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Epicrisi 258. Secondo Artusi, ovvero…

di Sandro Russo

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La campagna elettorale permanente e altre storie in attesa di Natale

La settimana è cominciata abbastanza in tumulto. La tempesta di Santa Lucia (venerdì 13) non si è trascinata dietro solo la tenso-struttura, ma polemiche a non finire tra sindaci, ex-sindaci, aborti di sindaci e ‘piccoli sindaci crescono’ che per una volta si sono dati come appuntamento su Ponzaracconta. Quale ghiotta occasione stapparli per il prossimo Cenone…

Naturalmente è stata anche la settimana sotto Natale, per cui l’agro e il dolce se la son battuta in un’alternanza che non avrà mancato di interessarvi (…cari Lettori).


La prima edizione dell’Artusi è del 1891

Per seguire l’Artusi dovremmo cominciare con “brodi” e finire con “cose diverse”, ma credo che dal 1891 a oggi i gusti siano un po’ cambiati, quindi andremo avanti a “gusto nostro”.

Di ricette e memoria si è parlato alla presentazione del libro del nostro collaboratore e amico Rinaldo Fiore: “No chef”. È stata una serata ricca e stimolante e ne abbiamo fatto una cronaca (fatti e associazioni).
A essere precisi, pure la “canzone della domenica” parla – per così dire – di mangiare – …di quello (Roberto Murolo) che si vorrebbe addormentare tra le pizze di Sophia.

Ma ad alzare il livello dello scontro culinario sono i due articoli che seguono: la garbata presa in giro delle tradizioni dei napoletani per le Feste e la risposta più seriosa del semi-nordico (e semi-ponzese) Sandro Vitiello (…che sarà come il famoso bicchiere, dipende da come lo si guarda!).

In mezzo ci sta pure il panettone ai pomodori Torpedino canditi… Neanche se l’avessi ordinato apposta per questa Epicrisi!

…E anche il tris di confetti rossi metaforici dei giovani laureati di Ponza li mettiamo tra le portate dolci e festose.

Di Festività e Auguri scrivono anche Silverio Lamonica e Giuseppe Mazzella di Ischia, con un fondo amaro quest’ultimo, seppur fiducioso nella forte tempra dei suoi concittadini.

Andiamo quindi a Procida, buen retiro di Alessandro Baricco che propone il suo festival Maretica e un reading per il Natale dei suoi collaboratori: stavolta l’autore-attore Alessandro Mari.

Ma anche Ponza, nel suo piccolo si dà da fare; ce lo racconta Martina Carannante, in foto e video: La IV giornata del Santa Maria Christmas Village.

Le feste. Occasioni di incontri tra amici e parenti, chiacchiere e ricordi. Non si vorrebbe parlare di morti, eppure tutti gli anni succede.
Le feste sono ricordevoli – è un modo di dire diffuso nel meridione (non so se anche altrove), e anche quest’anno ci troviamo a ricordare due persone scomparse, sotto le Feste, conosciutissime e molto amate a Ponza: Adele Conte, zia della nostra Rosanna e Salvatore Pagano, lo storico ultimo guardiano di Zannone.

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Veniamo ora ai botti finali (comme si fosse ’na sfumante d’u Ffieno).

I danni fatti a Ponza dalla tempesta di Santa Lucia intanto hanno lasciato orfana di un luogo per allenarsi e per giocare le partite ‘in casa’, la squadra fenomeno del momento: le ragazze del Bull Basket Ponza, le bullette di cui settimanalmente scrive Paolo Iannuccelli (sette incontri, sette vittorie! …questa settimana riposano). Ma i danni non sono solo quelli, né solo per la squadra di basket.

Nel pervicace silenzio dell’Amministrazione su come risolvere l’impasse, prendono la parola un po’ tutti. L’occasione è data da una semplice comunicazione a cura della Redazione del danno subito dalla tensostruttura (leggi qui). Tra i commenti a seguire, Vincenzo Ambrosino riporta (da Fb) il parere l’ex sindaco Vigorelli; Martina Carannante dice la sua; ancora Vigorelli (dopo tanto tempo ricomparso sul sito) a smentire Martina; infine – sempre veicolato da Vincenzo – Danilo D’Amico.

Emblematica “l’apertura” di Vigorelli all’amministrazione.
Una opposizione onesta avrebbe scritto: “Vista l’attuale situazione disastrosa offriamo la nostra disponibilità”.
Lui ammaestra e bacchetta: dovete fare così e così, prendere i soldi da qui e piazzarli lì… Vi diciamo tutto noi, che voi nun sete bboni! Se obbedite senza fiatare, vi potremmo pure appoggiare.
La classica “collaborazione pelosa”!

Il “saggio” Vincenzo dà consigli e richiama Ferraiuolo ai suoi doveri istituzionali, ma non rinuncia al comizio… Da qualunque punto parta, arriva sempre al babau del “neoliberismo” e ai guasti dell’Europa. E quando non passa dalla porta, entra dalla finestra Fb (di ospiti compiacenti) o dai commenti.

Martina – che non parla a nome della Redazione di Ponzaracconta, ma suo proprio: sia chiaro! – propone le sue soluzioni; poi presa dalla vis polemica attacca Vigorelli che il fatto suo lo conosce e che le ribatte punto su punto (in commento allo stesso articolo).

Il giovane D’Amico sintetizza e ripropone quanto più o meno hanno già espresso gli altri.

Ora, chi deve prendere in mano una situazione complessa e ribattere all’opposizione, se non la maggioranza? Se questa tace, dà adito ad ogni ipotesi e speculazione.
In passato il sito è stato accusato (dalle opposizioni) di sostenere ciecamente l’Amministrazione – non è vero! …basta leggere le cose che scriviamo. Poi anche (dall’Amministrazione e dallo stesso Sindaco) di non tutelare abbastanza il loro operato, facendo finta di non capire che il problema non siamo noi che facciamo informazione, ma loro che non hanno una linea programmatica chiara e condivisa, né un addetto stampa (…lo ripetiamo da anni!).
Così chi deve parlare non parla e chi dovrebbe stare zitto sproloquia e organizza idee, listoni elettorali e referendum su come spendere i denari pubblici.

Invece la vocazione del sito sarebbe propriamente quella di costituire un serbatoio di idee, lievito per farle crescere: anche terreno di scambio. Ma le attuali posizioni dell’Amministrazione e dell’opposizione sembrano lontane da rendere possibile questa funzione.
In estrema sintesi: idee ce ne sarebbero…
Portarle avanti… Mah!
Comunicarle… Niet!

Insomma, volevamo brindare cu’ ’a sfumante, ma chiste è ghiut’ a’cite (…succede anche nelle migliori cantine!).

Però tra qualche giorno è Natale e l’Artusi consigliava per chiudere con: LiquoriGelatiCose diverse.
E chi siamo noi per non starlo a sentire?
– Vien’accà… Porte n’ata sfumante… e speramm’ ca chesta iesce abbone!
Bam…
È bone! È bone! Mettite sott’ i bicchier’ (…e bbagn’ arèt’i rrecchie, che porta bene!).

Auguri a tutti.

 

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