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Sudden Arabesque, di Christine Whittemore

Recensione di Silverio Lamonica

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Conosciamo Christine Whittemore perché è l’autrice di Inscription, romanzo storico sulla vita di Santa Domitilla. Ci è familiare essendo venuta di persona a Ponza, lo scorso settembre, a presentare la sua opera principale, nell’ambito di “Ponza Città della Cultura”.

Ma Christine è anche una sensibile poetessa, infatti di recente ha pubblicato una silloge di poesie  edita da Oversteps Books e intitolata Sudden Arabesque, titolo che in italiano è traducibile con Arabesco Improvviso.

Si tratta di circa cinquanta componimenti suddivisi in tre parti. Sono poesie molto delicate, che spaziano nelle varie forme stilistiche: dalle rime del sonetto, delle quartine e sestine, al brano in versi sciolti.

Sono immagini di vita che affiorano improvvisamente nei ricordi dell’autrice, la quale ne resta rapita ed affascinata, come davanti alle armoniose linee di un arabesco.

Due sonetti hanno suscitato in modo particolare la mia curiosità, non tanto per il tipo di “stanza poetica” che preferisco, quanto per il loro contenuto.

Il  primo ha un titolo che davvero incuriosisce: “Eel Pool” cioè “La piscina delle anguille”, in pratica “Il Murenaio”. Soffermiamoci sul primo verso: “The tide is out: the dark rocks cup their wells/ of life”. Che in italiano suona così: “La marea è finita: le oscure cavità rocciose i loro pozzi/ di vita”. Sembra quasi che Christine si sia ispirata al nostro famoso murenaio che lei, anni or sono, ha visitato in tutti i suoi particolari, per inserirlo poi nel suo affascinante racconto sulla vita di Santa Domitilla.

L’altro, di cui presento il testo in inglese con la mia traduzione, è “The Beach”, nel quale attimi di vita del presente e del passato si fondono in un armonioso arabesco, come avviene con l’onda spumeggiante che a tratti copre la sabbia della battigia:


The Beach

Fresh morning on the beach; the sea has slipped

away and left the pale sand simple, save

three shining pebbles and in shallow script

the arabesque of the withdrawing wave.

As a young girl, I cartwheeled on the beach,

Heels high, shell fragments pressed into my palms;

Now cartwheels make my head spin, and my reach

is tight, my body clumsy, these slow arms

unable to sustain my earthbound flesh.

The sky is still bright azure, washing clear

my tarnished mind; and still the salty mesh

of air and sea dazzles the atmosphere. 

But now the sheen upon the wave is gone,

and I have lost that light behind the sun.

 

La spiaggia

Fresco il mattino sulla spiaggia;

 il mare scivola via

 nuda è la sabbia,

solitari tre ciottoli risplendono

 e in labile grafia

 l’ arabesco dell’onda si ritrae.

Quand’ero fanciulla,

 sulla spiaggia facevo la ruota,

talloni in alto, frammenti di conchiglie

 tra le mani premevo; ma ora

le giravolte,  di testa i giramenti,

breve il mio allungo, goffo il corpo,

lente le braccia incapaci

la mia carne terrena a sostenere.

L’azzurro risplende ancora nel cielo

e rischiara la mia mente offuscata;

e con la trama di sale fra l’aria ed il mare

quest’atmosfera  abbagliante rimane.

Ma il luccichio dell’onda è ora svanito

e quella luce al di là del sole è finita.


Nella contro-copertina, oltre ad una breve biografia dell’autrice e relativa foto, vengono riportare alcune valutazioni di eminenti studiosi, docenti universitari e letterati inglesi e americani.

Mi piace riportare ciò che ha scritto Angela France, poetessa a sua volta, nonché docente di scrittura creativa presso l’Università di Gloucestershire GB:

Christine Whittemore, con l’esordio della sua silloge di poesie, fa riflettere grazie ad acute osservazioni, oltre ad esibire un ottimo controllo della lingua. La sua precisione e l’abile tocco con metafore sottili, portano ogni poesia ad invocare, per il lettore, ‘questa notte più veloce, quest’atmosfera differente’” Mentre Alison Brackenbury, poetessa e già lettrice di  inglese al St. Hughs College – Oxford, afferma: “Queste poesie sono un dono. Le loro osservazioni sono delicate e vitali. I loro colori convincenti. E’ altrettanto attenta alle parole e al ‘mondo selvaggio’ al di là di esse. La sua visione è lucida e profonda, il suo humour ironico. Questa è una raccolta assolutamente gradevole, che sembra terminare troppo presto”.

Dopo aver letto le splendide poesie di questa raccolta, confermo in modo ancora più convinto le note critiche riportate e, avendo il privilegio di uno scambio epistolare – via e-mail – con Christine, ne ho potuto constatare di persona: le acute osservazioni … l’ottimo controllo della lingua … essendo … altrettanto attenta alle parole … e, infine,  il suo humor ironico.

In copertina: “Pasqua” di Ruth End

Note
Di Christine Whittemore e del suo libro Inscription su santa Domitilla hanno scritto:

– Silverio Lamonica in Ponza, isola di storia e di mistero
– Martina Carannante in Santa Domitilla. Considerazioni di Christine Witthemore dopo il convegno a Ponza
– Enzo Di Giovanni in Incontro con Christine Whittemore per parlare di Santa Domitilla
– Rosanna Conte in La serata di lunedì con Christine Whittemore e Santa Domitilla

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