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Una speranza

di Rinaldo Fiore
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Quante volte ho scritto di questo povero Paese massacrato e derubato da una classe dirigente incapace? Molte volte, ma siccome dobbiamo andare sempre avanti senza fermarci sui piagnistei, vi racconto come la tenacia e l’amore per gli altri possano generare delle nicchie di umanità condivisa, delle cose belle che emozionano e commuovono.
Qualche settimana fa ho partecipato al Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale di Frascati, centro di riabilitazione di persone, nel caso specifico di adulti in disagio: pensavo di andare come “poeta” ma poi mi sono accorto di essere uno di loro, di condividere quell’atmosfera di umanità silenziosa e invisibile ma ben presente in tutti.
Ho iniziato a parlare delle mie poesie e delle mie pitture ed è venuto fuori che ho “spiegato” quello che io stesso ho capito dopo tantissimi anni di pittura e di scrittura di poesie: ho parlato della libertà, perché quando dipingo o scrivo sono libero ed ho descritto i segni e le parole di questa mia libertà…
I “ragazzi” hanno capito bene tutto quello che intendevo dire e lo hanno condiviso.

Non ho più frequentato il Centro per l’orario in cui si svolgeva, per me quasi impossibile e poi ci son tornato per l’incontro “Io leggo” in cui i partecipanti sceglievano di leggere e commentare parti brevi di un libro di autori conosciuti o meno, per presentarli venerdì 18 alle Scuderie Aldobrandini a Frascati ad un evento dal titolo “Arte e Salute mentale”; ebbene questo incontro è stata l’espressione della
vitalità di gruppi di persone che non si danno mai per vinte e vanno sempre avanti per riabilitare sani e malati alla gioia e bellezza della vita.

Alla manifestazione hanno partecipato il maestro Raffaele Bracci, pianista di valore ben conosciuto in ambito musicale, il gruppo di Teatro-danza, il Coro della Cosmic Sband, il gruppo di “Io leggo” e gli spettatori, non tantissimi ma straordinariamente presenti nello spirito della manifestazione.
Ho sentito musiche ben note ma soprattutto ho visto, con emozione e commozione, gli attori amatoriali rappresentare le madri di Plaza de Majo, mentre il gruppo “Io leggo” ci ha letto parti della Divina Commedia, di U. Eco e tanti altri autori con una capacità espressiva che ha coinvolto tutti gli astanti: persone che fino a qualche settimana prima difficilmente riuscivano a parlare e a descrivere fatti e letture, ora
declamavano con forza e sicurezza e con piena memoria quello che si erano
imposti di rappresentare..! Quando alle persone si dà fiducia esse ti ricambiano con questi risultati: una carissima e giovane amica ci ha parlato delle donne infibulate in Somalia senza alcuna incertezza e con evidente partecipazione emotiva.
Ha concluso la manifestazione il Coro con varie canzoni cantate anche dal pubblico guidato dal maestro di musica Sebastiano Forti.

Personalmente ritengo di aver assistito e partecipato ad un evento estremamente positivo che ci fa credere ancora alla possibilità di essere felici.
Grazie a Paolo Cori, da cui tutto è partito quindici anni fa, grazie a tutti coloro che via via si sono accodati nel portare avanti il progetto della riabilitazione, non medica, attraverso la musica e la partecipazione senza nulla aspettarsi, senza alcun “premio”, solo riuscire a stare bene assieme…