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La capra e il falò

di Pasquale Scarpati

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Un giorno una capra vide un grande falò. All’inizio, istintivamente, ebbe paura perché gli animali temono il fuoco, poi si fece coraggio e, incuriosita, si avvicinò.  Andando via, si accorse che la sua ombra, proiettata sulla roccia , era più grande del suo corpo. Anzi, in una certa posizione, prendeva le sembianze di un rinoceronte. Pensò che quella potesse divenire la sua dimora e, invece di belare, tentava di emettere un suono cupo e gutturale.

Molti animali fuggirono impauriti. Alcuni fuggirono perché pensavano che fosse un predatore, altri perché non sapevano cosa fosse; altri, invece, rimasero dove erano perché incuranti.

La capra cercava di alimentare il fuoco con tutto ciò che trovava nella foresta: sterpaglia, foglie, rami freschi e secchi ed altro. Così, invece di nutrirsi mangiando i vegetali, preferiva buttarli nel fuoco, pur di sembrare diversa.  Con il trascorrere del tempo, divenne scheletrica, le forze cominciarono a mancare e di conseguenza anche il fuoco cessò di essere alimentato. Quando si spense del tutto, anche la capra scomparve. Non si sa se sia morta d’inedia oppure sbranata da una belva feroce.

Così molti, si lasciano ingannare da ombre, pensando chissà cosa. Altri, invece, si atteggiano a ciò che nella realtà essi non sono.

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