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La malattia della ginestra

di Sandro Russo

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L’attenzione quasi inconsapevole che, percorrendo i viottoli tra le macchie dell’isola, guida lo sguardo verso qualunque vegetazione o colorazione inusuale, per il luogo o per la stagione, già da qualche tempo si era soffermata su questo particolare aspetto della ginestra (Spartium junceum).

È subito evidente che si tratti di una cosa non buona, di qualche malattia o malformazione vegetale di cui però nessuno, per molto tempo, ha saputo darmi una spiegazione…

Malattia Ginestra. Ponza loc. Schiavone.1 [1]

Malattia ginestra. Ponza loc. Schiavone.2 [2]

Malattia della ginestra a Ponza, località Schiavone

Malattia ginestra. Ponza Le Forna.1 [3]

Malattia ginestra. Ponza Le Forna.2 [4]

Malattia della ginestra a Ponza, Le Forna

Appare come un ispessimento dei tessuti, che divengono grossolani e ipertrofici e le foglie sono come ammassate tra loro, in nidi; ma guardando bene e sezionando le vermene – così si chiamano propriamente i fusti verdi cilindrici compressibili ma resistenti della ginestra, usati in passato come legacci per le viti – non abbiamo mai trovato parassiti visibili a occhio nudo.

Il fenomeno è ubiquitario sull’isola, prima più sporadico, ma forse solo perché recentemente ci ho fatto più attenzione; certo negli ultimi anni mi è sembrato più diffuso, spingendomi alla curiosità di vedere se è presente anche altre zone e a chiedere con insistenza notizia al riguardo.

Perseveranza infine coronata da successo, perché – grazie e Giuseppe Massari, botanico e insieme al fratello Giuliano, buon conoscitore di Ponza – sono venuti prima il nome della patologia, e poi, a cascata, varie altre informazioni.

La malattia non è solo un problema di Ponza; con la dovuta attenzione la si trova ovunque: l’ho vista in Sicilia e a Capri, dove l’ho sentita chiamare ‘cancro della ginestra’. Volgarmente questa  manifestazione è nota come “scopazzo della ginestra”, mentre in ambito botanico più propriamente di parla di “fasciazione della ginestra”.

Sicilia Riserva dello Zingaro. Patol. Spartium junceum.1 [5]

Sicilia Riserva dello Zingaro. Patol. Spartium junceum.2 [6]

Sicilia Riserva dello Zingaro. Patol. Spartium junceum.3 [7]

Immagini prese alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia (Prov. di Trapani)

Ginestra con fasciaz [8]

Immagina presa nell’entroterra pontino

Si tratta di una patologia da fitoplasmi, dei parassiti delle piante, appartenente alla classe dei Mollicutes, la cui sopravvivenza è possibile solo all’interno della pianta ospite.

I ‘fitoplasmi’ vengono considerati forme intermedie fra le entità virali e i batteri. Sono organismi di dimensioni simili a quelle dei virus e di conseguenza, come i virus, molti attraversano i filtri batteriologici.

Caratteristiche dei Fitoplasmi
A differenza dei batteri sono sprovvisti di parete cellulare e questo li porta ad assumere svariate forme; possiedono, però, una membrana di natura proteico-glucidica e lipidica. Non hanno un vero nucleo anche se contengono sia DNA che RNA. La loro riproduzione, peraltro non ancora perfettamente conosciuta, è simile a quella dei batteri (scissione binaria) [informazioni da Wikipedia].
I Fitoplasmi non sono coltivabili in vitro; sono cioè microrganismi ‘biotrofi’; non possono quindi vivere al di fuori delle cellule vive dell’ospite e non sono in grado di condurre vita saprofitaria.

I Fitoplasmi provocano malattie alle piante, localizzandosi nel floema (il sistema vascolare di conduzione della linfa, nelle piante) e sono trasmessi in natura da insetti dotati di apparato boccale pungente succhiante (afidi, cicadellidi).
I fitoplasmi invadono le vie floematiche della pianta e determinano nella  pianta infetta una duplice influenza: interferiscono sul normale funzionamento dei tubi cribrosi del floema (provocando il blocco o il rallentamento della circolazione della linfa elaborata), e alterano l’equilibrio degli ormoni e dei regolatori di crescita (inducendo malformazioni ed anomalie dello sviluppo).

Tale patologia può interessare le piante più diverse, oltre alla nostra ginestra:

Fasciazione su Echium plantagineum [9]

Fasciazione su Echium plantagineum (erba viperina)

Fasciazione in Erisimum sp. Foto Gianluca Nicolella [10]

Fasciazione in Erisimum sp.; foto Gianluca Nicolella

Fasciazione su dente di leone. Foto Giuliano Salvai [11]

Fasciazione su dente di leone. Foto Giuliano Salvai

Sempre nell’ambito isolano (ponzese), caratteristicamente, tale patologia non interessa quella pianta affine alla ginestra (genere Spartium) che è Genista ephedroides, recentemente rinominata Genista tyrrhena (genere Genista), il nostro comune ’uastaccètt’ [per un tentativo di classificazione delle cosiddette “ginestre”, su Ponza racconta, leggi qui [12]].

Conseguenze per le piante.
A parte il danno estetico, per la pianta le conseguenze non sono particolarmente gravi; la pianta non muore, anche se la zona colpita, dapprima ipertrofica, diventa poi sofferente, giallastra, e spesso secca: ma la parte è isolata dalla pianta stessa che ha altre parti normali e continua a vegetare. Per questi aspetti è una malattia a scarsa diffusività.

Fasciazione su pratolina. Fronte retro. Bis [13]

Fasciazione su pratolina. Dal basso e di fronte

Fitoplasmosi in Echinacea purpurea [14]

Fitoplasmosi in Echinacea purpurea

Fasciazione su Robinia pseudacacia [15]

La patologia interessa anche piante legnose: qui fasciazione in Robinia pseudacacia

Da quattro chiacchiere tra appassionati scambiate con Giuseppe Massari (*) – qualche giorno fa presso l’Orto Botanico di Roma – mi è stato chiarito che le piante spontanee in genere stanno bene; sono in grado di auto-proteggersi in quanto nel loro percorso evolutivo hanno imparato a farlo; non sarebbero sopravvissute, in caso contrario.

I problemi per loro nascono quando si verificano eventi “nuovi”, straordinari, come le introduzioni occasionali di parassiti estranei alla nostra flora, oppure sostanze inquinanti e via dicendo. In conseguenza di tali eventi, si verificano disagi anche in forma molto diffusa che, in genere, insorgono, si estendono, regrediscono fino a scomparire; è questione di tempo: serve quello necessario per organizzare le difese. Si considerano eventi ciclici proprio perché hanno un inizio e una fine; purtroppo si possono ripetere a intervalli più o meno lunghi.

Fasciazione su Spartium junceum.1 [16]

Fasciazione su Spartium junceum.2 [17]

Fasciazione su Spartium junceum.3 [18]

Giovane ginestra infetta [19]

Fasciazione su Spartium junceum; nell’ultima foto una giovane pianta infetta che fuoriesce da una ‘parracina’

“Che gli scopazzi, che non riguardano solo le ginestre, siano un segnale di indebolimento delle piante sembra altamente probabile” – dice Massari – “ma da qui ad attribuirli ad una causa precisa siamo ancora lontani”.
“Una concausa potrebbero essere gli incendi. Questi sono sempre avvenuti in ambito mediterraneo e le piante delle nostre latitudini sanno superarli quando sono un evento sporadico, mentre essi provocano danni ingenti quando si ripetono sistematicamente sulle stesse aree. I danni riguardano tutti gli organi del sottosuolo, apparati radicali, bulbi, rizomi, la microflora, la pedofauna, le micorrize, tutti i microrganimi dai decompositori ai fissatori d’azoto… in definitiva si compromette tutto ciò che assicura  il regolare svolgimento della vita delle piante.
Non è stato messo in evidenza un diretto collegamento ‘causa-effetto’ tra gli “scopazzi” della ginestra ed il fuoco, si tratta di una supposizione; ma i miei colleghi ed io, ne abbiamo spesso notato l’insorgenza nelle aree ripetutamente colpite da incendi.

“Trattamenti ipotizzabili? – gli chiedo ancora.
“In questa fase delle conoscenze solo prevenzione delle cause che possono indurre indebolimento delle piante. Tra cui in particolare – perché è nelle possibilità umane evitarli – gli incendi.
Le parti affette delle piante possono essere rimosse e bruciate da parte.
Di mezzi farmacologici neanche a parlarne; su vasta scala possono indurre problemi peggiori del male stesso”.

 

(*) – Diversi articoli di Giuseppe Massari sono stati pubblicati sul sito: leggi qui [20]o cerca nell’indice per Autori per cognome e nome