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Rassegna(zione) di domenica mattina

di Martina Carannante

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La domenica mattina di una volta ci si alzava presto, si cucinava il pranzo buono del giorno di festa, si andava a messa e al cimitero, si stava in famiglia…

La domenica mattina del 2020 ci si sveglia tardi, perché si è fatta la nottata, l’odore della cucina è sempre lo stesso e la mamma ti ricorda i doveri che probabilmente onorerai una o due volte l’anno.
Ci si siede a tavola –  in molte famiglie c’è ancora il senso della condivisione – e mentre si comincia a mangiare la lasagna, si racconta qualche “avventura“ narrabile della notte appena passata.

“Piccire’, stammatine ’na puzze ’i bruciate, pare ch’ anne appicciate i bidoni d’a munnezza, ne sai niente?”
“No Pa’, me so’ ritirata presto… alle tre e trenta era tutto tranquillo!”

Si accantona per un momento il discorso del bruciato e comincia la solita tiritera di ogni domenica mattina:
“Che hai fatto?! Ma ti pare ora?! Tre e mezza… presto?!”

“Oooh!”

La mamma mette il pollo in tavola e per distogliere l’attenzione dall’orario di ritirata cambia argomento
“Qua il problema è un altro! Ho saputo che a Ventotene i ragazzi della Protezione Civile hanno risistemato una strada, l’accesso all’eliporto, e il sindaco li ha pure ringraziati… e qua?! Qua, invece hanno fatte iuorne pe’ spegnere i bidoni!!”

“Eeeeh! “– replica papà – “La verità è che, come sempre, c’è chi crea e chi distrugge, chi produce e chi no… ovviamente noi a Ponza siamo i secondi, ce damme da fa’ pe vede’ ogni iuorne cosa dobbiamo distruggere’’.

“Papà, ma che stamme pazzianne?! Ma che stai dicendo?’’.

Subito le riflessioni genitoriali.
“Ma pecché, ti pare normale quello che succede ultimamente a ’stu paese?
So’ quatte mise che la banchina sta distrutta, si passa a singhiozzo e nessuno dice niente; bisogna portare pazienza… pare che stanne facenne ’a Cappella Sistina!
Tira viente, cumuli e cumuli di sabbia… e chi li leva?! Là rimane! Non è mai competenza di nessuno e tra poco daranno pure la concessione per lettini e ombrelloni lungo le strade!
La nave? Prima parte alle 16 e 30, poi alle 14 e 30, poi l’aliscafo fa la triangolazione, poi torna tutto normale… ma ch’ amma fa’?! Amma piglia’ ’a lanzetella?
Stanotte pure i bidoni! Stiamo pieni di immondizia e giustamente la bruciamo perché tanto, a Ponza, l’inceneritore c’era e allora si può fare.

Meno male che a Santa Maria nun ce sta mai posto per parcheggiare, altrimenti pure la macchina mi facevano!”

“Papà! tanti dicono che è una questione politica…”

“Pur’ io quando discuto con tua madre diventa questione di politica interna, ma mica dongh’ ffuoco ’a stanz’ i liette o a’ cucine?!

È vero, papà ha ragione!

Critico, ma posso provare a giustificare un gruppo di ragazzini ubriachi, non stanno in sé e fanno cose senza senso come appiccare un fuoco;
critico, ma posso provare a capire un piromane, ha la malattia del fuoco e deve essere curato.
Posso capire tutto, ma un gioco politico proprio non lo capisco. La politica non può entrare in queste cose. Quando poi si mette a rischio la vita di persone e cose non è politica, non può esserlo.

Siamo arrivati alla frutta e tra una riflessione e l’altra il pranzo domenicale sta per finire; ovviamente si ritornerà sulla discussione dell’orario di ritirata e che “a casa non è un albergo!

La domenica volge al termine, domani si ricomincia a lavorare e la questione slitterà di un’altra settimana… proprio come tutto il resto, che continuerà a slittare e a cadere nel dimenticatoio.

 

NdR: L’immagine panoramica di Ponza è presa dal blog “Frammenti di Ponza”

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