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Adele Scotti, l’altra faccia dei cento anni

di Luisa Guarino

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E’ un periodo fortunato questo, per Ponza e i suoi abitanti. Infatti, a distanza di un paio di settimane, l’isola ha registrato con orgoglio la ricorrenza di due straordinari compleanni, centenari. E non è un caso che le festeggiate siano due signore, che peraltro a Ponza non abitano molto distante l’una dall’altra.
Di Lucia abbiamo scritto, corredando di tante belle foto la sua giornata a Formia in compagnia dei familiari e degli amici.
Con un po’ di ritardo raccontiamo oggi i cento anni di Adele Scotti, celebrati nella sua casa di Napoli con figli, nipoti, pronipoti, parenti e amici: un momento festosissimo, pieno di colori e di allegria, con una torta fatta con le cifre degli anni, in un tripudio di fragole e sopra le candeline… d’ordinanza.

Cosa dire poi del brindisi? che ha visto raccolti idealmente in un gigantesco augurio anche le persone lontane, vicinissime con il pensiero a Adele per la splendida circostanza. Per l’occasione tra l’altro i figli di Adele, Mariassunta, Francesco e Rita, hanno voluto raccogliere in un delicato quaderno sulla cui copertina c’è scritto semplicemente “100” alcuni tra i momenti più significativi della sua esistenza, con parole e foto che scandiscono le vicende più belle della lunga vita della loro mamma, elegante e ricca di fascino, sempre attiva e piena di curiosità nei confronti della gente e del mondo.

Riportiamo di seguito l’affettuosa e puntuale “scheda” da essi stessi realizzata.

“Adele Scotti, all’anagrafe Anna, è nata sull’isola di Ponza da Assunta Mazzella e Isidoro Scotti il 22 dicembre 1919, ma come consuetudine a quei tempi, è stata registrata l’1 gennaio 1920. E’ cresciuta fino all’adolescenza sull’isola dove ha vissuto con la famiglia sulla collina degli ‘Scotti di basso’. Ha proseguito gli studi tra Gaeta, Roma e Napoli, dove si è laureata in Lettere moderne, traguardo molto all’avanguardia per l’epoca. E’ stata una delle prime insegnanti di Ponza.
Nel 1949 si è sposata con Antonio Piccolo e insieme hanno vissuto a Napoli. Adele si dedicò alla famiglia e nacquero tre figli: Maria, per tutti Mariassunta, nel 1950, Francesco nel 1952, e Rita nel 1957. Dal 1968, in seguito alla scomparsa del marito, si è occupata dell’attività di famiglia.
Donna di grande tempra e curiosità, ha girato il mondo seguendo la sua passione per i viaggi: impegnata in associazioni culturali, si dedica tuttora anche alla poesia, ricevendo numerosi premi. In occasione dei suoi ‘primi’ cento anni, ricordiamo alcuni momenti della sua intensa vita”.

Festeggiare i cento anni di Adele Scotti, che ogni estate torna in vacanza a Ponza, nella sua abitazione vicino alla chiesa che domina il Porto, significa in questo caso riproporre sulle nostre pagine anche delle foto di famiglia molto antiche, in cui lei era molto piccola, e non solo. Di questo ringraziamo i suoi cari, e in particolare Mariassunta, poiché la ricostruzione non è stata semplice.

Adele è a sinistra. Con la mamma ci sono, credo, tutti i fratelli: da sin. Ninotto, Luisa, Totonno e il piccolo Vincenzo

Al centro maestra Lucarelli. Adele con vestito chiaro, seconda alla sua destra

Sugli Scotti, a sin in braccio alla madre, con le scarpette

Una rara foto di Adele nei pochi anni di insegnamento a Ponza

1 commento per Adele Scotti, l’altra faccia dei cento anni

  • Dante Taddia

    Adele Scotti, per me la signora Adele Piccolo, è stata una presenza che ha caratterizzato fin dall’inizio la mia vita ponzese. E’ stata sempre il riferimento sicuro delle mie vacanze, anche di pochi giorni sporadici che riuscivo a ritagliarmi tra una missione e l’altra in giro per il mondo. Mi piace ricordarla, oltre che come amica carissima di mia suocera Olga, come la mamma di Mariassunta e Rita, con le quali ho avuto maggiori occasioni di “colloqui estivi” a ogni incontro isolano.

    Fin da giovanissimo ho avuto una particolare attrazione per le “rosce” (in italiano, ragazze dai capelli rossi), e loro due non hanno fatto eccezione: ragion per cui si era creato fin dall’inizio questo feeling, maggiormente con Mariassunta, dato che la piccola Rita, conosciuta quando aveva poco più di sei anni, è entrata nel contesto di questa bella amicizia più tardi.
    Mi piace molto la rubrica che ogni settimana illustra sul sito un aspetto musicale diverso con “Una canzone per la domenica”.

    Ebbene, la signora Adele per me resta la vera canzone, non solo per la domenica ma per tutti i giorni dell’estate. E’ presto detto. Quando sono entrato nella grande famiglia ponzese di mia moglie Luisa ho assorbito anche i momenti che hanno caratterizzato la sua vita adolescenziale, in cui la musica l’ha sempre fatta da padrona: e la signora Adele ne è stata l’artefice.

    Non ricordo bene se si trattava di un registratore o di un giradischi, acquistato da mia suocera a Napoli nel grandissimo e prestigioso negozio del signor Antonio Piccolo: fatto sta che quello strumento strettamente associato alle varie trasmissioni radiofoniche, da Bandiera Gialla in poi, è diventato per me l’estate per antonomasia, e se posso tradurre in una sola parola, per me la signora Adele è stata “la musica” della vita ponzese. E questo lo ha fatto permettendomi di godere della sua presenza, da oltre cinquant’anni in qua.
    Grazie, Adele.

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