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Bilanci… Quali?

di Francesco De Luca

 

Enzo Di Fazio, nella sua Epicrisi ultima, caratterizza questo periodo dell’anno solare come ‘tempo di bilanci’. Prendo lo spunto dalla sua osservazione e ne seguo gli sviluppi nel mio pensiero.

Bilanci… La parola trasporta un’immagine in un concetto, oppure, che è lo stesso, illustra una riflessione razionale attraverso un’immagine. Quella di una bilancia con due piatti: in uno i pesi e nell’altro l’oggetto. I pesi rappresentano lo sforzo e la valutazione conclusiva da attribuire all’oggetto o al fatto o alla decisione realizzata. I piatti mostrano visivamente quale dei due sale ovvero ha efficacia, valore, profitto, e quale sia stato l’impegno profuso e la fatica.
Così si fa il bilancio di una iniziativa, di una realizzazione materiale o ideale, di un percorso di vita, di una esperienza. I costi, le difficoltà da una parte e dall’altra la realizzazione, l’obiettivo raggiunto, la soddisfazione.
Lo si fa per quanto attiene al commercio, alle relazioni, alle finanze.

La condizione imprescindibile perché si possa determinare un bilancio è l’essere in vita. Un’altra condizione, subordinata alla prima, è che il bilancio si attui in un settore particolare dell’attività umana. Voler fare quello esaustivo, conclusivo di tutto, spetta alla morte.

Enzo probabilmente vuole invitare a dedicare questi giorni di ozio dal lavoro a mettere ordine nella propria coscienza (privata e pubblica; soggettiva e collettiva). E’ un invito saggio giacché soltanto dopo aver visto e soppesato i due piatti della bilancia ci si può lanciare in una nuova impresa.
Con l’anno nuovo, sottintende Enzo, si possono intraprendere nuovi percorsi, nuovi obiettivi, nuove finalità. Così suggerisce la prassi delle cose umane e così ci attendiamo che avvenga anche per le cose ponzesi.
E qui l’allusione chiaramente va alle faccende amministrative. Oltre l’allusione però non vado, per non farmi catalogare come chi rompe le scatole agli amministratori invece di lasciarli lavorare in pace. Cosa che auspico con tutto il mio trasporto.

Ma di bilanci si potrebbero riempire pagine e pagine del Sito. I settori della vita sono molti e tutti suscettibili di bilancio. E tutti sarebbe opportuno che passassero sotto la misurazione del ‘ bilancio’. Perché esso porta in evidenza i difetti e le positività, le crepe e le solidità.
Il bilancio è l’anticamera della progettualità. Se nessun nuovo cammino è in animo di intraprendere non c’è bisogno di alcun bilancio. Va tutto bene!

Va tutto bene? La domanda stessa sottintende una risposta, e non è positiva. E allora? Allora ci si attardi sul ‘bilancio’ così da intravedere una risposta adeguata.

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