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Meno male che c’è il don Francesco

di Domenico Musco

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Ma veramente sono il solo ad essere contento quando parto con il don Francesco rispetto all’altra nave che è il Tetide che insieme a giornate stabilite fanno la linea per Ponza?

In genere quando Io dico tutti mi rispondono anche loro la pensano come me.
Ma allora sono io che parlo sempre con le persone sbagliate e che non capiscono nulla? Vogliamo parlare di confort? Pulizia? Sedili comodi? Servizi igienici degni del nome? Bar funzionante? Giusta temperatura dell’aria condizionata?
Viaggiare e guardare fuori re da quelle enormi finestre da cui entra una quantità di luce e di mare infinito… a me il viaggio risulta molto meno noioso….
Credo che bisognerebbe fare un supplemento di ragionamento a difesa del don Francesco e non essere talebani di teorie estreme perché da che mondo è mondo Ponza è e resterà un’isola turistica; con tutto il rispetto per quelle categorie che vivono di pesca o agricoltura che sono purtroppo per le evidenti difficoltà oggettive lavori sempre più difficili e poco remunerativi…
Allora accettiamo il fatto che se un turista viene a Ponza e trova una nave vecchia e arrugginita, per non dire altro, non rimane ben impressionato come biglietto da visita prima ancora dell’arrivo sull’isola.
Una delle obiezioni più dure contro questo catamarano è che porta pochi camion e macchine e anche che non va veloce come dovrebbe. Allora cerchiamo di risolvere in qualche modo questi problemi… La velocità di questa barca, è comunque sempre superiore all’altra nave, con tempo di percorrenza minore!
Altri ancora sostengono che non tiene bene il mare… ma scusate, i catamarani sono nati propri per tenere il mare, non a caso stanno sulle linee di tutto il mondo dove c’è mare formato…

1 commento per Meno male che c’è il don Francesco

  • Luisa Guarino

    Meno male che c’è Domenico che apprezza il Don Francesco! Personalmente ci ho fatto pochi viaggi, che non mi hanno soddisfatto per niente. Intanto i sedili non sono comodi: sembrano sfondati e senza imbottitura, però lo schienale è alto. Dove non c’è la formula tipo salottino non si sa dove mettere le gambe. Per raggiungere il salone principale bisogna salire scale e scalette, con percorso inverso una volta arrivati. Non mi sono informata se c’è un ascensore: immagino di sì. La luce e il mare che entrano dagli enormi finestroni sono una bellezza è vero: quando non è buio e quando il mare è calmo. Altrimenti sono un incubo. Così come la veduta fissa sulla prua, che può anche riempire d’angoscia finché non vedi le luci della terraferma. In quanto catamarano, dovrebbe tenere anche il “mare formato”? Sinceramente non me ne sono accorta. Potrebbe andare più veloce? Allora, perché non lo fa? Insomma, così com’è, il Don Francesco non mi sembra appetibile né per i residenti né per i turisti. Alla fine quindi, meno male che c’è Domenico che sa apprezzarlo.

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