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Un ricordo estivo… Francesco Sandolo

di Francesco De Luca

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Sembra una maledizione: ogni volta che cito il dott. Sandolo è sempre per rimarcarne la disdicevole (per me) gestione amministrativa.
E invece voglio sottolineare come Francesco Sandolo abbia una sua carica di ricordi non legata all’ essere stato amministratore. E’ stato un ponzese con una forte carica umana.

Di questi tempi, ovvero nel periodo dell’estate torrida, al mattino io andavo in ufficio sulla Parata e lui, verso le dieci usciva da casa, prospiciente all’edificio scolastico, in costume e con l’asciugamano sul braccio. Scendeva le scale all’interno dell’albergo Bellavista per farsi il bagno nella spiaggetta della Parata.

Questo fu possibile dopo aver sedato la disputa avuta con l’antica proprietaria dell’albergo. Aveva avuto un contenzioso con la signora Linda Verde. Un contenzioso non personale bensì amministrativo ma, si sa, nei piccoli paesi, gli scontri finiscono sempre per diventare personali. Con l’uscita dall’Amministrazione e col passaggio dell’albergo ad Erasmo (figlio di Linda Verde) i rapporti si erano addolciti e il dottore praticamente usufruiva di una spiaggetta sotto casa.

Lo dico con ammirazione. Lui, un omone alto un metro e ottanta, dal fisico robusto, difficile che non fosse in primo piano. E infatti è stato sindaco di Ponza dal 1951 al 1975, in modo discontinuo, per quasi 25 anni. Medico di base, quando i medici andavano a casa a sincerarsi dei malanni dei pazienti. Infaticabile, generoso, disponibile oltre misura.
Utilizzo questi aggettivi perché umanamente il dott. Sandolo era un compaesano di casa. Una garanzia di affidabilità umana. La sorte gli serbò una condizione favorevole: quella di conoscere di persona la gente, in quanto medico.
Avrebbe potuto accontentarsi dell’arte medica in cui era abile, pronto, sicuro. Volle coltivare anche la passione politica. Cosa degna in sé. Ma la commistione gli insinuò uno stile di vita protettivo, bigotto, padronale, biecamente paternalista. E’ una mia idea, sia chiaro, ma il suo comandare voleva essere quello di un genitore che sa, comprende, decide ed impone. Col tempo il modello si sclerotizzò nell’essere monolitico, incurante dell’opposizione, teso ai suoi adepti, ostico verso chi lo accusava di dispotismo.

Come al solito ho finito col parlare dell’aspetto politico di Francesco Sandolo. Fino ad una certa data fu un amministratore che portò Ponza fuori dalla visione di ‘isola confinaria’. Poi da ‘paternalista’ non diede spazio a chi avrebbe dovuto dare un indirizzo al fenomeno turistico nascente. Con un moto popolare fu portato sul Comune (i Fornesi, nell’insediamento, gli regalarono una sedia nuova), con un altrettanto moto popolare fu mandato a casa (anno 1975).

Lo ricordo sereno, rinfrescato, dopo la nuotata alla Parata. Ed è questa una immagine che voglio tenere per me.

Nel Sito ci sono vari articoli che ne parlano. L’ho voluto ricordare perché mi appare illuminante emettere giudizi su chi ha avuto responsabilità per i Ponzesi e per l’isola avendo davanti una loro foto in calzoncini. Svaniscono la boria, l’arroganza e si evidenzia l’umanità. Senza orpelli.

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