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p-18-4-di-4 g-02 35 la-spianata-della-galite peche-1973 Prateria di Posidonia oceanica

Una canzone per la domenica (97). Il fascino dei panni stesi

di Silveria Aroma

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La pagina di Word porta la scritta Avvio in corso… ora che sono seduta ad un vecchio tavolo riverniciato da poco e passato in azzurro. Provo a scrivere qualche parola per la canzone della domenica.
Avvio in corso è un po’ la nostra condizione alle soglie di un’estate che lascia spazio a qualche dubbio in più rispetto agli anni precedenti. All’appello di una vita che ha un solo senso ed è quello di andare avanti, rispondiamo con quel sorriso che un po’ scaccia e un po’ nasconde la preoccupazione.

Per curiosità e per piacevole distrazione ho fatto una piccola ricerca nell’ottica del fascino dei panni stesi e… siamo davvero tanti ad esserne colpiti! Quello del bucato è un rito ormai individuale, portato avanti dalla lavatrice e non più dalla faticosa cura delle donne che sfregavano, battevano, bollivano in giorni dedicati la biancheria, ma una volta stese al sole – le lenzuola – evocano ancora quel sentimento che parla di casa, di vento, di pulito… e di leggerezza.

Ho frugato in rete alla (ri)scoperta di un proverbio, uno scritto, una canzone da legare a quegli scatti che tanto mi piace fare.
Panni stesi come pensieri leggeri, come immagini che ci accomunano nel corso del tempo e attraverso le generazioni, come un giorno di sole alle porte dell’estate.

– I panni stesi al sole sono tutti belli. Io da piccolino pensavo che i panni si stendevano al sole per festeggiare qualcosa, come se fossero bandiere. E ancora oggi tutti questi panni mi danno allegria.

Luciano De Crescenzo, Così parlò Bellavista, 1977


– Quando ti arrabbi per gli errori degli altri, mettiti subito nei loro panni e pensa a quelli dello stesso genere che sei solito compiere tu

Marco Aurelio, Pensieri, ca. 166-179


– Il buon marito si vede dal viso della moglie e la buona moglie si vede dai panni del marito

Proverbio

– Dove il bucato è appeso ad asciugare
la gente non muore,
non è alla guerra,
resterà per lo meno due giorni
o forse tre.
Non sarà sostituita
da altra gente, o sbattuta dal vento.
Non è simile all’erba inaridita.

Yehuda Amichai (*)

Personalmente mi auguro sempre che l’inverno arrivi secondo i panni.

Ho trovato anche una canzone, Lo stretto necessario di Levante; il testo offre parole capaci di creare una sorta di sequenza di immagini (e ricordi); fra queste, quella di panni stesi ad asciugare al sole.

Le facciate mai finite
Le Madonne chiuse in una teca
Le tende spiegate
Casa mia sembra una nave
Lo stretto necessario
Le campagne in fiamme
I primi baci
Gli atti di dolore
I panni stesi ad asciugare al sole
Lo stretto necessario

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 .

Levante, all’anagrafe Claudia Lagona, è una delle cantautrici più talentuose del panorama italiano. Nasce a Caltagirone (CT) il 23 maggio 1987, ma in seguito alla morte del padre nel 2001 si trasferisce a Torino. Dopo alcuni brani registrati con piccole etichette indipendenti e una breve esperienza musicale a Leeds, nel 2013 incide per la label torinese Inri il brano Alfonso (certificato Disco d’oro), che spopola immediatamente tra il pubblico giovanile per l’icastico ritornello “Che vita di merda”. L’anno successivo esce l’album d’esordio Manuale distruzione. Il successo cresce in virtù del lungo tour promozionale che la vede girare in lungo e in largo lo stivale, le aperture dei concerti di Max Gazzè e i Negramaro, la partecipazione al Concerto del Primo Maggio e agli Mtv European Music Award come Best Italian Act. Nel 2015 pubblica con la Carosello Records il secondo album Abbi cura di te, candidato al Premio Tenco e accompagnato anch’esso da un folto numero di concerti (da RollingStone).

In fondo i pensieri sono come panni stesi; bianchi, neri o colorati, sotto il sole o nel grigio di una pioggia pronta a cadere, un po’ salati dal levante, spesso mossi dal vento, profumano di ricordi nei giorni di festa, e sono fatti di assenze e animati di presenze, sono agitati e commoventi…

***

(*) – Yehuda Amichai, all’anagrafe Ludwig Pfeuffer (Würzburg, 3 maggio 1924 – Gerusalemme, 22 settembre 2000), è stato un poeta e scrittore israeliano. Amichai è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno (da Wikipedia)

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