Rubrica dei Lettori

Le ragione del cuore

di Sandro Vitiello

Franco de Luca qualche giorno fa ci invitava a scrivere le ragioni per cui vale la pena passare tanto tempo a Ponza, non solo nella bella stagione.

Le mie ragioni, non tanto originali, potrebbero essere due: la natura e la gente.

La natura la possiamo declinare in tutte le stagioni; a me piace anche quella Ponza che spaventerebbe tanti forestieri.

Per quanto mi riguarda non c’è niente di più bello che assistere ad una bella tempesta di maestrale con le onde che massacrano lo scoglio del Pitruzziello e sentire gli spruzzi del vento che portano fin sopra casa mia frammenti di mare.

Non parliamo poi delle stagioni più miti o calde ma sopra tutto la primavera con i colori e i profumi delle ginestre.

Queste cose sono belle e preziose ma la vera ragione per cui io torno sempre volentieri è per ritrovare un pezzo di me stesso nella gente, non solo i parenti, alla quale, almeno una volta, ho detto buon giorno.

A mio parere nessuno meglio di Cesare Pavese ha scritto dei legami profondi tra una persona e i luoghi della sua infanzia:

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”

…e io credo che queste parole mi appartengano completamente.

Eppure…..

…eppure sto male ogni volta che, pur facendo delle belle discussioni con chi vive l’isola tredici mesi all’anno, pur arrivando a delle conclusioni condivisibili, alla fine ci si lascia sempre con un “…va buò!”, che mi fa capire che abbiamo fatto solo una bella chiacchierata.

Segno che senza quella frequentazione quotidiana di cui parlavo la volta scorsa, non si riesce a far decollare nessun progetto importante.

Lisa Guarino ci invita ad essere concreti e propone di farci carico di piccoli-grandi progetti che possano migliorare la quotidianeità della vita della nostra isola; mi trova perfettamente disponibile.

L’importante è che questo spazio non diventi una libreria piena di buone intenzioni ma uno strumento di confronto per chi abbia poi anche la voglia di fare.

PS: devo aggiungere che questo spazio (ponzaracconta) mi piace sempre di più anche perchè i tanti contributi che stanno arrivando raccontano di una parte dell’isola, la zona del porto, di cui avevo una conoscenza molto relativa.

Ciao

Sandro Vitiello

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