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Ma questi “pariolini”..!

di Silverio Lamonica

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Ormai da oltre un decennio a Ponza, la seconda metà di luglio è caratterizzata dalla “invadente” presenza di questi figli di papà, le cui intemperanze sembrano aumentare di anno in anno.

Quest’anno pare che le loro sregolatezze abbiano raggiunto il top, tanto è vero che sia i barcaioli ponzesi e sia i conducenti di taxi hanno deciso in modo unanime, di sospendere il servizio nelle ore serali.

Qualche domanda me la pongo: il turismo giovanile, dell’età compresa tra i 15 e i 25 anni, si verifica solo a Ponza? Inoltre, se Ponza non è la loro meta esclusiva, in altre località turistiche italiane come si comportano? Perché solo a Ponza si verificherebbero certi eccessi?

La verità, secondo me, è una sola. Da circa vent’ anni a questa parte, la nostra isola si è ridotta a “villaggio turistico” e un villaggio turistico, senza una offerta turistica ben precisa e dettagliata e senza animatori di un certo calibro, non può funzionare.

I genitori di questi ragazzi prenotano singolarmente le case vacanze dove alloggiare. Una volta a Ponza, formano i vari gruppi e gruppetti. Non è necessario aver studiato le dinamiche dei gruppi per prevedere che il comportamento del singolo – in compagnia – può facilmente degenerare sfociando in atti inconsulti ( ciò capita anche tra gli adulti, specie quando, in ambito conviviale, si alza il gomito).

A questo punto l’Amministrazione Comunale si trova di fronte ad un bivio:

  1. Chiedere per tempo al Prefetto di Latina di rinforzare la presenza dei tutori dell’ordine nella seconda metà di luglio, onde reprimere tali eccessi coi mezzi che la legge prevede.
  2. Predisporre, per tempo, in pieno accordo con la Pro Loco (con cui il Comune sembra che si sia rappacificato) un valido programma di attività ludico – sportive per questi ragazzi, dirette da animatori professionali. Le varie attività potrebbero prevedere dei premi, quali il prolungamento di qualche giornata del soggiorno a Ponza e/o la fornitura di qualche attrezzatura subacquea e così via. Non sarebbe difficile reperire i fondi disponibili, grazie alla tassa di sbarco e all’introito delle visite alle cisterne romane (…a proposito, caro sindaco, perché sono chiuse?).

Ponza può offrire una vasta gamma di attività sportive: dal nuoto, ai tuffi ,alla canoa, oltre al trekking, al calcetto sulla spiaggia … basta sapersi attrezzare e ingaggiare gli animatori giusti. A proposito di calcetto su spiaggia, quest’anno a Ponza nessuna iniziativa in programma. Colpa del Covid? Ma come mai i campionati di calcio di serie A, B, C …sono ripresi alla grande?  Un’intensa giornata di sport e di altre attività ludiche, smorzerebbe e di molto l‘esuberanza dei soggetti, ma soprattutto rafforzerebbe in loro il senso civico.

Personalmente propenderei per questa seconda ipotesi, anche se molto più impegnativa della prima che prevede l’impacchettamento dell’intollerante, spedito a casa con tanto di Bolla d’accompagnamento, ossia il famigerato Foglio di via. Provvedimento a prima vista molto efficace  ma non credo formativo, anzi – nella totalità dei casi – inasprisce la volontà del soggetto a perseverare nell’intolleranza. Tuttavia la seconda soluzione non esclude l’altra, quando si è di fronte a fatti eclatanti di turbativa dell’ordine pubblico, che però – ne sono certo – con un programma di attività ben congegnate, si ridurrebbero a casi isolati e sporadici.

Forse la mia sarà pure una deformazione professionale avendo cercato, per oltre quarant’anni, di svolgere al meglio la professione di maestro prima e di dirigente scolastico poi, ma ritengo che la società non possa limitare la propria azione, nel garantire l’ordine pubblico e la pacifica convivenza,  esclusivamente con la repressione e la punizione. La società, tra i vari compiti – lo si creda o no – ha pure quello di concorrere all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni, senza tralasciare nessuno, soprattutto i più  disagiati e i più “riottosi”.

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