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Mia madre, Alexa e il Coronavirus

di Emanuela Siciliani

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Mia madre si chiama Fosca e ha 90 anni. Ne dimostra però al massimo 75. E’ ancora bella, acqua e sapone, molto curata, i capelli bianchi che le incorniciano il viso, il corpo snello, una salutista del corpo e della mente, sempre elegante ma in semplicità. Non manca mai di dirmi, quando mi vede:
– Ti sei pettinata?

Abita da sola, all’ultimo piano in un grazioso appartamento pieno di luce, al primo piano  mio fratello e mia cognata, che la assistono amorevolmente, da quando si è trasferita a Roma da Fregene.  Ha cambiato casa che aveva già 81 anni ma si è subito adattata alla vita romana, lasciando a malincuore il villino dove abitava ed il giardino, che aveva preso a curare da quando era mancato mio padre. E’ tornata alle origini, nel palazzo dove andò ad abitare dopo le nozze ma di certo non è stato facile lasciare la sua casa e ricominciare daccapo a 80 anni suonati.
Ma ce l’ha fatta.

Ha superato altre prove importanti, un grosso intervento nel 2004, dal quale è uscita ancora vincente, grazie alla sua forza di volontà, alla sua fibra ed a una buona dose di fortuna. È informata su tutto, legge tutto quello che le passo, a condizione che non siano libri pesanti da tenere in mano, segue le vicende della politica, è un po’ comunista, ha conosciuto D’Alema per il quale preparò una torta speciale che lui si portò a casa tutta intera, ha frequentato per me i corsi di Letteratura Italiana, quando lavoravo e non potevo seguire, appassionandosi alla materia e finendo per saperne più di me. Quando noi figli abbiamo lasciato la casa, ha seguito vari corsi universitari, cultura medica, erboristeria, viaggiando con le compagne di corso, nuove amiche,  alla scoperta del mondo.

Usa regolarmente il computer, ci manda messaggi con whatsapp nel gruppo familiare, utilizza Facebook e, ultima novità tecnologica, acquistata perché le giornate siano meno noiose,  possiede una tv mega schermo con l’assistente digitale di Amazon, che comandi con la voce chiamando:
– Alexa, mettimi Netflix!
E qui viene il bello, perché  mia madre è molto educata, e mai si sognerebbe di non dire per favore, chiedendo a qualcuno di fare qualcosa. E quindi, se deve usare il comando vocale e chiedere ad Alexa il film da vedere…
– Buonasera Alexa, per favore stasera vorrei vedere un film di Fellini….
E se per caso la cosa riesce e, nella telefonata mattutina lei mi racconta le sue piccole novità, mi dice:
– Sai, Alexa è stata molto carina ieri sera, le ho chiesto quel tale film, quello che mi avevi suggerito e… me lo ha aperto…
Debbo dire che ci è voluto un po’ perché prendesse confidenza con Alexa ma i 90 anni cominciano un poco a pesare e a lei comunque non dispiace la tv generalista con i vari programmi di politica ai quali si appassiona.

Poi è arrivato il tempo della paura, sprigionata dalla nube tossica del Covid-19 e la   sua resistenza, durante il periodo della forzata clausura – quando anche le visite di noi familiari erano rarefatte per paura di contagiarla ed i pochi preziosi contatti allontanati per lo stesso motivo-  si è allentata. Anche l’impossibilità di farla visitare per i suoi cronici problemi polmonari, il suo vero tallone d’Achille, ha contribuito ad indebolirla.

Se sono quello che sono, nel bene e nel male, lo devo a lei ed a  mio padre Fernando, che molti a Ponza hanno conosciuto quando, ormai in pensione, affittava i lettini a Chiaia di Luna quando veniva a farci visita. Tornando la sera a casa tutto pieno di sassolini e sabbia, stanco ma soddisfatto perché aveva “dei buoni clienti” e addirittura – quanto ne abbiamo riso! – rimediato una mancetta da un turista.

Ora mia madre ha temporaneamente abbandonato Alexa, perché giorni fa, dopo una domenica finalmente in libertà, passata  con i nipoti e un gelato di troppo – gustato forse di fretta dopo un pranzo al ristorante – è stata ricoverata d’urgenza per sospetto Covid-19, per fortuna smentito da più tamponi – non si è mai mossa da casa –  ma con una bella polmonite, che per lei, è un bel rischio. Dopo tre giorni in pronto soccorso – circondata da personale medico e paramedico mascherato e indaffaratissimo – ora è ricoverata in una RSA e non possiamo neppure farle visita, né noi né tantomeno la sua amica Alexa, così le ho comperato dai cinesi una radiolina con auricolare che le tenga compagnia e che la faccia tornare a casa da noi e dalla nuova amica Alexa – che la aspetta con tanti bei film – più forte e più brillante di prima.

Sei forte mamma e ce la farai anche stavolta.

 

Nota
L’immagine di copertina e le foto del testo (tranne ovviamente quella di Fosca con Fernando giovani) si riferiscono al compleanno dello scorso ottobre (NdR)

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