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Una canzone per la domenica (67). L’incanto di quegli anni

di Franco Zecca
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Giorni fa la mia nipotina mi raccontava di aver fatto una gita con i compagni di scuola. La maestra li ha portati in una fattoria a vedere gli animali domestici, a sapere come si fa una mozzarella e come un albero produce il suo frutto. Al che io le ho detto: “Così almeno se ti chiedo dove trovi le uova non mi rispondi negli scaffali di un supermarket”. E già, oggi le gite scolastiche sono programmate per una cultura immediata, relativa alla vita quotidiana, per la conoscenza di cose che ti permettono di vivere solo in rapporto al consumismo ed al profitto futuro.
Una volta le gite scolastiche erano improntate per far conoscere una città con i suoi musei, i suoi monumenti, la sua storia oppure per far vivere ai partecipanti emozioni inusuali o sensazioni emotive derivanti da un tramonto o da un temporale, ma venivano spesso organizzate per far vivere in compagnia quei sentimenti che oggi si sono persi: pura amicizia, amori duraturi, dolori superabili o leggere intimità.

E questo mi ha riportato inevitabilmente a rivedere il film di un grande regista italiano: Pupi Avati – Una gita scolastica (1983) – con una interpretazione da/di maestro dell’indimenticabile Carlo Delle Piane (scomparso di recente).

Il film oltre che narrare lo svolgimento di una gita scolastica appunto, si articola come fosse un musical. Infatti ho estrapolato da esso la canzone della domenica che sto proponendo.
Il pezzo si intitola “L’incanto” e viene cantato da una giovanissima Rossana Casale (che nel film interpreta anche un altro brano: “A tu per tu”); le canzoni del film sono firmate dal grande Riz Ortolani, che ricevette poi il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora.

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Rosanna Casale, nel 1983

Rosanna Casale è stata poco prolifica come cantante ma come corista ha collaborato con Cocciante, Mina, Vasco Rossi, Albano e Romina, Mia Martini e Loredana Bertè, Alberto Fortis e non per ultimo il “nostro” Mike Francis, sepolto a Ponza.
Insegna attualmente canto jazz a Frosinone.
Il pezzo secondo i miei canoni di bella musica, è bellissimo e emoziona come non mai. Ascoltatelo con attenzione e riportate i vostri pensieri sul nostro sito. Naturalmente se ancora non lo avete visto potete godervi il film per intero su YouTube 

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Il video che segue è stato scelto non tanto per le immagini ma per un piccolo scritto allegato (vedi nella versione Youtube e anche estrapolato in fondo all’articolo).

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L’incanto (autori: Riziero Ortolani, Isia Fiastri)

I ricordi nascono
Quando siamo giovani
E poi si nascondono
Nell’anima e aspettano
Come fiori tornano
Chiusi tra le pagine
Ma di nuovo sbocciano
Nel tempo che verrà
Vivi l’incanto
Di questo istante
E non ti chiedere
Per quanto e perché
Solo un momento
Dura l’incanto
Poi dovrai vivere
La vita com’è
Stelle lontanissime
Spente ormai da secoli
Anche se ti ingannano
Risplendono chiarissime
Veri come favole
I ricordi tornano
Eco di una musica
Che senti solo tu
Vivi l’incanto
Di questo istante
E non ti chiedere
Per quanto e perché
Solo un momento
Dura l’incanto
Poi dovrai vivere
La vita com’è
Poi dovrai vivere
La vita com’è

Poi dovrai vivere
La vita com’è

Qui di seguito anche il trailer del film citato:

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Io credo che il mondo sia pieno d’incanti!
Piccole cose… piccoli istanti…
piccole gioie… di nessun valore materiale…
ma che puoi spendere… quando ti pare!
Per esempio… una sera…
io cammino per strada… e alzando la testa…
là… proprio di fronte… c’è la luna che sorge…
sul profilo del monte!
E’ enorme… immensa… una palla di opale..!
e io penso: “Non è normale! Certamente qualcosa sta per capitare!”
Poi la notte trascorre… e non succede niente…
Ma io l’ho vista! Quella luna c’è stata!
E allora… se non in questa….
quel qualcosa succederà… in un’altra nottata !

Oppure… quelle mattine d’inverno…
quando mi alzo per andare a lavorare…
ma… tornare a dormire è tutto quello che vorrei fare…
ma poi esco e scopro che, fuori, tutto è coperto
dal cristallo più puro! “Le fate hanno dato una festa
stanotte… di sicuro!”
Chi si alza più tardi non vedrà niente…
che sfortunati… povera gente!E poi sul treno, come ogni mattina,

mi siedo di fronte alla mia collega,
che sale alla stazione prima…
“Ma tu l’hai visto cos’è successo ?”
“No… cos’è successo? Mi dovrei preoccupare?
Hanno detto qualcosa al telegiornale?”
E il mio sorriso si allarga, mentre la sento parlare…
“No!” …dico “Non era sul telegiornale!
Niente di così importante… non ci badare!”
Piccoli incanti… piccole cose…
piccole gioie… di nessun valore materiale…
ma che posso spendere quando mi pare!

(di Exirya)