi di dovere ha pensato a tutti – tassisti, barcaioli ecc – e si è scordato dei pescatori.
Poi si offendono se glielo fai notare e ricordano che loro hanno comunque provveduto.
Ad oggi non ci sta nessuna indicazione sulla piazza che segnala i posti auto per i pescatori.
Checché ne dica il consigliere delegato.

Tra le notizie associate all’attività dell’amministrazione comunale segnaliamo anche la rinuncia di Martina Carannante ad occupare il posto di consigliere comunale nei banchi della maggioranza. Posto lasciato libero da Eva Latorraca – ex vicesindaco e figura di riferimento dell’amministrazione Ferraiuolo – diventata dipendente del Comune di Ponza recentemente.
Ne avevamo scritto nelle settimane scorse.
Martina ha ritenuto opportuno non assumere questo ruolo e ha esposto le sue ragioni con uno scritto molto appassionato e condivisibile.

A Ponza c’è gente che sa distinguere gli interessi personali da quelli collettivi; Martina ha le idee chiare a riguardo. Brava.

Per la cronaca, sappiamo che la stessa scelta è stata fatta da Luigi Pellegrini. Ospiteremo volentieri le sue ragioni, se lo riterrà opportuno.
Il posto è stato poi occupato da Geppo Vitiello.
Insomma questa amministrazione qualche deficit di credibilità ce l’ha.

Franco De Luca ci presenta un ritratto inedito del sindaco Sandolo. Io purtroppo sono calacaparrese e quindi, essendo prevenuto, non aggiungo altro. Mi limito a scrivere che è stato il sindaco che ha svenduto quella parte dell’isola alla Samip e questo non si può scordare, a prescindere.

Ponza Racconta non dimentica che una parte importante della storia recente della nostra isola è associata al ventennio fascista.
Aggiungiamo alcuni scritti che raccontano in altre forme le vicende di quegli anni:
Fabio Lambertucci ci parla di Ettore Muti e poi ancora del reportage sul confino mai pubblicato di Life.
Segnaliamo inoltre l’importante contributo di Rosanna Conte che, attraverso gli scritti di Pietro Nenni, ci racconta l’Italia e in parte la nostra isola nel periodo successivo all’arresto di Mussolini.

E’ di qualche ora fa la triste notizia della scomparsa di Pietro Aversano “patalano”.
Era sempre presente alle iniziative della comunità di Santa Maria e soprattutto alla festa di san Giuseppe. Era lui a salutare il santo con un bacio, poco prima di chiudere la teca, alla fine dei festeggiamenti.
Ne condivide un ricordo Assunta Scarpati.
Alla moglie Civita, ai figli Giusy e Silverio e a tutta la famiglia le condoglianze di Ponza Racconta.

Ci ha lasciato anche Michele Assante, tanti anni sulla nostra isola.

Continua la narrazione di Franco De Luca sulla presenza degli inglesi a Ponza.
Qui la seconda puntata e qui la terza.

Continuano le piccole storie estive di Silverio Guarino che ci racconta quella Ponza che appartiene ai ricordi della sua infanzia.
E mi viene in mente un film bellissimo “Quell’estate del 42”. Manca solo la componente erotica e poi sul resto ci siamo.

E con questo direi che può bastare.
Buon agosto a tutti; adda passa’ ‘a nuttata.

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