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Un problema per molti, una richiesta sentita

Segnalato da Pasquale Scarpati

 

Gentile Redazione
Come scrivevo in privato nella mia precedente, ho il cruccio di non poter andare nell’orto. Pare che ora il Governo abbia consentito ai vivaisti di vendere le piantine al dettaglio. Ma non si esprime in merito a chi possiede l’orto un po’ distante da casa.
Già giorni addietro ho sollevato la questione al Comune di Formia, ricordando che la Regione Sardegna aveva messo nero su bianco all’art 5 dell’ordinanza regionale del 27 c.m.
Poiché penso che anche a Ponza ci sia questo problema – anzi è sicuro che c’è – poiché le catene di terra sono tutte sparpagliate, vorrei far circolare questa “lettera aperta” trovata su un sito internet. Vedete se è il caso di pubblicarla.
Un cordiale saluto
Pasquale

Volentieri, Pasquale, la facciamo nostra. Grazie.
La Redazione

[1]

Lettera aperta alle autorità
All’attenzione del Governo

Buongiorno
Mi permetto di scrivere per sollevare una questione relativa al decreto del 22 marzo 2020 sull’emergenza COVID 19.

La mia richiesta riguarda la possibilità di coltivare un orto anche per chi ha un terreno in proprietà o in usufrutto distante qualche chilometro dalla propria abitazione.

Gestisco Orto Da Coltivare, sito web e community social che coinvolge oltre 100.000 persone e scrivo facendomi portavoce di molte persone che in questi giorni mi contattano segnalandomi l’impossibilità di raggiungere il loro orto.

Condivido l’importanza di serie misure anti contagio, che inevitabilmente chiedono dei sacrifici a ciascuno e mi sento grato a chi affronta responsabilità di governo in questo periodo. Chiedo però alle autorità di valutare la possibilità di aprire uno spiraglio per chi coltiva. 

Orti e piccoli frutteti sono importanti per molte persone e per questo andrebbero tutelati.

La piccola agricoltura famigliare per autoconsumo rappresenta per molte persone un’integrazione importante al bilancio famigliare.  A maggior ragione in questo drammatico momento in cui tanti non sono in condizione di lavorare. Penso anche all’importanza che rivestono in molte zone piccoli oliveti e vigne.

Altrettanto importante è la funzione terapeutica dell’orto: attività all’aria aperta utile a scacciare ansia e stress, come comprovato da moltissimi studi. Anche questo è importante, in un periodo dove le preoccupazioni certo non mancano.

Nelle faq relative al decreto #iorestoacasa è stata pubblicata una risposta che inserisce la vendita di piantine [2] e sementi al dettaglio tra le attività che possono restare aperte. Questo primo importante passo dimostra una sensibilità del governo verso questo mondo.

Tuttavia molte persone coltivano un orto non adiacente alla propria abitazione. Sono spostamenti molto brevi, visto che la terra richiede una cura quasi quotidiana, ma che oggi non è possibile compiere. La motivazione di coltivare l’orto non è presente tra quelle stabilite dal decreto, per cui si presume sia vietato spostarsi per farlo.

Per questo richiedo di inserire la possibilità di recarsi nel proprio orto, a patto di farlo con le dovute accortezze.

Rimando a persone più competenti di me normare le precauzioni e le restrizioni da imporre perché l’attività sia sicura e non possa portare contagi. Ma penso che una persona che si reca da sola a lavorare la terra in un luogo isolato non costituisca alcun pericolo in questo senso.

Spero che prendiate in considerazione al più presto la questione: la terra richiede una cura costante e aprile è un mese fondamentale per impostare l’orto, con semine e trapianti che determineranno il raccolto estivo.

Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto

Matteo Cereda
Orto Da Coltivare: www.ortodacoltivare.it [3]

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