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105 64 80 91 viso-ponzese Il re delle triglie: Apogon imberbis

Me voglio fa’ ‘na casa…

di Francesco De Luca

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Chi sceglie di risiedere a Ponza può ben essere incluso nella categoria di coloro che vogliono farsi una casa ammiezz’o mare. Donizetti (1797 – 1848) scrisse la canzone Me voglio fa’ ‘na casa in napoletano, durante il suo lungo soggiorno nella città partenopea. E’ una canzone d’amore perché, anche se si attarda a descrivere talune strutture della casa, è la lode alla sua donna, alla fin fine, il risultato che vuole raggiungere. Ovvero decantare la sua bellezza, da tutti paragonata a quella del sole.

Tuttavia, pur puntando decisamente a rendere omaggio alla donna amata, qualche riflessione la induce il testo. Anzitutto la casa la vuol costruire nel mare. Perché? Perché nella distesa dell’azzurro, un edificio prende rilevanza, assume una particolarità unica.
Ed è davvero all’unicità quella cui aspira il costruttore giacché le pareti dovranno avere la leggiadrìa delle piume del pavone, e la preziosità dell’argento e dell’oro dovranno mostrare le scale, e la rarità dei gioielli i balconi. Lì, in quel nido di assoluta bellezza l’innamorato destinerà la dimora dell’amata, fulgida come il sole.

Con acida malignità si potrebbe trovare in questa descrizione la ragione di tanto abusivismo edilizio, sulle isole in generale.
E anche a Ponza. Ma sarebbe una rozza cattiveria giacché allontana, questo malevolo giudizio, dalla motivazione autentica. Si sceglie di vivere sull’isola perché si è immersi in un microcosmo di bellezza il cui godimento è a portata di mano, è gratuito, è diffuso.

E’ l’isola, la sua natura, il suo ambiente, a ridondare di attributi per cui è appagante vivere in una casa ammiezz’o mare.

Ha anche le sue criticità, e non è esente da spigolature nocive. Ma occorre affrontarle con la giusta disposizione d’animo. Quale? Beh …questo non è individuabile in modo categorico giacché dipende anche dall’età, dalle predisposizioni personali, dalle circostanze. La mia esperienza mi porta a concludere che risiedere a Ponza e il saperci vivere, è appagante.

Cosa può minare questo appagamento? La miopia di chi non rispetta la creanza del gruppo sociale isolano; di chi la vuol dominare con arroganza. Non c’è situazione peggiore che vivere in un isolato microcosmo, e sentirsi oggetto d’odio e perciò ricambiarlo. Non c’è stato periodo peggiore che quello, fortunatamente passato, in cui si è stati oggetto di odio soltanto perché invisi al Potere.

La nostra fortuna sta nella natura della nostra isola e nella natura del nostro vivere insieme.

Questa è la canzone di Donizetti, versione dei Duri in mp3

Me voglio fa’ ‘na casa
(Gaetano Donizetti – 1797-1848)

Me voglio fa’ ‘na casa ‘miez’ ‘o mare
fravecata de penne de pavune,
tralla la le la tralla la la la.

D’oro e d’argiento voglio fa li grare
e de prete preziuse li barcune
tralla la le la tralla la la la.

Quanno Nennella mia se va ‘affacciare
ognuno dice mò sponta lu sole
tralla la le la tralla la la la.

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