Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

2009-07-21_18-08-27 banchina-nuova-2 l-06_0 u-20 18 Spugne che si contengono lo spazio

Lettera aperta al Sindaco e al vice Sindaco

di Vincenzo Ambrosino

.

Al Sindaco Francesco Ferraiuolo
Al vice Sindaco Giuseppe Mazzella

Quando nacque la lista “La Casa dei Ponzesi”, come si ricorderà, bisognava scegliere il capolista che sarebbe poi diventato Sindaco e per farlo si tennero molte riunioni notturne al ristorante l’Aragosta. Il regista di queste riunioni era il padrone di casa, Sergio D’Arco. Il fine di quelle riunione era di costituire una lista civica unitaria per scacciare dall’isola il “Forestiero”. Erano a contendersi  la candidatura a sindaco: Mimma Califano, Carlo Marcone e Francesco Ferraiuolo. L’assemblea che doveva decidere era formata per la maggior parte da giovani ponzesi. Alla fine di estenuanti riunioni, quei giovani scelsero Francesco Ferraiuolo perché dimostrò più capacità politico – programmatiche.

Un’altra operazione di cui si occupò soprattutto Sergio D’Arco in quei giorni “fatidici”- fu quella di fermare le velleità di altri concorrenti –  perché per raggiungere il superiore obiettivo di fermare lo straniero Vigorelli: c’era bisogno di far convergere tutte le opposizioni ponzesi su Francesco Ferraiuolo.
Sergio D’Arco oggi è un dissidente di questa Amministrazione perché è rimasto deluso. Questa sua delusione l’ha  scritta in un manifesto pubblico il quale è stato completamente ignorato dalla maggioranza  Ferraiuolo.  D’Arco non solo non meritava questo ma ignorare Sergio significa non avere capito la delicata operazione che è stata fatta da Sergio per cucire le varie individualità dell’isola. Ed oggi quelle individualità politiche sono di nuovo libere a tramare le proprie strategie.

Ma ritorniamo a noi. Dopo la vittoria bisognava decidere chi doveva fare il vice Sindaco? Ci fu ovviamente discussione. I Cittadini – che avevano votato “La Casa dei Ponzesi” si aspettavano che a farlo fosse il ponzese Gennaro Di Fazio. Furono delusi.
Ma per la carica di vice Sindaco non solo non venne scelto Gennaro Di Fazio  ma furono scartati anche Mimma Califano e Carlo Marcone che pochi giorni prima aspiravano a diventare addirittura Sindaci.
Come uscì fuori il nome di Eva La Torraca?  Non sappiamo i particolari ma sembra che quella scelta venne fatta per dare una prospettiva futura alla azione politica e programmatica della Casa dei Ponzesi. Si sceglieva una giovane donna fornese per rappresentare meglio Le Forna ma anche il futuro dell’isola.
Che dire fu una scelta intelligente, lungimirante? Fu una scelta politica e anche programmatica?

Qualcuno in quei giorni, parlò  anche di una “staffetta tra giovani della lista alla carica di vice-Sindaco” e in base a quelle previsioni la staffetta doveva avvenire tra Eva e Michele Nocerino, l’assessore all’Urbanistica. Anche questa scelta poteva  essere coerente: si davano responsabilità politiche ai giovani più rappresentativi della lista affinché loro potessero garantire al futuro dell’isola una continuità politico programmatica impostata dalla “Casa dei Ponzesi”.

Sono passati  più di due anni e addirittura – dopo aver visto prendere casacche partitiche ai membri della maggioranza impossibile da capire – oggi assistiamo alle dimissioni di Eva La Torraca come Vice sindaco, per rimanere semplice consigliera.

Caro Francesco Ferraiuolo, dopo le dimissioni di Eva, credo che ci siano state altre discussioni in comune e anche qui i ponzesi facevano pronostici su chi sarebbe diventato vice Sindaco. Qualcuno diceva che a sostituire una donna alla carica di vice Sindaco toccasse ad un’altra donna e quindi si pensava alla delegata all’ambiente del Comune Mimma Califano, tra l’altro anche candidata a Sindaco: questo non è avvenuto!  Ma neanche si è premiato l’altro candidato a Sindaco Carlo Marcone.  Qualcun altro quindi  ha dedotto conseguentemente che si dovesse tenere fede all’accordo di staffetta tra Eva e l’assessore Nocerino ma ancora una volta: sorpresa delle sorprese vediamo nominato come vice Sindaco il signor Giuseppe Mazzella già assessore delegato al personale, problemi cimiteriali e commercio

Tutte le scelte sono giustificabili in politica. Evidentemente possiamo dire che i veti incrociati tra le varie anime all’interno della maggioranza -quella di sinistra e ambientalista, costituita da Gennaro Di Fazio e Mimma Califano e quella di destra Forzista costituita da De Martino e Nocerino hanno convinto il Sindaco Ferraiuolo per una scelta – (possiamo dire di cautela?)  di lunga militanza amministrativa.
Quindi il Sindaco Francesco Ferraiuolo sceglie come suo Vice Sindaco Giuseppe Mazzella.
Sappiamo che la figura del vice Sindaco diventa fondamentale soprattutto nei momenti di crisi di governo. Ci ricordiamo nella crisi di governo della Amministrazione Mario Balzano che il vice Sindaco Rosario Porzio fu nominato dal Prefetto Reggente e questo gli permise di diventare poi il Sindaco indiscusso per molti anni a Ponza.

A mio avviso l’attuale situazione di governo è in fase di crisi per cui una figura di Responsabilità e di esperienza come quella di Giuseppe Mazzella possa essere utile.
La prima responsabilità che deve assumersi il Vice Sindaco è quella di riuscire a far decantare e magari raffreddare i “bollori” che ci sono tra le varie anime della sua maggioranza di governo. Solo trovando unità tra le varie anime amministrative si può riprendere un discorso per l’isola e gli isolani.
Per cui dal Vice Sindaco ci si aspetta che aiuti il Sindaco a rilanciare l’unità politico- programmatica della amministrazione la “casa dei Ponzesi” che da questo momento chiameremo di Ferraiuolo – Mazzella.

L’amministrazione Ferraiuolo- Mazzella dal mio punto di vista sta mancando tutti gli obiettivi prefissati in campagna elettorale.
Gli intenti iniziali erano quelli di costituire una amministrazione che desse dignità e futuro ai ponzesi e soprattutto ai ponzesi residenti. Questo obiettivo non solo lo state mancando ma addirittura la vostra azione quotidiana sta ulteriormente disaffezionando i ponzesi verso l’isola.
I ponzesi stanno perdendo definitivamente fiducia nella politica locale.

         La macchina amministrativa non funziona per cui il servizio al cittadino è inesistente;

         Tutte le problematiche strutturali stanno peggiorando: dai collegamenti marittimi alle scuole, dai problemi idrogeologici a quelli della depurazione, dalla igiene pubblico alla smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il porto a Le Forna e la sistemazione della ex Samip nel dimenticatoio;

         Non c’è alcuna programmazione turistico-commerciale;

         Non c’è nessuna programmazione politico-culturale.

         Tutte le misure che vengono calate dall’esterno che riguardano la protezione ambientale (Zone di protezione Speciale e Zannone – Parco del Circeo) vedono la maggioranza divisa per cui impotente nelle proporre controproposte.

L’isola ha bisogno di una Amministrazione autorevole

         Bisogna fermare l’esodo invernale.

         Bisogna dare risposte immediate a tutti gli operatori del demanio marittimo.

         Bisogna aprire il museo e intorno ad esso e intorno al recupero delle evidenze archeologiche rilanciare una politica culturale.

         Bisogna dare speranza ai giovani residenti proponendo politiche per una nuova occupazione orientata all’allungamento della stagione turistica.

         Abbiamo bisogno di ritrovare unità isolana, solidarietà isolana, condivisione del vivere in una isola ma questo lo può fare solo una amministrazione determinata, unita e solidale per raggiungere questo superiore obbiettivo.

Caro Sindaco e caro Vice Sindaco,
se sto a scrivervi è perché mi aspetto dei segnali forti da voi. Io penso che il primo passo da fare sia una verifica politica all’interno della vostra maggioranza. Il Sindaco sa perfettamente di che cosa sto parlando. Sto parlando di convocare tutti gli uomini che compongono la maggioranza e verificare se ci sono le condizioni per condividere un rilancio della azione amministrativa. Per farlo ogni componente della maggioranza deve dichiarare cosa vuole e cosa serve per rilanciare la sua personale azione per la comunità. Quindi definita la volontà di lavorare insieme per il bene comune, definire gli obiettivi individuali e collettivi nel breve tempo.

Non deve essere più consentito ad assessori, delegati, amministratori lamentarsi dando la colpa dell’inefficienza  all’altra componente della maggioranza.

Signor Sindaco, Signor Vice Sindaco i ponzesi vi hanno dato la maggioranza perché vogliono essere governati. Non vogliono amministratori che galleggiano sulle emergenze che tra l’altro rimangono irrisolte, vogliono una amministrazione che sappia portare avanti il progetto previsto nel programma elettorale.

Per questo è urgente una verifica del vostro Governo.

 

Immagine allegata al commento di PasqualeScarpati di ieri 26 nov. (cfr.):

Il monumento ai tetrarchi è un doppio gruppo statuario in porfido rosso egiziano, costituito da quattro figure in altorilievo, collocate all’angolo del tesoro di San Marco, in piazza San Marco, a Venezia. L’altezza delle figure è di 1 metro e 36 cm

2 commenti per Lettera aperta al Sindaco e al vice Sindaco

  • Pasquale Scarpati

    Allo storico “erudito” (ehm… non Erodoto) “le faccende politiche” isolane così ben tracciate da Vincenzo fanno tornare alla memoria nientemeno che la… Tetrarchia di Diocleziano. Per sistemare una volta per tutte la questione della successione al trono l’Illirico pensò di agire in questo modo. Lui e Massimiano divennero gli “Augusti. Essi erano obbligati a scegliere due “Cesari”. Scelsero rispettivamente: Galerio e Costanzo Cloro. Secondo quello che pensava il primo Augusto (Diocleziano) la successione sarebbe dovuta avvenire così: dopo la morte o l’abdicazione dei due Augusti, i due Cesari sarebbero dovuti salire sui rispettivi troni, prendendo quindi il posto dei due Augusti. A loro volta essi, divenuti Augusti, avrebbero dovuto scegliere altri due Cesari. E così via. Ma, come ben sappiamo, le cose andarono diversamente e al termine di tutto lo scompiglio, Costantino si eresse l’unico “dominus et deus”. Seguito e soprattutto preceduto da molti “silentiarii” (…erano quei ministri che intimavano il silenzio al passaggio della “sacra persona” dell’imperatore).
    Forse che nell’Isola si addiverrà a questo? Certo, i silentiarii non mancano!
    Quanto più c’è confusione tanto più, alla fine, arriva “baffone” (quello che comanda da solo) – ha esclamato una persona.
    – Toh! Fa pure rima – ha detto l’arguto. Ma non ha finito (perché quando inizia non la smette più). Dice, a proposito di Venezia sommersa dall’acqua alta: – Sapete perché il MOSE non ha funzionato? Nulla di complicato e/o di quello che si è detto o scritto: manca semplicemente… l’accento!
    Spiega: – Si dice comunemente che il nome Mosè voglia dire “salvato dalle acque” oppure “colui che salva dalle acque” (si sa che nelle lingue antiche un termine poteva nascondere molti significati). Bene, per salvare Venezia nulla di più semplice: sarebbe bastato mettere… un accento!”.
    – E per l’Isola? – ha chiesto qualcuno ponendosi attentamente in ascolto.
    L’altro ci ha pensato un po’ su: – Questo è più difficile – ha detto – perché è piccola. Quanto più si è piccoli tanto più si può sgusciare, ci si può nascondere, si può giocare in spazi aperti.
    – Quali giochi? – ha incalzato l’altra persona.
    Ce ne sono tanti. Si può scegliere: a nascondino oppure, meglio ancora, i primi due vengono a dà. Allorché, se non si stava attenti, chi gironzolava intorno, liberava il compagno “prigioniero” semplicemente sfiorandolo con la mano. Allora si doveva ricominciare tutto daccapo creando di nuovo una gran confusione! Chi scappava di qua e chi sgusciava di là. Nel frattempo i due a cui era toccato in sorte di “acchiapparli” si affaticavano ad afferrarli e soprattutto a… “sorvegliarli”. Ah! Bei giochi dei tempi passati!
    Fa una pausa, poi: – Ma anche in questo caso, a ben vedere, si tratta semplicemente di… accenti!
    – Cioè?
    Spiega con un sorriso beffardo: “I primi due vengono da… oppure i primi due vengono a dà…!? E’ difficile capire.
    – Bene, bene – ha detto uno sfregandosi le mani.
    – Male, male – ha detto un altro, immusonito.
    Alla fine ognuno se n’è andato per i fatti propri.

    Nota della Redazione
    Su richiesta di Pasquale, è stato aggiunto all’articolo di base una immagine del gruppo scultoreo dei Tetrarchi, a Venezia

  • Caro Pasquale tu sei un uomo saggio e per questo usi l’ironia bonaria, il racconto aneddotico, il racconto storico per ricordare a tutti – che “il ponzese moderno” più dell'”antico” si è specializzato a difendere solo il proprio orticello per cui non può assolutamente migliorare.

    Io dico però che “un intellettuale, un giornalista” che non sia a “libretto paga”, per definizione deve stare sempre all’opposizione e porsi tra “il palazzo e i cittadini”. Vedere le cose come vanno, metterle in luce con l’intento di individuare i responsabili positivi o negativi dell’attuale situazione politica che incide sulla vita dei cittadini e degli ambienti è dovere delle persone oneste intellettualmente.

    Io vedo che al contrario c’è dappertutto un appiattimento sul potere, ci si accorge che le cose non vanno ma non conviene parlare, oppure se ne parliamo lo facciamo in modo generico, poetico, chiamando in causa improbabili “Zi’ Ntunìn’ o Sang’ ‘e Retunne”ecc.
    Non va bene.
    In questo momento ho visto delle foto che il telone della tenso-struttura – dove si erano organizzati diversi eventi per i giovani – si è di nuovo strappato. Vi dico che è un dramma. Questa cosa è un dramma che si aggiunge ad una vita drammatica che i ponzesi residenti stanno vivendo in questo momento a Ponza.

    Basta! L’opposizione e la maggioranza si scambieranno le accuse e le scuse ma qui questa cosa insieme a tante altre ci farà passare un inverno di merda.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.