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Epicrisi 287. L’estate va via, ma non la speranza

di Giuseppe Mazzella

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L’estate sull’isola si sta avviando alla fase più calda con passo incerto, con picchi di visitatori come quello del 29 giugno e grandi vuoti in mezzo alla settimana. È veramente un anno strano, più strano di tanti altri, difficile da definire e di cui è impossibile prevedere lo sviluppo. Lo stiamo vivendo un po’ come sospesi, guardinghi, preoccupati, incerti sul da farsi.

La settimana si è aperta sul nostro sito con un intervento di Emilio Iodice che propone una soluzione alternativa alle solite idee dibattute negli ultimi decenni sull’utilizzo della zona della vecchia miniera di bentonite, la S.A.M.I.P., non più come area attrezzate a terra e a mare per il turismo, ma come centro museale minerario. Un’idea che ha avuto adesioni e che forse non sarà facile realizzare, a causa del degrado che dura ormai dal 1975. Ma è un’idea da sviluppare.


Lo stesso Emilio, poi, passando ad una questione più “gustosa” ci intrattiene ancora sul suo personale “pesto”, che è uno dei piatti particolarmente apprezzato in tutte le stagioni.
Ancora Emilio, a proposito della presentazione pubblica di un suo libro a Polignano a Mare ci ha scritto: ho parlato tanto di Ponza e di Ponzaracconta.
Grazie Emilio, l’interazione con il sito c’è ed è proficua. Continuiamo così!

 

Silverio Guarino, con le sue incursioni accorate nel passato – Petagno; Le traversate.1 – racconta quelle magiche estati in una Ponza silenziosa, sospesa tra cielo e mare trasparente, quando la vita era vissuta e goduta con semplicità in compagnia degli amici. Ma è lo stesso Silverio che ci racconta ancora con un reportage ironico le “disavventure” di un gruppo di turisti nell’ultimo fine settimana dove, in un’isola stravolta dal fermo di mesi, molte cose non si sono ancora riavviate alla normalità. Problemi che emergono anche dalla ironica poesia di Franco De Luca, che ci avverte dei “falsi bagliori”.

Su un tema che è sempre più scottante si sofferma Martina Carannante che affronta la questione degli arenili da utilizzare alla balneazione e di recupero di nuovi spazi che potrebbero essere guadagnati con un po’ più di impegno da parte dell’amministrazione isolana. Purtroppo Ponza da anni ha gravi problemi di accesso al mare a causa di frane, “zone rosse” e mancato ripristino degli antichi viottoli. È del tutto evidente che la fruizione via terra di spiagge e cale resta tra le priorità per uno sviluppo turistico armonico, evitando concentrazioni che, specie in epoca di Covid-19, e non solo, sono assolutamente da evitare. Una distribuzione omogenea dei villeggianti sull’intera costa isolana, aumenterebbe la godibilità della vacanza e permetterebbe a tutte le zone di svilupparsi, senza penalizzazioni o abnormi concentrazioni.

Tra le pagine tristi della settimana la scomparsa improvvisa e ad un’età ancora giovane di Emiliano Vitiello, tra i primi affitta-barche di Cala Feola; e anche la scomparsa del grande musicista Ennio Morricone che tanto ha fatto per il cinema italiano, facendo amare e rinnovando attraverso le sue melodie immortali la grande tradizione italiana.

Enzo Di Fazio ci presenta uno studio sull’amato Faro della Guardia di due studentesse in ingegneria edile e architettura Erika Tiani e Cristina Casati che, rimaste folgorate dalla bellezza e dalla unicità del nostro “monumento isolano”, gli hanno dedicato la tesi di laurea. Ed è lo stesso Enzo che, scavando e studiando pervicacemente, ci riporta il nome del primo fanalista del nostro Faro, Carlo Bonlamperti, che darà vita ad una famiglia di fanalisti, tra cui Giovanni, padre di Carmelina, che interviene con un suo ricordo, e che io ebbi modo di intervistare ormai più di quaranta anni fa a Gaeta, dove si godeva con la moglie la sua meritata pensione.Il Faro suscita tale attrazione fatale che spinge periodicamente qualcuno a forzare il cancello di accesso, come purtroppo è accaduto ancora di recente.

Riusciremmo forse a fare pace con i fari (con tutti i fari) se ci fosse la luna!?

Sulla questione Europa e Mes si torna con un documentato articolo proposto da Tano Pirrone. Non entro nel merito della questione abbastanza complessa. Quello che mi preme sottolineare è che gli italiani a tutt’oggi non sanno ancora cosa siano il MES e gli altri strumenti economici messi a punto da Bruxelles. Con impudica spavalderia le parti contrapposte politiche affermano cose diametralmente opposte (condizionalità o no, etc.). È mai possibile che gli italiani non abbiano la possibilità di sapere veramente come stanno le cose, per poter maturare liberamente una opinione? È mai possibile che lo Stato non intervenga con una nota illustrativa precisa cosa comporta l’adozione di questi provvedimenti?

Dopo aver apprezzato la benedizione e il messaggio d’amore da New York per la nostra isola e i suoi abitanti da parte di don Silverio Di Fazio, che in questi mesi difficili apprezziamo particolarmente, la settimana si chiude con un suggello triste, la lettera di un giovane che non vuole soccombere.


Mirko Vitiello, nel raccontarsi con il cuore in mano, mostra tutta la fragilità della situazione economica e sociale in particolare della frazione di Le Forna che, già al limite della resistenza, con l’emergenza attuale sta rischiando molto. Tutto in un contesto difficile di invidie, di cattiverie gratuite, di stupidità. La sua è una bella dichiarazione di legame profondo a Ponza, alla quale non è possibile non corrispondere con un invito di continuare a lottare. Del resto è lo stesso Mirko a sottolineare l’arma più idonea per vincere: la coesione di tutti. Io credo che sia possibile cambiare, basta volerlo. E gli esempi come il nostro giovane, mi auguro solo al momento sfiduciato, sono non solo da imitare, ma da incrementare e diffondere.
C’è ancora spazio per la speranza e per un mondo migliore. Il nostro sito è a disposizione per promuovere le giuste istanze e contribuire con dibattiti e con opere concrete al miglioramento della qualità della vita isolana. Spesso dalle difficoltà nascono le soluzioni migliori. Forza e andiamo avanti!

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