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Sindrome 1933. Presentazione a Napoli, Fondazione Valenzi

riceviamo come Comunicato Stampa in Redazione e pubblichiamo

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La S. V. è invitata
Martedì 5 novembre dalle 17 nella sede del Maschio Angioino
alla presentazione del libro di Siegmund Ginzberg “Sindrome 1933”

Non possiamo fare a meno di analogie, in questo libro le analogie tra il nostro presente e la Germania del 1933

La campagna elettorale permanente, un partito che non è di destra né di sinistra ma “del popolo”, un improbabile contratto di governo, la voce grossa che mette a tacere i giornali, l’odio che penetra nel discorso pubblico, le accuse ai tecnici infidi, il debito, la gestione demagogica e irresponsabile delle finanze. Sono le analogie che minacciano il presente e rischiano di farlo somigliare pericolosamente a un passato che credevamo di esserci lasciati alle spalle.
Quando Hitler nel 1933 divenne cancelliere del Reich, i cittadini tedeschi cominciarono a seguire incantati il pifferaio che li portava nel burrone. La cosa più strana, ma niente affatto inspiegabile, è che avrebbero continuato a credere religiosamente in lui anche dopo che erano già precipitati.

Questi i temi del libro di Siegmund Ginzberg, Feltrinelli editore, dopo i saluti di Lucia Valenzi ne parlerà il giurista e poeta Felice Casucci, ne leggerà dei brani l’attore Bruno Maccallini, sarà presente l’autore.

Siegmund Ginzberg nato a Istanbul nel 1948, emigrato bambino a Milano.
Sulle complesse e romanzesche vicende della famiglia, che si intrecciano a quelle del Novecento, da Istanbul alla Palestina ottomana, a Mosca a Praga, a Parigi e a Milano, ha scritto, prima di Sindrome 1933, quella che è stata definita un’autobiografia generazionaleSpie e zie, Bompiani 2016.
Giornalista, è stato per l’Unità in Iran durante la rivoluzione khomeinista, poi a Pechino, a New York, a Washington e a Parigi.
Ha collaborato a il Foglio, la Repubblica, e altri giornali.

Ufficio Comunicazione
comunicazione@fondazionevalenzi.it
Per ulteriori info scrivere a segreteria@fondazionevalenzi.it


Nota
 (a cura della Redazione)
Di questo libro abbiamo già scritto; ne “La prima cosa bella” del 12 agosto 2019: leggi qui

 

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