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L’estate del nostro scontento

la Redazione

 

Eravamo preoccupati, anni luce fa, che gli arrivi dal continente non fossero adeguatamente controllati; che i giovani non rispettassero il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.

Anni luce fa. Prima dell’orda: la massa incontrollata e incontrollabile di minorenni allo sbando che riempiono le loro notti di bravate o franche violazioni della legge, senza alcun valido contrasto. Pare incredibile ora la preoccupazione che fossero privi di mascherina.

Un elenco delle loro “prodezze”? Impossibile perché innumerevoli, spostando sempre più avanti l’asticella dell’inosabile. Così la bravata del bagno nel porto; le aggressioni a barcaioli e tassisti, con conseguente blocco del servizio; incendi appiccati nella notte nella discesa per Frontone.

Oltre a intrusioni di varia entità; furti di biciclette; effrazioni e vandalismi vari; il falò sulla spiaggia di Chiaia di Luna (cui è severamente vietato l’accesso); il tentato furto di una moto con l’ incriminazione di un ponzese per aggressione; la scalata del fanale sulla scogliera;

incidenti stradali, di cui qualcuno grave; qualche caso di coma etilico, tanto per gradire..!

Colpisce anche come, malgrado il rilievo che la stampa non solo locale sta dando a questi comportamenti, non si sia mai letta la notizia di un genitore venuto sull’isola a rendersi conto di quanto stava succedendo.
Cosa fanno le famiglie?
E cosa fanno nel frattempo le istituzioni?

Mentre assistiamo al tentativo delle categorie professionali che operano sull’isola di contenere  questi giovani teppisti  – taxi che si fermano alla mezzanotte, barche per Frontone che smettono di lavorare alle 17- l’amministrazione comunale brilla per la sua totale assenza.
Non c’è stato nessun atto amministrativo, nessuna presa di posizione, nessuna presenza diretta nei luoghi della movida, che potessero affermare l’autorità di chi governa l’isola. Siamo in presenza di un fenomeno che può assumere forme pericolose.
Già alcuni cittadini per tutelare i propri beni o per chiedere il rispetto di un minimo di decenza sono stati aggrediti o offesi. Passare dalle parole alle mani è un salto breve e questo non deve avvenire.

A questa indecisione fa eco la stampa, che utilizza Ponza come “vetrina degli orrori” e non esita a denunciare sull’isola casi di Covid mai verificatisi (anche questo è accaduto – leggi qui), o criminalizza gli stessi ponzesi che prima o poi reagiranno ai furti e alle violazioni di domicilio. O articoli vaghi, di “colore locale” ma del tutto “disinformativi” (Cfr. Rassegna Stampa, ibidem).

Siamo i primi a difendere il Sindaco dalle numerose istanze e richieste di cui è il terminale ultimo (vedi la teoria dell’imbuto enunciata proprio su queste pagine); ma siamo anche sconcertati dall’assenza di iniziative che incidano sensibilmente su comportamenti illeciti reiterati.

Sappiamo che la democrazia è un fiore delicato; si nutre di emulazione per comportamenti virtuosi; può essere infranta dai cattivi esempi, specie se tollerati troppo a lungo. Un’isola nel bene nel male curata e tenuta con amore dai suoi abitanti, residenti e amatori, che inopinatamente – oppure per responsabilità che hanno radici complesse – si trova ad essere sfregiata e offesa.
E non solo dai ragazzini. Che dire della foto che ritrae un’attrice per un “servizio fotografico” in una zona verosimilmente interdetta?

Ci chiediamo quali sono le prerogative del Sindaco.
Di fronte a questi comportamenti non può “secondo l’art. 50, comma 5, del D.Lgs. n. 267/2000, quale rappresentante della comunità locale, adottare ordinanze contingibili e urgenti in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, in particolare per tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, anche con interventi in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”?
Può! Potrebbe farlo, ma probabilmente è paralizzato da contrastanti valutazioni…

Della gestione dell’isola senza polso e senza autorevolezza, come del silenzio comunicativo di questa Amministrazione comunale, non è da ora che ci lamentiamo; ma mai prima d’ora gli eventi avevano preso una tale deriva verso l’illecito in una catena di eventi di cui si vede l’inizio ma non la fine.

Purtroppo conosciamo già anche lo sbocco naturale di queste frustrazioni nella popolazione residente: la comparsa di comportamenti altrettanto illeciti di chi vuole farsi giustizia da solo; la proposta di ronde di “giustizieri”; la richiesta di un uomo forte che risolva il problema.
Mentre le leggi e le possibilità di difesa ci sono… Applichiamole!

Ci auguriamo che  l’Amministrazione comunale superi al più presto le titubanze cui ci ha purtroppo abituati – in una condizione che non è meno eccezionale del rischio del Covid-19 – e l’estate brava dei ragazzini allo sbando abbia alfine un termine. Già troppo è durata.

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