Voci di Ieri

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L’epicrisi ai tempi del virus. (271).

di Enzo Di Giovanni

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La cosa più difficile è separare i giorni dalle notti, e poi distinguerli, gli uni dagli altri. Quando Bauman elaborò il concetto di società liquida suppongo che non avesse come paradigma i tempi che viviamo. Nella società liquida mancano riferimenti: siamo immersi in una soggettività indistinta, tutta . . . →: L’epicrisi ai tempi del virus. (271).

Epicrisi 269. Giornata della donna… a prova di virus

di Luisa Guarino

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C’era una volta la Giornata internazionale della donna, banalizzata in seguito come Festa della donna, entrambe celebrate in data odierna, 8 marzo: la prima in qualche modo sopravvive anche quest’anno, mentre la seconda è stata spazzata via dal Covid 19 e dalla paura del virus. Niente cene e . . . →: Epicrisi 269. Giornata della donna… a prova di virus

Epicrisi 268. Quaresima e Resurrezione?

di Giuseppe Mazzella

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Sì, siamo proprio in Quaresima. La settimana si è sviluppata – non solo sul nostro sito – tra la paura del coronavirus e l’incertezza economica per il futuro. Un’esperienza che, a giudicare dall’eco che i mass media stanno dando, sta mettendo a dura prova il sistema Italia . . . →: Epicrisi 268. Quaresima e Resurrezione?

Epicrisi 266. La fatica di vivere, il piacere di leggere

di Sandro Russo

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Molto varia la settimana su Ponzaracconta; anche particolarmente focalizzata, tra belle e brutte notizie. Da dove cominciare? Ci sono due scuole di pensiero. Una cosa che ancora ricordo da mio nonno di Ponza – Ciccill’ Zecca – è che qualche volta chiedeva a noi nipoti se mangiavamo . . . →: Epicrisi 266. La fatica di vivere, il piacere di leggere

Epicrisi 262. Letargo ponzese

di Alessandro Romano

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Quella della sonnolenta invernata isolana è una storia antica che esiste da quando furono inventati i ponzesi. Con le prime piogge ed i primi freddi tutto rallenta: la vita quotidiana, le abitudini, le attività, ma anche e soprattutto i cervelli. Come per difendersi . . . →: Epicrisi 262. Letargo ponzese

Epicrisi d’inverno (261)

di Enzo Di Giovanni

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Viviamo come sospesi, sul filo della memoria. Non è solo uno stato emozionale, ma una ricerca incessante di una identità che ha necessità di essere continuamente rinnovata. E’, credo, un segno distintivo dei nostri tempi, più che di altri. Le ragioni, note, sono molteplici: la più . . . →: Epicrisi d’inverno (261)

Epicrisi 260. L’augurio per l’anno nuovo è campare cent’anni e più

di Giuseppe Mazzella

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In un famoso sketch il grande Totò, scorrendo i necrologi del giornale, cito a memoria, esclamava: “Ci fate caso che muoiono sempre le stesse persone?”. Una battuta che solo apparentemente può apparire surreale, ma che contiene una verità profonda. Noi ci ricordiamo di una persona che muore, . . . →: Epicrisi 260. L’augurio per l’anno nuovo è campare cent’anni e più