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Andrà tutto bene, speriamo

di Sandro Vitiello

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I pescatori ponzesi hanno passato tanta parte della loro vita a pescare ovunque ce n’era la possibilità.
Abbiamo scritto abbondantemente dei legami di Ponza con la Sardegna e i gemellaggi degli anni passati ne sono stati ulteriore conferma.

Ci sono piccoli aneddoti che tornano alla mente in giornate lunghe da riempire come quelle che stiamo vivendo tutti noi, nessuno escluso.

Nel 1939, passata la festa di San Silverio a Le Forna a fine febbraio, i nostri compaesani erano pronti a ritornare in Sardegna.
La famiglia Sandolo e altre, proprietarie dei velieri che commercializzavano aragoste, avevano approntato le imbarcazioni.
La sera prima della partenza, come rito di buon auspicio, questi grandi velieri erano alla fonda a Cala dell’Acqua.
Dopo aver caricato tutte le piccole barche da pesca che sarebbero andate in Sardegna i pescatori passavano le ore che precedevano la partenza in compagnia dei marinai delle ‘mburchielle.
In lontananza si sentiva la musica arrivare dalla casa dei Sandolo: si faceva festa. Era darsi coraggio, era l’augurio per una stagione proficua.

Arrivate in Sardegna, le barchette dei pescatori venivano messe in mare davanti alla costa di Aglientu – per noi Vignola – e incominciavano a lavorare.
Si facevano da subito le nasse per la pesca alle aragoste, si buttavano in mare le poche reti che si avevano in dotazione per pescare un po’ di pesce da mangiare e che in seguito sarebbe servito anche come esca per le nasse, si cominciava da subito ad andare a trovare gli amici sardi.
Ma nel ’39 successe qualcosa di strano.

I Sandolo avevano a Marsiglia un negozio con tanto di vivai dove arrivavano tutte le aragoste raccolte dai propri velieri in Sardegna.
Da lì venivano vendute e distribuite in tutta la Francia. Da lì arrivò l’ordine di cambiare destinazione al pescato. Le aragoste dei pescatori ponzesi in Sardegna non sarebbero più andate a Marsiglia, la nuova destinazione era Barcellona.

Che aveva di così importante Barcellona da potersi permettere il lusso di ritirare un prodotto speciale e caro, anche per l’epoca, come le aragoste?
Ci aveva messo lo zampino la storia. Quella storia che a volte trova percorsi nuovi e impensati per riscrivere i destini della gente.

Era successo che un anno prima in Spagna era finita la guerra civile con la vittoria del Franchismo e con la sconfitta del Fronte Popolare.
I ricchi esultarono e fecero festa molto a lungo.
Le aragoste dei pescatori ponzesi andarono ad arricchire le tavole di quanti in Spagna potevano permettersi quelle prelibatezze.
Pur di portarle via alle tavole dei francesi furono disposti a pagarle il doppio.
Una parte di quei tanti soldi arrivarono nelle tasche dei pescatori che, alla fine di quella strana stagione, portarono a casa una piccola fortuna.

Che fine fecero quei soldi?
Questa è un’altra storia che forse un giorno racconterò.

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