Voci di Ieri

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Cari amici vicini e lontani…

di Gabriella Nardacci

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Così è finito anche un altro anno e questo tempo sembra accelerare sempre più la sua corsa, tanto che ‘ieri’ sembra appartenere al passato remoto.
Tanti sono stati, per me, i pensieri in questi giorni di festa appena trascorsi. Cosa certa è che il Natale conserva sempre la magia degli abbracci, dell’incontro, dello stare insieme, del dono e delle tradizioni culinarie con i parenti, con i bambini e con gli amici.

In questi giorni sono stati proprio gli amici che si sono resi protagonisti nei miei pensieri. Ho visto numerosi film dedicati all’amicizia che, a volte, per me, è valsa più dell’amore e ho dato spazio alla memoria, rivedendo vecchie fotografie e rileggendo lettere di anni fa scritte da amici. In queste lettere, ho sempre riscontrato quel qualcosa in comune che ci legava: poesia, letteratura, musica cinema e teatro…

“…Quando sentivamo l’eco delle grandi trasformazioni del ’68.
Cantavamo ‘Come potete giudicar’ dei Rokes e le canzoni di Battisti e anticipavamo la rivoluzione dei costumi possibile in quegli anni con ‘L’isola di Wight’… Eravamo nel pieno della filosofia con la visione salvifica di Cristo di Kierkegaard, con l’inconscio di Freud, il criterio della morale di Kant, il capitalismo di Marx e l’esistenzialismo di Sartre; quest’ultimo ci riguardava più da vicino in quanto ci poneva di fronte una verità importante, opinabile o meno, circa l’uomo che non è altro che ciò che egli fa della sua vita. Bella responsabilità ci dava la filosofia, eh?…”.

E ancora: “…Tutto partì da quel film ‘Il posto delle fragole’ di Bergman con il suo tempo, il cambiamento, la paura, la maschera che l’uomo indossa per risolvere le sue crisi… E poi Antonioni, quella nota stonata di De Sica con ‘Il giardino dei Finzi Contini’, la crisi della fede in ‘Luci d’inverno’, il bel Cristo finalmente moro di Pasolini e poi Chaplin e quel paesaggio notturno maleodorante del ‘Il monello’… Insomma, il nostro cineforum.
Tanti film e tante discussioni, e ora… Mariella e Enzo si sono sposati e vivono le loro crisi di coppia in maniera ciclica, Anna e Marilena sono impiegate in una grossa azienda, Margherita lavora in biblioteca, Paolo suona in un gruppo, Sergio non c’è più, Mauro vive in Sardegna… e Giancarlo? Ah sì, Giancarlo vive in Australia. Gli altri (quasi) non li ricordo…”.

Ne è passato di tempo! Una decina di anni fa, ho provato a ricostruire un gruppo. Eravamo cinque-sei amiche con gli interessi di cui sopra. La domenica pomeriggio, a casa mia, era una festa. Un film o un libro letto diventavano fonte di dialoghi costruttivi e che, insieme a un dolce e a un buon bicchiere di prosecco, ci facevano così bene che il giorno dopo ci ringraziavamo a vicenda per quei pomeriggi amichevoli.
La vita, però, ha la capacità di cambiarci i percorsi. Doveri e obblighi ci travolgono e ci succhiano il tempo tanto velocemente che arriva sera e ci sembra d’aver vissuto solo un’ora!

Libri, film e teatro, sono rimasti miei compagni di vita. Rileggo vecchi classici e sono capace, quando rimango da sola, di vedere anche quattro film uno dietro l’altro.
Mi piace capire cosa c’è dietro la scelta di certi scrittori e ne studio anche il loro percorso di vita. Molti hanno sentito e sentono il sentimento dell’amicizia, come un dono speciale e ne fanno opere come il dialogo tra la volpe e il piccolo principe (Antoine de St Exupery), Malpelo e il suo amico ranocchio (Verga), conte di Montecristo e abate Faria (Dumas), Amleto e Orazio (Shakespeare), Achille e Patroclo (Omero), Eurialo e Niso (Publio Virgilio Marone), Sal e Dean (Kerouac), H. Potter e Weasley (Rowling), Frodo e Sam (Tolkien), il vecchio e il mare (Hemingway)… portati anche sullo schermo. Ce ne sono tanti e tanti altri ancora degni di menzione, ma mi limito a citare quelli che mi sono venuti in mente di primo acchito.

Prima della fine dell’anno 2019, sono stata a vedere uno spettacolo teatrale al mio paese: l’attrice Iaia Forte ci leggeva Morante.
Ci sono andata senza pensarci su due volte perché Elsa Morante è una delle scrittrici che amo e di cui tanto ho tanto apprezzato L’isola di Arturo, oltre ad altre opere.

Iaia Forte ha letto La Storia. Non supera L’isola di Arturo, secondo me, che rimane un capolavoro di rara bellezza, ma è una bella storia ambientata nel dopoguerra (della seconda guerra mondiale). Narra la storia di Ida, un’insegnante che tiene nascoste le sue origini ebree per paura dei fascisti. Subirà, durante la sua vita, diverse umiliazioni fra cui lo stupro. Rimarrà incinta e partorirà Useppe. Insieme, madre e figlio vedranno la loro casa bombardata e verranno accolti da una famiglia. Useppe morirà per attacchi di epilessia e Ida impazzirà.
Credo che questo romanzo sia valido al fine di mantener viva la memoria e voglio immaginare che anche per Elsa Morante sia stato così.

Elsa aveva un amico molto importante: Pier Paolo Pasolini. Si dedicarono libri e lettere. Condividevano morale e scelte politiche, si sentivano attratti entrambi dai giovani ragazzi. Amavano il mondo degli emarginati e si opponevano alla borghesia. Da questo romanzo in poi, alla stima reciproca tra i due si contrapposero anche rabbia e biasimi. Si stimolavano e si schermivano a vicenda ma continuavano a creare opere dedicandosele.
Sembra che Pier Paolo abbia accusato Elsa di populismo e di narcisismo.
Elsa gli rispose con il calligramma ‘Madrigale a forma di gatto’ tacciandolo di finto amore, malafede ideologica e ipocrisia.
Nel 1971 un certo ‘Ninetto’, a cui Pasolini era interessato, si sposò. Pier Paolo entrò in crisi e si confidò con Elsa, che però si mise dalla parte di Ninetto.
Qui avvenne la rottura definitiva della loro grande amicizia.

Non so perché ho voluto scrivere queste riflessioni, ma quando un anno finisce e ne ricomincia uno nuovo, mi vengono sempre in mente gli amici, e nell’anno appena passato tutti quelli menzionati in questo pezzo in qualche modo li ho incontrati.

Mi è sembrato giusto parlarvene, cari amici che siete lì a leggere. Credo sia uno dei miei modi per dirvi che vi ho pensato.
Auguri per il nuovo anno con la speranza possa essere foriero di buone cose per tutti voi della Redazione e per tutti coloro che ci leggono.

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