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u-33 94 99a antonio_darco peche-1973 Piccola cernia, Epinephelus marginatus

Scienza e coscienza

di Francesco De Luca

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Avete mai incontrato negli articoli e nelle relazioni questo binomio concettuale? Sono sicuro di sì. Giudizio con scienza e coscienza, usato per avvalorare la tesi sostenuta. L’una non basta da sola. Occorrono tutt’e due perché le implicazioni di un concetto sono differenti dall’altro.

Provo a chiarire. A me… a me… non agli altri.

Allora: la scienza attiene alla conoscenza delle cose, delle relazioni oggettive e fattuali che ogni oggetto, persona, evento possiede. Essa proviene dall’osservazione, dalla dimestichezza, dallo studio, dalla ricerca. La scienza non è di derivazione ereditaria, è costruita dall’impegno del soggetto.

La coscienza è la sede morale, connaturata nell’animo di ogni uomo. In nuce è presente in tutti e in tutti opera. Non allo stesso modo, giacché anche la coscienza è dipendente dalle esperienze, dallo studio. Si può ampliarla ma non cassarla, perché opera all’interno dell’animo per forza genetica.

Nello specifico dunque la valutazione per coscienza indaga quello che attiene  al rapporto dell’oggetto con il soggetto e con gli altri. Non si sofferma sulle implicazioni specifiche, settoriali dell’oggetto. Il giudizio di coscienza riguarda il mondo umano in cui si opera, nella sua complessità e totalità. Quello per scienza distingue dell’oggetto i settori, le aree, valuta l’efficienza, l’economicità, l’utilità.

E’ comprensibile ora perché ci si tiene a dotarsi del binomio scienza-coscienza, e non soltanto di uno dei due. Perché il giudizio scienza-coscienza ha più valore sia quantitativo sia qualitativo.

Questa precisazione, ripeto personale, che investe soltanto il mio pensiero, mi è balzata all’attenzione nel sentire e leggere gli scontri interni agli Amministratori di maggioranza. Come giudicarli? Con scienza soltanto? Con coscienza? O con tutt’e due i metri ?

Quel brav’uomo di zì ’Ntunino, come la maggioranza dei Ponzesi, giudica, in modo del tutto normale e legittimo, per quel che vede, e dunque non lesina stroncature ’i mala morte, a questa Amministrazione. L’evidenza la palesa come carente, per quel che attiene le decisioni amministrative ordinarie (una compagine frammentata, litigiosa, poco presente, silente); è inefficace per l’amministrazione straordinaria giacché la situazione generale dell’isola peggiora e non migliora.
Il giudizio per scienza è decisamente negativo.

Quello per coscienza si muove, come sottolineato prima, per parametri diversi. Valuta l’oggi con ieri e con l’altro ieri; si sofferma sulle qualità umane degli Amministratori di oggi, di ieri, e dell’altro ieri; si posa sul ‘clima interno’ alla comunità cittadina di oggi, di ieri e dell’altro ieri; sulle aspettative civili, politiche ed economiche di oggi, di ieri e dell’altro ieri. Cosa ne sortisce?
Non mi esprimo, se no zi’ ’Ntunino me ienche ’i malaparole perché giudica di parte il mio intervento.

Limito il mio dire a far riflettere sulla possibilità che si ha, oggi, di argomentare le opinioni, di palesarle, pur se nel contrasto con altri. E questa è la fortuna di avere lo strumento di dibattito nel sito Ponzaracconta. Anch’esso imperfetto, ma vigile e presente. Tutto, il pro e il contro, trova spazio e, se adoperato con intelligenza, trasparenza.

Così si cresce, ovvero nel palesare il proprio pensiero e nel metterlo al vaglio delle valutazioni  ‘degli altri’  si irrobustisce la forza dell’argomentare, se ne palesa l’autenticità. Per avere ragione? NO… non è questo il fine del dialogo. Chi vuole avere ragione vuole affermare il suo potere. No. Si  discute per dirimere la verità, per toglierle di dosso le finzioni, gli inciuci, le intemperanze, le ignoranze.

Questa è democrazia, signori. L’unica che si conosca come verace.

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