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A ciascuno la sua isola

Segnalato dalla Redazione

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Ancora di isole si parla, di dove va il turismo, pure in questi tempi difficili per la categoria; di comportamenti “cicala” e di altri “formica”. Con un accenno al “Museo diffuso” che a Ponza si continua a sognare…

GUIDE la Repubbblica – Vacanze italiane/4
Mediterraneo

Sardegna, Elba o Eolie? A ciascuno la sua isola
di Manuela Mimosa Ravasio

Rifugio ideale per le ferie post pandemia, i nostri arcipelaghi registrano ora un buon numero di prenotazioni. Garantiti traghetti e aliscafi “in sicurezza”

È sempre stata la meta simbolo per eccellenza. La tregua alla nostra corsa quotidiana. Il luogo archetipo in cui anche la vacanza più ordinaria aveva un ché di sofisticato eremitaggio, di allontanamento dal luogo comune.

Di volta in volta, almeno nelle nostre letture, l’isola è stata del mistero, del tesoro, dell’abbandono, dello “scappo e non torno più”. E anche in questo tempo che ci invita forzatamente a ridefinire i confini delle vacanze, e “l’altrove” è di certo ridimensionato, l’isola resta un’idea assoluta di territorio nutrito di desiderio. Non a caso, come emerge dai dati di Volagratis- Lastminute Group, appena è stato possibile pianificare le fughe estive, gli italiani hanno scelto, tra le località di mare, in primis Sicilia e Sardegna, che registrano, rispettivamente, il 12 e l’11 per cento dei pacchetti venduti.
Tra le isole minori emergono Ischia e Capri, poi Lampedusa, Pantelleria, Favignana, le Eolie (che sempre Sicilia sono ma considerate separatamente) e l’Isola d’Elba.

D’altra parte, l’isola sembra il rifugio perfetto anche per la bramata (ri)partenza. Quel grado zero, alla Robinson Crusoe per cadere in facili citazioni, dove, in una dimensione a misura d’uomo, si può ricominciare a tessere il tempo ed i legami. Dentro un’isola in fondo c’è tutto, pure la montagna, basti pensare a ciò che offrono l’Elba o Marettimo; ci sono i limiti netti, rassicuranti se pur sconfinati come il mare; e c’è un mondo intero. Ché, come scriveva Ludwig Wittgenstein: «Sono andato per tracciare i contorni di un’isola e invece ho scoperto i confini dell’oceano».

Eppure, va detto visto che si parla di turismo, le isole sono quelle che indubbiamente hanno sofferto di più in seguito alla pandemia Covid-19. A giugno per esempio in Sardegna, sulle spiagge c’erano l’80 per cento di persone in meno rispetto all’anno passato, mentre ancora la metà degli alberghi risultava chiusa. Per i più cinici, quelli che “ora o mai più” e che avidi intraprendono il giro dei luoghi prima affetti da overtourism, questa è un’occasione da non lasciarsi scappare.

Ma per i più, la notizia migliore arriva dalla possibilità di prendere, per ordinanza regionale, per le isole e gli arcipelaghi della Sicilia, traghetti, aliscafi e navi in assoluta libertà (leggi piena capienza).
È sempre un delicato equilibrio quello che si va formando nei mesi post emergenza. Un nuovo patto tra l’ospite che accoglie e l’ospite che arriva. Secondo l’ultimo studio del Ciset, il Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dall’analisi sul cambiamento della domanda nell’industria turistica, emerge che ci si dirigerà verso le regioni più virtuose nella gestione dell’emergenza e quindi capaci di offrire senso di sicurezza e luoghi poco affollati.
L’indice di affollamento del resto oggi si gestisce pure da un’app, è il caso di Heart of Sardinia, o dai siti web delle singole località, da Teulada a Stintino, visto che ormai tutti hanno previsto una sorta di numero chiuso anche per spiagge e calette.

Ma poiché le isole sono come si è detto un concentrato di mondo, è bene ricordare che il vero museo è a cielo aperto. Intuizione che hanno avuto a Sciacca (AG) dove il primo aprile, in pieno lockdown, dopo un lavoro iniziato a gennaio 2019, si formava la cooperativa di Comunità Identità e Bellezza. Decine di strutture ricettive, maestri ceramisti, il consorzio Corallo di Sciacca, artigiani, siti museali, associazioni culturali che, come presidi di storia, arte, archeologia, paesaggio, agricoltura, enogastronomia, ambiente, formano L’Ecomuseo dei Cinque Sensi di Sciacca.
Più che un edificio, una rete diffusa di esperienze sul territorio, tra caseifici e laboratori di frutta martorana, molitura dei grani antichi e raccolta di gelsi rossi (www.museodiffusosciacca.it). In pratica, un’isola dentro l’isola.

Come ai Caraibi La “piscina” naturale di Pollara, frazione di Malfa nell’isola di Salina (Eolie), che sorge sui resti del cratere vulcanico ormai sprofondato nelle acque cristalline

Da la Repubbblica di ieri 13/7/2020

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