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Il tempo dell’Immacolata (3)

di Francesco De Luca


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A chi mi riferisco quando parlo di coloro che esaltano la ricorrenza dell’8 dicembre? Tempo addietro li chiamai i giuvene d’a ’Mmaculata! Oggi sembrerebbe una presa in giro. Sono vecchiarelli, malfermi sulle gambe, e radi di numero. Resistono però e ci tengono a che ogni aspetto della festa abbia il giusto rilievo.
E così curano l’esposizione della statua in chiesa, preparano i canti, collaborano col parroco don Ramon per le pratiche devozionali. Attestando con l’esempio la loro fede.

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Sembra che il tutto passi inosservato, che non si colgano i segni di un’attrazione viva, di un entusiasmo sentito. Eppure… il mattino dell’otto dicembre si avvererà l’evento di vedere la chiesa invasa da tanti uomini. Con l’animo aperto a partecipare ad un sentimento corale, paesano, canoro e carnale. Tutti lì a fare da corona ad una effigie muta e immobile, eppure attraente.

Grande è il bisogno di socialità. Ne è sintomo il compulsare frenetico per connettersi coi social. Altrettanto forte è il bisogno di identità. Ne sono segnali gli isterici appelli alla nazione, alla religione, al colore della pelle.

L’otto di dicembre, quella statua, muove il nostro animo a sentirci fratelli. Tutti figlie ’i ’sta terra.

E qui non posso non ricordare il contributo di memoria offerto da Tonino Esposito (leggi qui [5]). La sua partecipazione alla coralità dell’Immacolata lo avvicina allo sparuto manipolo d’i giuvene d’a Mmaculata più di prima. Lo ringrazio. E faccio notare che tutto quanto si presenti in forma musicale attinente alla nostra devozione mariana è stata filtrata nell’armonia da Tonino Esposito. Come il ‘canto mattutino’ che allego.

Allego infine foto che riguardano l’addobbo dell’Immacolata di quest’anno.

Il canto è quello della sveglia mattutina:

http://www.ponzaracconta.it/wp-content/uploads/2019/12/chesta-è-santa-Fra-e-Toni.mp3 [6]

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