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Manca sempre qualcosa…

di Francesco De Luca

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Manca sempre qualcosa nel ricordo. Lo esprimiamo e, nel liberarci del peso che ci preme, sembriamo soddisfatti. Poi, ci ripensiamo su e ci accorgiamo che qualcosa nel ricordo espresso non è stato rimarcato, che qualcosa ancora andava detto, per farci sentire appagati.
E’ illusorio l’appagamento perché ancora altro è depositato nell’intimo, e in quello che si è espresso non è stato portato alla luce. E già… manca sempre qualcosa.
Perché nel ricordo ci siamo pure noi, c’è la nostra vita che ancora corre, c’è la nostra anima che ancora pulsa.
Il ricordo non potrà mai essere esaustivo perché dovremmo non essere più vivi noi. Il ricordo vive in noi e noi viviamo nel ricordo. Laddove lo esterniamo in uno scritto, in un libro, in una lapide, ne estraiamo una parte, soltanto una parte di quello che è connaturato in noi, e in noi è racchiuso.

Sono riflessioni che mi ha ingenerato la scomparsa di Francuccio d’a Musella. Amico d’infanzia, con cui ho condiviso soltanto l’infanzia. Null’altro. Non la fede religiosa, non quella politica, non la residenza, non la professione. Soltanto l’infanzia: quel tempo passato a inventarci giochi nei pomeriggi, fra le stradine del nostro rione, dove il posto più esotico era monte Mangiaracina, quello più ansiogeno era i Cameroni, quello più affascinante era la chiesa, quello più accogliente era la casa; e l’ essere nati su questo scoglio, dagli abbandoni forzati e dai ritorni agognati!

Pure Francuccio chiedeva degli amici… dei luoghi… come a voler tornare idealmente in un posto che non c’è più. Perché la Ponza degli anni ’50 non c’è più. L’abbiamo distrutta noi… e l’abbiamo sostituita con un’altra alla quale cerchiamo con difficoltà di dare un volto in cui rispecchiarci. Talvolta è difficile anche per chi ci vive stabilmente trovare in questa realtà la sua immagine. Il ricordo non basta a darle identità, e nemmeno l’impegno sociale.
C’è una trasformazione in atto che mi riesce difficile cogliere. Spero e mi prodigo affinché la comunità isolana non perda la sua identità.
Il ricordo in questo ha una sua funzione.

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