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Ponza sulle pagine di Repubblica

Il racconto – Da la Repubblica, Cronaca di Roma del 21 luglio 2020 (prima e terza pagina)

 

L’invasione di Ponza “Aspetto i rinforzi”

dal nostro inviato Daniele Mastrogiacomo

PONZA — “Ma tu”, chiede distratta Lea mentre prepara due panini, “che fai, come campi?”. Giornalista. La riposta è come una scossa. Senza mollare l’affettatrice e il prosciutto la signora ha un sussulto. “Eccone un altro”, ringhia. “Con quegli articoli su Ponza, la confusione, le risse, gli assembramenti. Qui, prima o poi ci fate chiudere. Tutta fatica sprecata. Abbiamo lottato, fatto attenzione, non sapevamo se potevamo aprire. Fino all’ultimo eravamo indecisi, molti di noi non erano neanche preparati. Invece siamo riusciti a restare immuni. Oggi Ponza è Covid-free”, aggiunge Lea orgogliosa del suo inglese. “Mai avuto un caso di infezione. Neanche una vittima. Puliti. E vogliamo che resti così”.

L’isola delle Pontine più amata dai romani è diventata la nuova Ibiza dell’estate post coronavirus. E’ sempre stata una meta privilegiata.

Oggi è di tendenza. Perché è una perla immersa nel blu del basso Tirreno, con la sua gamma di colori che sfumano dal giallo al verde, all’ocra, al nero; segnata da decine di baie e insenature e con l’acqua cristallina che sembra un vetro, limpida sui fondali fino a dieci metri. Con le sue passeggiate tra boschi e campi, le escursioni nella vicina Palmarola, altro gioiello incontaminato, tappa per chi naviga verso le Eolie o la Sardegna.
Accade sempre. Da decenni.

Almeno 15 mila persone la invadono nei due mesi estivi dividendosi per fasce di età a seconda dei periodi.
A luglio i più giovani; ad agosto gli adulti, le famiglie, i turisti stranieri che l’hanno ormai consacrata come luogo di riposo e bellezza incontaminata.

Ma quest’anno è diverso. I tre mesi di lockdown, senza scuole, senza sfoghi, senza neanche una discoteca, la possibilità persino di giocare all’aperto hanno finito per comprimere i Millennials.
Le cronache di tutta Italia ci raccontano si risse improvvise, violente, pugni e calci sferrati per motivi banali. La crisi non aiuta.

Manca lavoro, ci sono pochi soldi, si beve tanto e si paga caro, giri per strada senza una meta, ti raduni e poi ti sfoghi. L’estero è vietato. Il Covid gira ancora, ci sono i focolai. Si chiude e si apre all’improvviso.

Corri il rischio di restare intrappolato.

Così, Ponza diventa la soluzione più gettonata. Nessuno ha interesse a bloccare un afflusso che salva una stagione data per persa. Arrivano da Roma ma anche da Napoli. Soprattutto il fine settimana. Si è parlato anche qui di risse e di incursioni.

La rabbia che cova è identica a quella che esplode ovunque.
Il dopo Covid è peggio del lockdown. E questo preoccupa chi campa sul turismo.

“Con i commercianti”, spiega il sindaco Francesco Ferraiuolo, ponzese doc, eletto nel 2017 con una Lista Civica, “ci siamo preparati. Tutti hanno capito che solo rispettando le misure di contenimento avremmo potuto lavorare come tutti gli anni”. E’ vero. Chi serve lavora protetto.

Il problema sono gli altri, i turisti.

Molti sono convinti che il Covid sia scomparso, vogliono tornare alla normalità. “Purtroppo”, aggiunge il sindaco, “la realtà è diversa. Il 16 luglio ho chiesto rinforzi al questore ma non ho avuto ancora risposte. Abbiamo 8 vigili e sei steward privati. Impossibile controllare tutti. Ho disposto un’ordinanza che obbliga quelli che sono in rada con le barche e vogliono scendere a terra di farlo in due fasce orarie precise: dalle 8:30 alle 10:30 e dalle 19:00 alle 24:00. Dovranno attraccare con i tender in due punti del porto dove verrà loro misurata la temperatura da due vigilantes. Non possiamo correre il rischio di un focolaio”.

E i giovani, i famosi pariolini che poi pariolini non sono? “Sono giovani e appunto parlare di pariolini è falso. Fanno quello che fanno tutti i ragazzi. Con degli eccessi ma in fondo contenuti.

Fino a questo momento. Le famiglie li spediscono qui, anche minorenni. Ponza è diventata un appoggio estivo. Vai e divertiti, dicono i genitori, noi intanto lavoriamo”.

Preoccupato per agosto? “Non più di tanto”, sospira il sindaco Ferraiuolo. “Sappiamo quanta gente arriverà in base alle prenotazioni. Non imponiamo le mascherine. Chiediamo di indossarle quando si va in mezzo alla folla. E’ un problema di sicurezza sanitaria. Farlo serve a tutti. Ponza è un’isola aperta.

Chiuderla per qualche ostinato sarebbe una follia”.

Al porto Le imbarcazioni che offrono ai turisti il giro delle spiagge a Ponza

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