Voci di Ieri

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Epicrisi 282. Incerti, timidi arcobaleni

di Sandro Russo

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Ogni tanto ci ripenso, alla notte di Capodanno 2020, quando tutti ci siamo scambiati “fervidi” Auguri di Buono e Felice Anno Nuovo, mentre quello Vecchio passava le consegne allo sgambettante fantolino delle poesie di Angiolo Silvio Novaro o della prima pagina della Domenica del Corriere (illustrazione di Walter Molino).
Si sa, le icone ci si infiggono nella mente e non c’è verso di rimuoverle, tanto che ancora pensiamo con affetto e nostalgia ai doni della Befana e alla cicogna che porta i bambini.

Invece l’ineffabile “anno bisesto” ci ha portato i regalini che sappiamo e ancora non la fa finita, tra pandemie, guerre, carestie e sconvolgimenti climatici.
Nel piccolo ne sanno qualcosa i gestori di stabilimenti balneari che avevano appena allineato lettini e ombrelloni a distanza di sicurezza, prima dell’ultima mareggiata. L’immagine è sulla prima pagina di Latina Oggi (di sabato 6 giugno 2020).

D’altra parte è il destino di chi legge il giornale tutte le mattine – o comunque segue l’attualità (per non parlare degli orridi telegiornali) – quello di sviluppare una certa quota di ansia e depressione e di avere la tendenza a farsi carico di tutte le storture del mondo. Come meccanismo di (auto)difesa, relega in un angolino della sua mente le cattive notizie, e registra quelle buone.

E’, più o meno consciamente, il criterio usato per stilare questa “epicrisi” sugli articoli della settimana. Per dire… le notizie sono tutte là, basta scorrere la Rassegna Stampa o le schermate dei titoli; ma io preferisco scrivere di quelle in qualche modo gradevoli e positive.

 

Il più classico (e metaforico) “segno di pace” tra gli eventi atmosferici è l’arcobaleno comparso ieri a Ponza, nel pomeriggio avanzato, dopo la pioggia della mattina presto e la mareggiata.

A proposito, quanti dei nostri lettori hanno notato il valore aggiunto alla Rassegna Stampa dalle foto di Silveria Aroma, Rossano Di Loreto, Biagio Vitiello, Dimitri Scripnic, Anna Maria Mazzella, Eugenio Vitiello e alcuni (ignoti, mattinieri) operatori della Protezione Civile? Spesso in tempo reale e con uno sguardo “non da cartolina” sulla nostra isola. Li ringraziamo del loro contributo, che a volte vale quanto un articolo.


Siccome siamo in argomento, registriamo la “tripletta” collegata alla ricorrenza di ieri 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente. Sentiti e partecipi gli scritti di due giovani liceali che hanno partecipato al concorso dell’Associazione Lucia Mastrodomenico segnalati da Roberto Landolfi: Prodigio, come trama d’argento e L’armonia si è perduta nelle nostre bugie. A questi scritti si associa il docu film proposto da Vincenzo Ambrosino, “Before the flood” prodotto da Leonardo Di Caprio e promosso da National Geographic. Per chi ha un’ora e mezza per informarsi in modo intelligente. Su un tema correlato, di un’alimentazione eco-sostenibile scrive Rosanna Conte.

Evidentemente nei miei gusti – arcobaleni su un dissestata realtà – spettacoli, rappresentazioni, film e letteratura la vincono sulla cronaca spicciola. Non se ne abbiano a male gli estensori dei relativi articoli. In redazione leggiamo tutto, e pubblichiamo la gran parte dei contributi che ci giungono. La Rassegna Stampa tutte le mattine ci dà una discreta strigliata (nel senso di brusca immersione nella realtà di Latina e provincia): incidenti, regolamenti di conti, liti comunali e condominiali… e via deprimendo. È così strano che uno cerchi sollievo altrove?

Nel tenero personaggio di Renato Rascel, per esempio, proposto da Franco Zecca per Una canzone della domenica; nel florilegio di spettacoli teatrali elencati da Tano Pirrone e disponibili per la fruizione gratuita on line.

O nella recensione del libro di Marta Barone, di Paola Di Mambro. Al riguardo, il personaggio oggetto della partecipata ricerca della figlia, Leonardo Barone, l’ho conosciuto negli anni universitari, a Medicina, insieme a molti altri che nel prosieguo degli “anni di piombo” fecero la scelta della lotta armata “fuori dal sistema”. Cosa mi tenne fuori da quel giro ancora me lo chiedo. Forse un’indole poco guerrafondaia e un padre di vecchia militanza politica (era un socialista della prim’ora).

Ancora degli arcobaleni della vita fanno parte l’amicizia e i ricordi. Come nel carteggio in versi tra Franco De Luca e Dante Taddia o nella (quasi) commovente dichiarazione d’amicizia di Silverio Guarino nei confronti di Gennaro e di me stesso. C’è che un bel pezzo di vita fatta insieme – e negli anni dell’infanzia-adolescenza ancor di più – sono un collante formidabile, a prova di disgiunzione. A Silverio dedico questa strofa di una canzone dei Beatles (Two of us – da Let it be, 1970):
You and I have memories
Longer than the road that stretches out ahead…
…e il ricordo di come l’avevamo tradotto (per scherzo, ovviamente): Two ovas (Due uova, anche se in inglese uova si direbbe eggs).

Begli arcobaleni sono anche i ricordi: ancora Silverio Guarino in Seagull, il fuoribordo-killer di Carletto Sandolo (…due pericoli pubblici in una barca sola!); mentre una parentesi a parte riguarda la proposizione by Tano di un vecchio numero di Mondo Sommerso (luglio 1980).


E’ una lunga storia in cui a un certo punto è entrata Ponzaracconta.
Fabio Ferro, sub esperto e fotografo, autore dell’articolo, è vicino di casa di Tano; parlano del più e del meno a un certo punto vengono fuori la pesca subacquea, Ponza, l’amico Sandro e il corno d’Africa. Perché la Somalia è stato il mio primo approdo in terra africana (leggi qui e qui); e se non bastassero gli agganci, Ferro conosceva, soprattutto di fama, il nostro Silverio Zecca (Zecchetiell’), avendo frequentato più o meno negli stessi anni lo stesso giro.
Per farla breve, appena questa sciagurata segregazione finisce abbiamo in programma un incontro con Fabio Ferro da cui sicuramente verranno fuori cose interessanti…

Cinema & arti visive: mio “arcobaleno” preferito. Stavolta sul sito non se n’è scritto neanche tanto, a confronto con altre settimane. Tocca giusto il tema Patrizia Montani, seguendo il suo interesse per i problemi dell’infanzia: Gianni Amelio. Un posto al cinema.

Ma volevo soprattutto ricordare un post dalle lettere ad Augias, da la Repubblica, riportato a commento della ricorrenza del 2 giugno. Da esso è evidente come anche un grande giornalista richiama le date storiche dai film che lo hanno segnato, analogamente a quanto proponiamo sul sito ne “La storia raccontata dai film”.

4 giugno 1944. Liberazione di Roma

Sicuramente molti altri articoli di interesse hanno arricchito la settimana di Ponzaracconta e che il lettore potrà riguardare secondo interessi e inclinazione: le cronache sulla politica locale ormai assurte alla dimensione del sogno, le raffinate traduzioni di Silverio Lamonica, le divergenze di opinione sulle finalità di un’Associazione su cui è stato presentato un bel filmato a inizio settimana;
Tra tutti vorrei ricordare uno dei tanti “rimossi” isolani: quella Cisterna della Parata che periodicamente riaffiora tra i gorghi melmosi dell’inconscio collettivo. Un altro di quei pensieri dolorosi sull’isola come potrebbe essere, e non è.


Come dare torto poi agli amatori di arcobaleni..!?



Buona domenica

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