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Cara Rosa

di Rosanna Conte

 

 

Ci hai lasciati proprio alla fine dell’anno. I tuoi 102 anni, il tuo viso giovanile e sorridente, la tua sempre dolce presenza erano un po’ un baluardo difensivo e confortevole per chi veniva dopo di te.

Quando passavo davanti alla tua porta non potevo non entrare a salutarti e, anche se non parlavi più con me, ricordavo tutto quello che mi avevi raccontato un po’ di tempo addietro.

La dolce e timida ragazza di tanti anni fa ha mantenuto nei suoi occhi sempre viva la forza di una coscienza serena, di una disponibilità alla vita che rendevano conciliante e operativo il suo modo di essere.

Aveva il  dono prezioso della voce, così intonata e carica di sentimento da incantare perfino Sandro Pertini (leggi qui) Amava cantare spensierata mentre affinava la sua abilità nel cucire.

E’ stata maestra di sartoria di tante ragazze ponzesi che da piccole venivano mandate da lei per imparare un’arte che era necessaria nell’economia delle famiglie di un tempo.

Rosa era bella e il papà ci teneva a custodirla in casa sotto gli occhi della mamma e della nananna, la nonna, che da grande matriarca decideva delle cose a cui erano addette le donne…ma anche di altro.

Raramente usciva e solo per necessità.

Il suo lavoro di sarta, molto apprezzato, poteva portarla anche alla casa della moglie dell’ufficiale fascista, oppure a ricevere  qualche confinata. Aveva imparato l’arte  del cucito dalla moglie dell’anarchico Vellucci che abitava di fronte e con la sua famiglia i rapporti furono sempre di scambio e rispetto, naturalmente con le dovute cautele per non incorrere nelle ritorsioni fasciste.

Cara Rosa, hai dedicato tutta la tua vita al lavoro, alla famiglia, alla chiesa.

Le preghiere e i canti religiosi hanno corroborato e sostanziato il tuo operato recuperando alla memoria anche canti che stavano cadendo nell’oblìo come la Vita miracolosa di Maria cantata durante il pellegrinaggio che dalle Forna arrivava  al cimitero di Ponza all’alba dell’8 settembre, festa della Madonna della Salvazione (leggi qui).

Grazie, cara Rosa, ci hai lasciato un tassello delle nostre tradizioni e del nostro passato ponzese con grande naturalezza e semplicità così come è stata la tua vita.

 

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