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Chiusura scuole e cimitero per allerta meteo

segnalato dalla Redazione

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In data odierna, visto il bollettino di criticità emesso dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile del 20/12/2019 n. 1042426 e ricordata la tempesta di vento abbattutasi sull’isola il 13 dicembre scorso, il Sindaco ha emesso l’ordinanza n. 94 con la quale dispone:

la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado ricadenti nel territorio del Comune di Ponza per l’intera giornata del 21/12/2019;
la chiusura del Cimitero per i giorni 21 e 22 dicembre 2019;

invitando la popolazione a non uscire nei predetti giorni se non in caso di effettiva necessità.

In formato .pdf l’ ordinanza_94.2019  del 20/12/2019

 

1 commento per Chiusura scuole e cimitero per allerta meteo

  • Non solo le condizioni meteo che cosa succede la Ciro Piro?

    LA REGIONE SI MANGIA IL CIRO PIRO.
    IL COMUNE NON HA FATTO UN BEL NULLA
    PER IMPEDIRE QUESTO SCIPPO.

    Il discorso di Franco Ambrosino al Consiglio Comunale di giovedì 19 dicembre 2019)

    Non avrei mai voluto che ad una seduta del Consiglio Comunale si dovesse affrontare una problematica relativa all’Ipab Ciro Piro… Chi mi conosce, sa quanto ci sono affezionato.

    Sono stato membro del Consiglio di Amministrazione per diversi anni e poi da Amministratore locale, ho dato il mio contributo affinché il nostro Ente di beneficenza fosse sempre ben considerato e rispondente alle esigenze dei suoi piccoli frequentatori e dei loro genitori.

    Con la sua validissima Presidente, la maestra Bonaria, si stava valutando di farlo funzionare anche nel periodo estivo, come Ludoteca per i nostri bimbi ma anche per i bimbi dei nostri turisti -, tutto per cercare di dare nuova linfa e maggiori entrate a questo ente che, va ricordato, esiste dal lontano 1929 e che sempre ha svolto la sua funzione chiaramente indicata dal suo benefattore.

    Oggi, presidente e colleghi consiglieri, venite in Consiglio a proporci questa delibera di intenti allo scopo di rendere il “Ciro Piro” patrimonio dell’isola e bene pubblico, per tentare di sottrarlo alla giurisdizione Regionale e alla legge che impone le fusioni tra Ipab (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza).

    Ora è evidente che, allo stato, anche noi consiglieri di opposizione voteremo tale proposta di delibera, dando il nostro contributo alla risoluzione del problema. Ma ciò nonostante, è difficile sottacere i disastri perpetrati dalla vostra amministrazione nei confronti di questo ente.

    Non ci dimentichiamo di ciò che avete combinato con il torrino di accesso al solaio della struttura, con l’ordinanza di demolizione di un qualcosa che era lì presente da oltre 50 anni, solo per assecondare le lagnanze di qualche individuo che poco aveva a cuore Ponza e la sua identità, ma che forse era motivato da ragioni estremamente meno nobili.

    Tornando invece al caso oggetto di questa proposta di delibera, è mai possibile che da agosto (data in cui è uscito il regolamento regionale di attuazione della L.R. di fusione delle Ipab) nessuno di voi, e lei in primis presidente, abbia sentito il bisogno di capirne di più, di andare in Regione e di vedere come si poteva risolvere questa problematica con i canali istituzionali che la politica mette a disposizione?
    Nessuno dei suoi consiglieri, anche chi ha, o dovrebbe, avere contatti diretti di appartenenza politica e/o partitica con gli esponenti regionali di maggioranza e di governo, possibile che non sia stato capace di muovere un dito relativamente a questa problematica?

    La legge nazionale che impone la fusione delle IPAB è una legge del 2001 (D.lgs 207 del 4 maggio 2001). Con molta calma quindi, la nostra Regione si è uniformata alla norma nazionale. Inoltre la ratio di tale norma era di concentrare le spese e rendere più oculata la gestione di questi enti periferici.
    Nel regolamento di attuazione di questi organismi nascenti chiamati ASP poi, la nostra Regione ci ha messo del suo e ha reso di fatto il nostro ente un’appendice (fastidiosa) di altre Ipab della terra ferma.
    Ha previsto ad esempio con quali Ipab il nostro Ciro Piro si sarebbe dovuto fondere, noncurante del fatto che uno di questi fosse di Roma. Ma ancor più grave è che ha imposto che la gestione di questi nuovi organismi venisse accentrata in mano ad un Consiglio di Amministrazione i cui membri sarebbero stati scelti tutti dalla stessa Regione.

    Con queste premesse, noi siamo sicuri che si sarebbe potuto fare molto meglio di questa odierna delibera di intenti.
    Si poteva, ad esempio, far comprendere alla Regione che il nostro Ipab era assolutamente in linea con la ratio della norma nazionale, e questo perché il suo CdA, da sempre è stato a costo zero e tutti i suoi cinque membri non hanno mai percepito alcun compenso. Quindi non vi è mai stato spreco di denaro pubblico.

    Se questo non fosse stato sufficiente, si poteva argomentare che il regolamento regionale di attuazione impone delle fusioni senza alcuna logica, perché inseriva il Ciro Piro di Ponza con altre realtà che nulla hanno in comune tra loro, financo prevedendo che una di queste fosse di Roma, città con una evidente difficoltà di gestione tra realtà così diverse e distanti tra loro.
    Infine si poteva ragionare sulla composizione del CdA, che non lasciava, sempre da regolamento, alcuna rappresentatività a noi isolani, perché la scelta e la gestione di questa ASP era demandata a consiglieri di nomina regionale (che tra l’altro saranno anche lautamente pagati!).
    Tutte queste argomentazioni potevano essere suggerite e forse anche accettate…
    Invece non avete fatto nulla, ve ne siete disinteressati e oggi proponete, a pochi giorni dal commissariamento dell’Ipab, di assecondarvi in questa scelta.

    Certo è evidente, vi sosterremo in quest’ultima spiaggia, ce la giochiamo tutti e con la massima coesione.
    Ma è evidentissimo che se la cosa non dovesse andare nel verso che auspichiamo, la responsabilità politica e storica di questo insuccesso sarà solo ed assolutamente vostra e del vostro modo inconcludente di affrontare le problematiche.

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