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Vocca rossa… ’U tiempo passa (2)

di Sandro Russo

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Franco ci ha mandato finora due tracce (in dialetto):

’U viento… nun se fa afferra’
Vocca rossa… ’U tiempo passa

Commento mio a Franco:

“Tracce… non saprei come altro chiamarle; non sono antinomie, piuttosto correlazioni, corrispondenze; due termini di cui il secondo definisce e completa il primo.
Ancora. Sarà importante che le abbia proposte in dialetto, ma in tal caso non saprei rispondergli.
Se ci accontentiamo, sto preparando un pezzucolo con due immagini guida e tante foto su cui lavorare.
Entrambe con lo stesso significato del suggerimento di Franco…
C’è un momento magico, nella natura, nella vita, nelle cose. Poi passa, la magia si dilegua, resta il ricordo… Siamo stati testimoni di un miracolo che rimarrà nella nostra mente: un’aura di meraviglia anche associata a un leggero dolore.”

La prima immagine ha una storia un po’ lunga; la seconda (capito il meccanismo) brevissima.

Tutti sapranno che nella mia formazione medica ho coltivato vari interessi, e relative specializzazioni (leggi qui).
L’ultima prima della pensione è stata la tossicologia. Ho approfondito abbastanza il campo delle droghe d’abuso [digitare – Droghe d’abuso – nel riquadro “Cerca nel sito”].
Tra quelle alternative, usate da diverse culture nel tempo, c’è l’ayahuasca.
L’ayahuasca (aya-wasca, letteralmente “liana degli spiriti” o “liana dei morti” in lingua quechua), è un infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche (nei territori a cavallo di Perù, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Venezuela) in grado di indurre un effetto visionario oltre che purgante.

Pentola di ayahuasca pronta per la bollitura. Si distinguono le foglie dell’arbusto Psychotria viridis (noto come chacruna) e i pezzi della liana Banisteriopsis caapi (anch’essa detta ayahuasca) e che rappresentano i due ingredienti di base, necessari per ottenere l’effetto visionario della pozione (da Wikipedia)

Questa è la Psychotria viridis (la più ricca del principio attivo di-metil-triptamina – farmaci analoghi appartengono al gruppo cosiddetto degli iMAO – inibitori delle Mono-Amine-Ossidasi) usati nella farmacopea ufficiale per il loro effetto antidepressivo ed ansiolitico.

***

Queste che seguono sono le immagini della pianta correlata Psychotria elata (stessa famiglia botanica Rubiaceae – cui appartiene anche la pianta del caffè). Pure essa capace di effetti psicotropi, ma in misura minore dell’altra.
Sono mostrate le diverse fasi della sua evoluzione temporale… Il fiore presenta due bràttee (*) molto appariscenti, di color rosso vivo per attirare gli insetti – evidentemente non solo loro… magari qualche umano di passaggio – dalla caratteristica forma a bocca carnosa, solo per un breve periodo, prima che aprano per rivelare il fiori della pianta.

(*) – In botanica la bràttea è una foglia modificata che accompagna fiori o infiorescenze (sono bràttee i (cosiddetti) petali colorati della bouganvillea (il fiore vero è quello giallino al loro interno); come pure è fatta di bràttee la corona rosso acceso della stella di Natale (Euphorbia pulcherrima).

Allora… c’erano queste due labbra rosse, poi il tempo ci è passato sopra… Gli amatori di giardini sanno che per ogni pianta c’è un momento perfetto della fioritura; il giorno dopo è già passato…

***

Bocca rossa e linguaccia dissacrante anche per il famoso logo dei Rolling Stones, ispirato alla bocca e al carisma di Mick Jagger. La grafica – Lips and Tongue – fu opera di un oscuro grafico (tal John Pasche, uno studente del Royal College of Art) e comparve per la prima volta all’interno della copertina dell’album Sticky Fingers, del 1971.
Ormai il meccanismo si è capito…

Logo Rolling Stones

Mick Jagger, nel 1965 e (sotto) qualche anno fa

Non so Franco… è questo che intendevi?
Ma col dialetto come la mettiamo?

1 commento per Vocca rossa… ’U tiempo passa (2)

  • Francesco De Luca

    Caro Sandro,
    hai voluto partecipare al ‘gioco’ e l’hai fatto da par tuo, trovando nelle pieghe delle tue conoscenze botaniche, tossicologiche e della cultura pop, la relazione con la ‘bocca rossa’. Rubizza per un giorno… uno soltanto (’u tiempo passa).
    I versi, nella mia difettosa immaginazione, possono (o potrebbero) suggerire spunti per considerazioni personali, legate a esperienze personali. Come hai fatto tu. Che hai messo in campo nozioni scientifiche. Ma correlazioni possono (o potrebbero) trovarsi nel magno magazzino del proprio vissuto: emotivo, sentimentale, fantastico.
    La scelta del dialetto non è condizionata e, io credo, nemmeno condizionante. Sarà chiaro ormai ai lettori del Sito che la maggioranza dei miei interventi vogliono asserire la vivacità e la ricchezza della cultura ponzese. Pur se di fronte alla grande cultura nazionale.
    Pensa se fosse stato proposto il verso: “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico”. Fuori dal contesto pascoliano, fuori dalle beghe letterarie… cosa può rappresentare il nuovo… e l’antico? E cosa può voler significare il rapporto con l’oggi? Nel sole… poi… Suggestioni… perché no… politiche ? Oppure no… esistenziali.
    E via di questo passo. Giocando a rimbalzo fra l’io e l’inconscio, fra l’essere e il voler essere. Basta… basta un tuffo… dove l’acqua è più blu… meglio!

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