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Anche Scalfari prima o poi saluterà

di Tano Pirrone

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Cari amici della Redazione,

la mia insistenza a scrivere dei mutamenti in atto in “Repubblica” – come ho scritto in altri miei articoli precedenti, cortesemente ospitati su Ponzaracconta (leggi qui e qui), sono dettati dalla preoccupazione che una testata famosa come questa sia snaturata a causa del cambio di proprietà, che ha determinato un immediato cambio della guardia nella direzione e un’avvertibile mutazione nella linea editoriale. A questa preoccupazione si è aggiunta anche quella della notizia dell’abbandono conseguenziale di due firme storiche ed altamente significative per l’esperienza, la qualità e l’attenzione che esse hanno sempre mostrato tangibilmente e con sensibilità e mestiere di primissimo livello nei confronti dei problemi politici e sociali del nostro paese. Parlo di Gad Lerner e di Enrico Deaglio.

La notizia che Gad Lerner lascia Repubblica, dove era stato richiamato e mandato subito in trincea da Carlo Verdelli, è stata data domenica scorsa, 17 maggio. Lerner ha dichiarato di aver atteso prima di prendere questa irreversibile decisione, perché «… suonasse forte e chiaro il messaggio contenuto nel licenziamento senza preavviso di Carlo Verdelli. A parte quel gesto la nuova proprietà ha ritenuto di esporre solo per vaghi accenni il progetto industriale e giornalistico intrapreso. Ma nel frattempo, in poche settimane, Repubblica è già cambiata. Non la riconosco più. Per questo, pur ringraziando il nuovo direttore che mi aveva chiesto di proseguire la collaborazione, preferisco interromperla qui. Saluto con affetto e riconoscenza tutti i colleghi, a cominciare dal fondatore Eugenio Scalfari».

Lerner aveva già scritto su Repubblica dal 2005 al 2015. Con la gestione Verdelli, il figlio di Gad, Davide Lerner, ha cominciato a mandare corrispondenze da Israele. Molinari sta invece utilizzando da Gerusalemme le corrispondenze di Sharon Nizza, candidata alla Camera con il Popolo della libertà nel 2013, a lungo collaboratrice della giornalista e poi deputata (PdL) Fiamma Nirenstein presso la commissione esteri della Camera.

Prima della decisione di Gad Lerner, aveva abbandonato la nave Enrico Deaglio, dichiarando di cessare la collaborazione con “Il Venerdì di Repubblica” a causa della defenestrazione di Verdelli, brusca e inopportuna, avvenendo proprio nel momento in cui era minacciato di morte. «Nel frattempo – ha scritto l’ex direttore di Lotta Continua, di Reporter e del Diarioil panorama dell’editoria italiana è cambiato. Tutti i commenti lodano la sveltezza e la determinazione con cui Exor (1) ha condotto l’operazione, addirittura in mezzo al disastro della pandemia. Qualcosa è successo, e non vorrei che fosse dimenticato troppo in fretta».

Oltre ai due notissimi giornalisti, anche Pino Corrias, portato da Carlo Verdelli, ha lasciato. Si attendono notizie da Giorgio Dell’Arti e Francesco Merlo, fedelissimi del dimissionato direttore.

Molinari si sta muovendo da subito sul terreno delle cesure con il passato: i titoli slogan e la prima pagina con poche fondamentali notizie, che avevano caratterizzato la Repubblica di Verdelli sono stati aboliti fin dal primo giorno del nuovo corso (25 aprile). Di pari passo è cresciuta l’attenzione per la politica dell’attuale amministrazione Usa, in particolare alla contrapposizione con la Cina.
Clamorosa la rottura con la tradizione: ogni domenica, sotto al tradizionale fondo del fondatore Scalfari, si può leggere un “contro fondo” di Maurizio Molinari. Exor può aspettare, prima o poi Scalfari saluterà.

Lunga vita a Scalfari.

Note

(1)Exor N.V. (naamloze vennootschap) è una holding finanziaria olandese controllata dalla famiglia Agnelli. Anche la FSA Fiat Chrysler Automobiles N.V. (FCA), ha sede in Olanda, paga le tasse a Londra e chiede i prestiti (6,5 miliardi di euro) in Italia. Quando si dice la globalizzazione!

Sul sito, il primo articolo sui cambiamenti in atto in la Repubblica , di S. Russo del 29 aprile: Cosa sta succedendo a Repubblica?.

 

 

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